Non prendiamoci in giro, Ritorno al Futuro è uno dei film più amati della storia del cinema. Magari molti conoscono a memoria quasi ogni battuta di Marty e Doc, ma parecchi fan ignorano i fatti più curiosi che si celano dietro questa fantastica pellicola: dai vari tipi di macchina del tempo pensati fino ai salti mortali che Michael J. Fox ha dovuto fare per dividersi tra le riprese del film e quelle della serie tv in cui stava recitando in quei mesi, Casa Keaton.

Ma cosa è successo davvero dietro le quinte di Ritorno al Futuro? Ecco 15 cose di cui probabilmente siete all’oscuro:

Tutto cominciò con un “Ma se…?”

Lo sceneggiatore e produttore Bob Gale stava facendo visita ai suoi genitori in Missouri quando, rovistando in cantina, ritrovò casualmente l’annuario scolastico del padre. Sfogliando il libro, scoprì che quest’ultimo era stato addirittura eletto presidente del consiglio studentesco, ma ironia della sorte Bob al liceo odiava questi stupidi comitati ed era stato uno dei più ferventi promotori per farli abolire; gli balenò però in testa qualcosa: “Ma se fossi andato a scuola con mio padre, sarei riuscito ad essere suo amico?” Ci vide del potenziale in questa idea stramba e ne parlò con il suo collega regista Robert Zemeckis. Ai due piacque così tanto questa storia che iniziarono a lavorare ad una sceneggiatura già nel settembre del 1980.

Tutto merito del buon vecchio H.G. Wells

Gale e Zemeckis erano due rispettabilissimi nerd, quindi avevano già divorato la maggior parte dei film e dei racconti fantascientifici del tempo, ma erano affascinati soprattutto da quelli “vintage”, tecnicamente grezzi ma con una storia mozzafiato. Decisero quindi di usare le stesse caratteristiche della Macchina del Tempo descritta nel romanzo omonimo di Wells del 1895: il veicolo avrebbe potuto viaggiare nel tempo, ma non nello spazio; per questo serviva un mezzo che si potesse muovere su delle ruote.

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La DeLorean non fu la prima scelta

Ritorno-al-futuroOk, non ridete, ma inizialmente la macchina del tempo sarebbe dovuta essere un frigorifero. Temendo però che i più giovani emulassero le gesta del film a casa e si chiudessero accidentalmente nei loro frigoriferi, regista e sceneggiatore scartarono rapidamente l’idea.

Decisero quindi di utilizzare un carro armato (!), ideale per spostarsi in tempi antecedenti alla creazione di strade asfaltate, ma anche se l’idea era divertente, un grosso e lento carro armato aveva decisamente una scarsa presenza scenica. Serviva qualcosa di più piccolo e con più stile: un’automobile pesantemente modificata, ad esempio. In quegli anni il veicolo dal design più futuristico era proprio un’auto di nome DeLorean. La faccenda del frigorifero però si sarebbe rivista qualche anno dopo con un certo Indiana Jones…

Con il denaro si è evitata una grande esplosione

In una bozza delle sceneggiatura iniziale, Doc Brown aveva lavorato al Progetto Manhattan (per la creazione della bomba atomica) e solo in seguito si sarebbe chiuso a lavorare sui viaggi del tempo.

Ma gli sceneggiatori avevano anche accarezzato l’idea che proprio un’esplosione nucleare potesse spedire Marty nel futuro alla fine del primo film, fortunatamente l’idea fu poi scartata perché il tutto avrebbe richiesto un costo veramente esagerato.

Una storia troppo sporca per la Disney

4-17204640Scritta in un periodo in cui la maggior parte dei film teen action più famosi erano visti da un pubblico di tredicenni con gli ormoni a mille, alcuni Studios rifiutarono il progetto perché a detta loro non era “abbastanza piccante”. L’unica eccezione fu la Disney per cui tutta la storia della madre di Marty che si innamora del figlio, era semplicemente immorale e oscena. Puritani.

Marty McFly avrebbe potuto essere molto diverso

Inizialmente Michael J. Fox era troppo impegnato con le riprese del telefilm Casa Keaton, quindi per sicurezza furono provinati altri due attori per il ruolo di protagonista: C. Thomas Howell ed Eric Stoltz. Secondo Zemeckis, Howell era il sostituto perfetto, ma il gran capo della MCA disse loro che doveva essere scelto Stoltz. Che nessuno poteva essere meglio di lui per quel ruolo. Ma il buon Michael J. Fox si fece davvero in quattro e, con parecchi sacrifici, riuscì ad essere su entrambi i set. Gli sceneggiatori avevano anche pensato a John Lithgow per il ruolo di Doc Brown, ma quando Christopher Lloyd fece l’audizione, capirono subito che il ruolo sarebbe andato a lui.

