Body modification a tempo determinato

Amici staynerdiani rieccoci ad un altro appuntamento per la nostra rubrica senza nome che chiameremo in via del tutto ufficiosa Nerdscovery, ma non spargete troppo la voce. Questa volta parliamo di tatuaggi, non tanto del loro significato come moda, del loro simbolismo, dei loro eccessi e di tutto quello che è stato detto finora. Affronteremo un discorso un po’ diverso, analizzeremo un nuovo metodo sperimentale per togliere i tatuaggi, che tanto a farli sono buoni (quasi) tutti…

Prima però permettetemi un piccolo spazio per capire cosa sia in realtà un tatuaggio, perché solo così si possono comprendere a fondo le difficoltà di toglierne uno.

Pigmento e derma

La tecnica è nota, in tutte le sue varianti. Si prende un po’ di colore (china, fuliggine, o altra roba più moderna e sintetica) e lo si deposita al di sotto dello strato cutaneo, in quella zona di sostegno al di sotto della epidermide che conferisce la consistenza tipica al tatto della nostra pelle. Il mezzo con cui il colore arriva dentro di noi è di solito un ago, manipolato elettricamente come nella migliore tradizione tecnologica occidentale, o con spilli attaccati a bastoni di legno e usati a mano libera, secondo i dettami antichi degli artisti della malavita giapponese.

109282728428014828_lR6cSPLP_fNon importa come vi facciate fare i tatuaggi, tenete a mente una cosa: il colore non resta lì fermo e placido sotto la vostra pelle pronto a mostrarsi in tutta la sua fulgida bellezza. Il colore appena depositato è un nemico del vostro organismo, un corpo estraneo che va combattuto e eliminato. Per questo si attiva una risposta immunitaria (che per altro può essere responsabile di alcune reazioni allergiche topiche e sistemiche): alcune cellule, dette macrofagi, prendono vita e catturano, fagocitandolo, il pigmento incriminato. A questo punto, queste cellule, non riuscendo a digerire completamente il pigmento, cercano di raggiungere i linfonodi più vicini. Alcune (la minor parte, in realtà, ce la fanno, ed è per questo che il tatuaggio subito dopo la sua esecuzione perde leggermente di tinta). Il resto, invece, resta in loco e dà quindi vita al disegno che tanto ci piace. Quella appena descritta è una risposta estremamente comune, niente di trascendentale: è la stessa cosa che fa apparire i polmoni dei fumatori a macchie nere. Sono sempre i macrofagi che si sono cibati di catrame e sono rimasti intrappolati nei tessuti polmonari, asfaltandoli.

Con questa veloce, e forse un po’ sbrigativa, spiegazione abbiamo gettato le basi sul perché i tatuaggi sono così tenaci tanto da durare per tutta la vita: sono le nostre stesse difese immunitarie a tenerli sotto controllo, senza che si spostino di un millimetro.

Non mi piace più

hairdoukensE così vi siete tatuati la sequenza di tasti per fare l’Hadouken e siete stati bravissimi a tenerla lì sul vostro braccio, per ricordarvi di quanto Ryu fosse potente. Purtroppo però con la maturità avete finalmente capito che Chun Li è decisamente meglio perché ha le mani da camionista scaricatore di porto e volete lo spinning kick sul vostro braccio. Come fare?

Le opzioni sono tante e tutte molto dolorose. C’è il Laser, che distrugge le cellule colorate: costoso, c’è bisogno di tante sedute e potrebbero comparire (in un piccola  percentuale di casi) bolle, flittene e anche cicatrici. C’è lo scaring e la dermoabrasione, in cui vi scartavetrano la pelle fino a grattare via i tatuaggi. E poi c’è la tecnica di rimozione detta ‘del paraculo’: in pratica vi fate un tatuaggio più grosso e cattivo inglobando quello vecchio… Complimenti!

tattooPer fortuna c’è chi ha fatto proprio questo problema e ha cercato una soluzione alternativa. È Alec Falkenham, un ricercatore della Dalhousie University, in Canada. Studia patologia e, da essere umano tatuato, ha mostrato fin da subito il suo interesse per tutto quello che gira intorno ai corpi illustrati, in particolare sulla reversibiltà delle varie decorazioni. Ci tiene a precisare che per adesso convive in maniera del tutto serena con i disegni sul suo corpo, ma che non manca mai di parlare con persone che invece vorrebbero liberarsene.

La crème de la crème

Alec ha allora studiato in maniera approfondita le reazioni del corpo dopo il tatuamento e ha sviluppato una crema in grado di rimuoverli in maniera potenzialmente indolore e economica. L’approccio è stato poco convenzionale: una volta capito il comportamento dei macrofagi, Folkenham ha ideato una formulazione in crema in base di quelli che lui ha chiamato Bifosfonati liposmiali. In pratica è una lozione che riesce a cancellare i tatuaggi. Senza dolore. A 4,5 centesimi per centimetro quadrato. Sembra un miracolo? Potrebbe diventarlo, almeno per tutti quelli che vogliono togliersi i segni di una gioventù che non vogliono ricordare.

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Il sistema con cui funziona la crema sfrutta lo stesso principio con cui si fissano i tatuaggi stessi. In sospensione ci sono queste molecole di bifosfonato liposomiale che, esattamente come i pigmenti di prima, stimolano una risposta dei macrofagi: le celllule infatti assorbono questi liposomi (che sono strutture vescicolari con una costituzione simile alla membrana cellulare) e attivano una nuova riposta macrofagica, tale da far trasportare verso i linfonodi il pigmento del vecchio tatuaggio.
twi_tattNella preparazioni del bifosfonato liposomiale è stata data grande enfasi alla sua tropicità, nel senso che attecchisce quasi solo ed esclusivamente sulle cellule pigmentate, portatrici di colori: riesce in pratica a scegliere su quali cellule avere effetto, lasciando teoricamente sane le altre. Questo dovrebbe ridurre in maniera eclatante gli effetti collaterali e le eventuali complicanze. Ma è ancora molto presto per fare illazioni e congetture. Il prodotto è in via di sviluppo e le fasi di ricerca sono per ora limitate a prove su animali di piccola taglia. Presto però si giungerà alle fasi conclusive e magari un domani la vedremo sugli scaffali dei nostri negozi.

L’impatto economico di una tale scoperta potrebbe essere davvero enorme, considerando quanto siano costosi i più avveniristici trattamenti laser o di dermoabrasione o crioterapia. Indubbiamente se la ricerca proseguirà senza intoppi fino a una possibile produzione per il mercato, assisteremo a una bella battaglia tra colossi BeautyPharma, da una parte quelli che la promuoveranno anche nelle scuole e dall’altra tutti coloro che la demonizzeranno come una delle piaghe della società moderna. Sicuramente, con la possibilità di potersi liberare facilmente di un tatuaggio, molte più persone prenderanno in considerare l’idea di lasciarsi un segno…

Sembra davvero una scoperta e una invenzione molto promettente, così finalmente potrete togliere il vostro Hadouken e mostrare un più fiero Spin Kick… Per non parlare di quell’Alice forever che vi portate appresso da almeno sedici anni…

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