La storia del primo assassino

E così Assassin’s Creed Origins ha fatto la sua comparsa ufficiale all’E3 2017. Non è stato necessario attendere la conferenza Ubisoft, perché in occasione della presentazione di Xbox One X da parte di Microsoft, è stato mostrato un trailer sul nuovo capitolo della serie dedicata agli assassini. Già vedendo i primi secondi di filmato abbiamo la certezza che quanto fuoriuscito dai leak degli scorsi mesi è reale: Origins è ambientato in Egitto. Non nell’antico Regno di Unas, né nel mondo di Ramses II come si pensava: questo titolo ci porta nell’Egitto di Cleopatra, al culmine dell’ultimo secolo prima della nascita di Cristo. Ciò è evidente grazie anche al bellissimo Faro di Alessandria che compare nel trailer. Com’è noto per gli affezionati della serie, il contesto storico è uno degli elementi principali di Assassin’s Creed, poiché una determinata epoca storica, vissuta da personaggi illustri e carismatici, ha una forza d’attrazione incredibile. E Origins, scegliendo un tempo così remoto e carico di fascino, dimostra di voler sfruttare a pieno questa caratteristica. Un’ambientazione che viene trattata in ogni suo piccolo dettaglio: dai deserti al Nilo, da piccoli villaggi a floride città, dalle Piramidi a sfarzosi palazzi, tra aquile, ippopotami e coccodrilli. Un’attenzione per gli scenari che trova spiegazione nella mappa decisamente più vasta, anche se dal trailer non ci è stato possibile capire quanto.

Opereremo all’interno di questo scenario attraverso Bayek, un membro della Medjah, una sorta di “polizia” dell’epoca egizia. Stando tuttavia a una delle ultime news uscite, pare che Bayek non sarà il solo protagonista, in quanto Origins riprenderebbe la narrativa corale già vista in Syndicate. Bisognerà vedere se ci sarà la possibilità di giocare nei panni di una donna, un aspetto che sarebbe certamente apprezzato dal pubblico femminile, viste le diverse critiche che hanno coinvolto la serie, specialmente nel caso di Unity. Tra le prime novità che segnano un punto di rottura dai capitoli precedenti vi è il supporto di Senu, un’aquila che potrà essere utilizzata da Bayek per analizzare l’area di gioco, marcando obiettivi e nemici. Questa funzione andrà a sostituire l’Occhio dell’Aquila usato in passato.

In generale il gameplay è stato rinnovato, traendo spunto da titoli estranei al genere di Assassin’s Creed, come Skyrim e The Witcher 3. Poiché non basta trattare un contesto storico carico di appeal per catturare, ma è necessario cambiare delle meccaniche che ormai avevano stufato i videogiocatori, come i combattimenti poco impegnativi e scontati, e una monotonia nell’approccio di gioco. Assassin’s Creed Origins imposta la propria giocabilità in maniera più strategica: compariranno i punti abilità e il livello del personaggio. Svolgendo diverse azioni, come uccisioni, ritrovamenti di tesori o il superamento di missioni, la barra dell’esperienza posta in alto a destra dello schermo crescerà fino al raggiungimento del nuovo livello. È importante tenerne conto, non solo per il miglioramento delle abilità di Bayek, quanto anche per sconfiggere i nemici che incontreremo. Anch’essi, infatti, saranno dotati di livello, e se questo sarà superiore al nostro in maniera eccessiva, avviare uno scontro si tradurrà molto probabilmente in un Game Over, o meglio, in una “desincronizzazione”.

Anche l’inventario sembra essere stato arricchito e reso più complesso. Infine, un aspetto che potrebbe far storcere il naso a chi predilige un gioco semplice e immediato è l’importanza che è stata data alla componente stealth, che rallenta di molto il ritmo di gioco. Proprio perché i combattimenti sono stati resi più difficoltosi e meno scontati, è spesso preferibile agire nell’ombra. Una scelta che ben si confà allo stile adottato dagli assassini. Nella stessa missione mostrata a E3 2017, quella ambientata a Siwa, villaggio natale del protagonista, Bayek uccide furtivamente tutti i nemici incontrati, tranne poi nello scontro diretto contro una specie di “Boss”.

Quanto ad armi utilizzate, il nostro alter ego farà affidamento ad arco (con cui si potrà tirare sfruttando un effetto rallenty mentre si è sospesi in aria, similmente a quanto già visto in Horizon: Zero Dawn), a pugnali, spada e lama celata. Su quest’ultima vi erano dei dubbi, dato che inizialmente si credeva che Origins fosse ambientato ancora più indietro nel tempo, tra il 2500 e 1200 a.C, il che non avrebbe giustificato la presenza della lama celata, la cui prima attestazione, secondo l’Enciclopedia ufficiale della serie, risale al 465 a.C..

Attorno ad Assassin’s Creed Origins aleggiano grosse aspettative. La sua responsabilità è quella di riportare in auge una serie che per quanto sia stata di successo, aveva in un certo senso stancato i videogiocatori. E lo fa parlando di un passato antico ed esotico. Un punto di rottura rispetto ai capitoli precedenti che ormai erano arrivati a trattare della storia più moderna, attraverso una visione troppo orientata ad Occidente. Attraverso il fascino del deserto e delle Piramidi, Origins vuole raccontare la storia di Bayek, primo assassino che darà inizio alla fratellanza, combattendo contro le forze oscure che minacciano il regno egizio. Un ritorno alle origini dunque, ma presentando curiose novità per la serie come l’intrusione di meccaniche da GdR e una mappa vasta e ben curata. Gli sforzi di Ubisoft appaiono evidenti, perciò dopo quanto visto vogliamo rimanere positivi per la “rinascita” di Assassin’s Creed.  

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