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Biff prese questo nome da un dirigente stronzo degli Studios

Ned Tanen in quegli anni era il Presidente della Universal, ma era un tipo abbastanza instabile. Addirittura in una riunione con Zemeckis e Gale si incazzò così tanto per il loro precedente film che gettò il copione di Ritorno al Futuro dall’altra parte della stanza, accusandoli addirittura di essere due anti semiti (Gale era pure ebreo, figurarsi). I due quindi decisero di “omaggiarlo” chiamando il bullo del film quasi come lui, Biff Tannen.

Ein doveva essere uno scimpanzé

Nel copione originale, il fido compagno di Doc era uno scimpanzé. Ma uno dei boss della Universal, Sid Sheinberg aveva fatto delle ricerche, e nessuno dei film che aveva al suo interno degli scimpanzé aveva avuto successo. Suggerì che sarebbe stato meglio usare un cane; il suo consiglio fu particolarmente apprezzato, ed è così che nacque il buon vecchio cagnone peloso Ein.

Ritorno al Futuro rischiava di chiamarsi “Alieni da Plutone”

tales-from-space-back-to-the-futureLo stesso Sheinberg dopo il consiglio sul cane tornò alla carica, suggerendo ai due di cambiare anche il titolo con “Alieni da Plutone”, e di modificare grosse parti dello script in modo che tutto avesse più senso. Ma in risposta il produttore esecutivo, che guarda caso era proprio un certo Steven Spielberg, gli scrisse una lettera ringraziandolo per avergli fatto fare parecchie risate con le sue stupide idee. Sheinberg da quel momento non si impicciò più sugli affari del film.

L’ispirazione per la figura di Doc Brown

Christopher Lloyd modellò il personaggio di Doc sullo stra famoso scienziato Albert Einstein ma anche sul meno conosciuto direttore di orchestra Leopold Stokowski, anche lui fiero possessore di una fluente chioma bianca. Se il nome non vi dice nulla sappiate che costui ha diretto e orchestrato, tra le altre cose, anche le musiche del film Fantasia della Disney.

La trama gioca continuamente sulle conseguenze causa/effetto temporali

Il film, come è giusto che sia, basa molte delle sue gag sulle conseguenze temporali causa/effetto. Tra quelle più divertenti c’è senza dubbio la gag dell’albero: quando arriva nel 1955 Marty tira giù un pino con la DeLorean, e al suo ritorno nel 1985, quello che prima era il centro commerciale Twin Pines Mall è diventato il Lone Pine Mall. Il film è letteralmente pieno di queste piccole chicche.

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Il finale fece incazzare parecchio uno degli attori

Crispin Glover, che nel film interpretava il padre di Marty, non fu per niente soddisfatto del finale della pellicola, e la girò parecchio di controvoglia. Il motivo? Il fatto che secondo lui alla fine ci fosse un grottesco parallelismo tra ricchezza e felicità. Carissimo Glover, mi spiace deluderti ma per il 98% degli esseri umani, è davvero così.

Il cantante Huey Lewis meritava uno stramaledetto Oscar

Huey Lewis and the News scrissero la canzone “The Power of Love” specificatamente per il film. Sapete già tutti che lui nel film interpretava il professore che boccia la canzone Rock di Marty perché troppo “rumorosa”; quello che forse non sapete è che l’anno successivo all’uscita del film la canzone ricevette una candidatura all’Oscar ma purtroppo la statuetta dorata se la aggiudicò la molto meno memorabile canzone “Say You, Say Me” di Lionel Richie, per il film “Il sole a mezzanotte”. Meh.

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Il finale era stato concepito come uno scherzo

La scena in cui Doc porta Marty e Jennifer nel futuro per salvare i loro figli alla fine del primo film era stata concepita semplicemente come uno scherzo. Zemeckis lo spiega nei commenti extra dell’edizione Dvd. Se a quel tempo avessero davvero pensato ad un sequel, non avrebbero messo Jennifer nella DeLorean. Non a caso all’inizio del secondo film la fanciulla viene fatta sparire prima di subito.

 Continua…?

Vi ricordate la famosa frase finale dopo che la DeLorean si lancia nel futuro? Allora quella che avete visto è sicuramente l’edizione Home Video creata apposta per la televisione, dal momento che la scritta non fu mai mostrata alla fine della versione cinematografica, quando un eventuale seguito non era ancora stato preso in considerazione.

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