Quanto e in che modo è malato questo mercato?

Ieri ho avuto un incubo: ero diventato improvvisamente ricco e spendevo tutti i miei soldi in edizioni limitate, pre-order e comprando qualsiasi season pass o contenuto aggiuntivo mi capitasse tra le mani. Poi mi sono svegliato, e per fortuna ero ancora abbastanza povero da non poter spendere tutti i miei soldi per comprare cazzate che non mi servono. Che sollievo, il sollievo del barbone che scopre dentro il suo barattolo quei pochi soldi per tirare avanti ancora un po’.

pre-order evolve
Le seduzioni del mercato sono forti ed è facile lasciarsi abbindolare, basta voltarsi distrattamente dall’altro lato che Ubisoft ed EA (giusto per fare due nomi a caso) sono lì, prontissime e spietate, per stuprare il nostro portafoglio come meglio credono. Questa non vuole essere e soprattutto non è la solita critica insensata, non è il solito atteggiarsi ad espertone tanto per darsi un tono. La verità è un’altra, non basta tatuarsi “Fuck The Rules” sul culo per essere anticonformisti, tutt’al più fare una cosa del genere vi etichetta solo come coglioni. Deficitari di un pensiero che sia realmente autentico, in troppi si dissetano alla fontana della disinformazione e dei luoghi comuni, pensando che sparare a zero su tutto sia la panacea che curerà questo mercato videoludico. Sarà anche bello sfogarsi sul web con commenti e battute al fulmicotone, ma è un piacere di seconda mano. Il mio quindi più che un Editoriale è un invito; un invito a capire cosa c’è dietro a certe forme di marketing e in che modo le software house approfittano della nostra passione. Per cui quanto seguirà non è la solita litania da due soldi su come tutto il mercato sia sbagliato e faccia schifo, non pensate nemmeno per un secondo che non vi siano aspetti positivi, ma piuttosto cercate di reagire a queste dinamiche in maniera sensata.

Pre-order, Patch e altre metastasi

Cos’è un Pre-order? Il Pre-order non è altro che una prenotazione, mediante la quale un consumatore qualsiasi si assicura una copia di un determinato prodotto al momento della sua uscita. Fin qui nulla di male no? Sicuri? Perché in realtà i pre-order sono il cancro maggiore di questo mercato e sembra che nessuno se ne sia accorto, perché siamo tutti troppo occupati a scrivere post tragicomici su questa o quella remastered (che bene comunque non fanno). Se da un punto di vista meramente legale quanto scritto sopra è valido ed incontrovertibile, da un altro punto di vista preordinare un gioco è la cosa peggiore che possiate fare. In pratica vi state privando dell’unica cosa cui un consumatore non dovrebbe mai rinunciare: il diritto di scelta.

preoder

Preordinare un gioco significa essenzialmente acquistarlo prima, significa dire tacitamente agli sviluppatori: qui ci sono i miei soldi, tu fai il tuo lavoro come meglio credi, tanto il gioco io lo compro lo stesso. E prima di aggiungere qualsiasi altra cosa, ve lo dico una volta per tutte: nessun gioco fa sold-out al D1, non c’è realmente il rischio che entrati in un negozio senza prenotazione alcuna il negoziante vi lasci a mani vuote. Tra tutte le catene e i piccoli negozi (qui forse la una normalissima prenotazione ha anche senso) la distribuzione è così fitta e capillare da non lasciare nessuno a bocca asciutta. Il pre-order quindi è un modo come un altro per acquistare a scatola chiusa, dimenticandoci completamente della qualità. Nessuno in tal senso dovrebbe lasciarsi fregare da questo sistema, ma ecco che spuntano i bonus pre-order come delle brevi missioni secondarie, skin aggiuntive o altre cazzatine, insomma dei piccoli extra che apparentemente arricchiscono il gioco. La verità è che le software house vi stanno regalando pura e semplice aria fritta, fritta in un pessimo olio tra l’altro. E noi puntualmente ci caschiamo ed ecco titoli al lancio bisognosi di patch, o così ricchi di difetti non annunciati che il web sprofonda nel solito caos.

Assassins-Creed-Unity-preorder-royalarsenal-e3

Immaginate un gioco famoso, una di quelle saghe storiche super attese. Ecco prendiamo questo titolo e annulliamone tutti i pre-order, facciamo finta che tutti e dico proprio tutti, vogliano aspettare il giorno dell’uscita prima di decidere se questo titolo valga effettivamente la pena (anche se in cuor loro sanno già di volerlo ardentemente). A pochi giorni dell’uscita sul web iniziano a circolare informazioni sul titolo in questione, vuoi che siano bug, vuoi che la durata del gioco sia ridicola, vuoi semplicemente che il gioco sia al di sotto delle aspettative… quante persone effettivamente compreranno il gioco? Di certo tantissime, si tratta comunque di un titolo importante, ma allo stesso tempo molte altre consce dei difetti decideranno di lasciarlo sullo scaffale, cosa che non avrebbero fatto se avessero effettuato un pre-order. L’importanza della scelta sta tutta qui, è un concetto chiaro e cristallino. Perché altrimenti questo tumore metastatizza in patch al D1, invade la critica rendendola praticamente inefficace, visto che ormai non ha più senso scrivere una recensione di un prodotto già acquistato da tutti a scatola chiusa. Quindi per favore non fatevi partecipi di questa meccanica, lasciate le skin e le altre cazzatine agli adolescenti alle lore prime scoperte video ludiche, abbandonate l’uso screanzato della tastiera e scegliete con attenzione non in cosa spendere i vostri soldi, ma piuttosto fate attenzione al quando e al modo in cui li spenderete.

DLC tra furti legalizzati e splendide aggiunte

I DLC (downloadable content per chi non lo sapesse) sono un altro aspetto criticatissimo di questo mercato. C’è chi li odia, c’è chi li acquista (ma non lo ammetterebbe mai) e poi, come giusto che sia, c’è chi se ne sbatte altamente. Avanti, ammettetelo, anche voi almeno una volta avete lucidato la vostra tastiera della domenica ed avete scritto la vostra personalissima opinione sui DLC, additandoli come il male ultimo di questo mercato. Beh, amici cari, vi sbagliate o almeno dovreste prendere in considerazione che i DLC non sono tutti così malvagi e anzi, il concetto stesso di contenuto aggiuntivo, è qualcosa di straordinariamente interessante. Prima però iniziamo con un aneddoto squisitamente personale.

Dark-Souls-Prepare-to-Die-Edition-1-2

Ho comprato il mio primo “DLC” per un gioco della PlayStation 1, quindi più di dieci anni fa. Sì avete letto bene, anche all’epoca era possibile acquistare dei contenuti extra. In molti ricordano l’era PlayStation con nostalgia ed affetto (anche io sono tra questi) e ancor di più, inneggiano a quell’epoca quasi come se fosse un Arcadia videoludica, un tempo in cui gli sviluppatori lavoravano ai propri giochi immersi in un’atmosfera bucolica, quasi come se del guadagno non gli interessasse, ma stessero lì a lavorare unicamente per noi, per farci divertire con questi giochi bellissimi… i “giochi di una volta” insomma, per citare qualche inutile passatismo. La verità è che anche all’epoca il mercato aveva le sue magagne, solo che non c’era Internet e quindi certe cose o non le sapevamo, o non ci sentivamo in diritto di lamentarcene. Comunque circa dieci anni fa uscì sulla mitica scatoletta grigia Metal Gear Solid: Special Missionche per chi non lo sapesse era un’espansione di Metal Gear Solid con circa 300 Vr Mission, delle missioni secondarie già presenti anche nel gioco stand alone ma qui espanse in maniera sovrumana. Le missioni in sé erano anche carine, e visto l’elevato tasso di difficoltà garantivano anche una longevità più che buona. Volendo essere un tantino più “critici” queste VR Mission non aggiungevano nulla di concreto a quel capolavoro di Metal Gear Solid, ma ciò nonostante il titolo riscosse un certo successo. Nelle VR Mission era infatti presente come personaggio giocabile Gray Fox, la tal cosa regalò agli appassionati della saga una delle più grandi erezioni videoludiche di sempre. Capite dove voglio arrivare? Per quanto belle queste VR Mission sono del tutto paragonabili ai DLC di oggi, non sono altro che un piccolo extra per tornare a giocare un titolo di cui forse ci si era stancati e che viene venduta (leggasi anche pubblicizzata) attraverso un fanservice spietatissimo.

Metal Gear Solid Special Mission
Ciò che voglio dire è che bisogna sempre razionalizzare, bisogna sempre capire in cosa s’investono soldi e ore passate davanti alla console. Perché come dicevo prima i DLC concettualmente sono una cosa bellissima, pensate solo a quanti titoli avete finito ed apprezzato e a come sarebbe stato bello ritornarci a giocare per scoprire cose nuove: missioni extra, capitoli aggiuntivi, finali alternativi o modalità accessorie. Cosa c’è di sbagliato in tutto ciò? Assolutamente nulla. I problemi sorgono quando un Activision a caso, inizia a venderti delle mappe, progettate a partire da quelle dei vecchi capitoli, svecchiate quel tanto che basta per essere riproposte come “una fantastica nuova esperienza multiplayer“; il problema sorge quando per circa 15 euro ti regalano due missioni in croce, un costume alternativo o peggio ancora riscrivono il finale di un gioco mandando a puttane quanto realizzato prima.

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Di conseguenza bisogna anche essere consci che molte software house sfruttano i contenuti aggiuntivi per spillarvi soldi, però appunto non è il DLC come prodotto ad essere completamente sbagliato ma in tal senso è chi lo vende a volervi fregare. Mentre i Pre-order andrebbero evitati come la peste, con i contenuti aggiuntivi la cosa è un tantino diversa, trovo inutile boicottarli non sapendo quanti e quali siano realmente validi. Quanti di questi offrano, ad un prezzo anche moderato, ore e ore di gioco extra per titoli che abbiamo già finito ma che proprio non vogliamo dimenticare…
Per concludere, come già detto ad inizio articolo, quanto scritto non vuole essere una critica vuota ma uno spunto di riflessione su questo mercato ricco di contraddizioni. Siete ovviamente liberi di sparare a zero su ciò che volete, di criticare (senza nemmeno rifletterci) questa o quella forma di distribuzione, però sappiate che non serve realmente a nulla se prima non avete compreso quelle che sono le regole (e le astuzie) dietro certe forme di vendita. Detto questo, fate buoni acquisti…

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