In quel di Etna Comics 2017, Stay Nerd ha avuto l’onore di fare quattro amabili chiacchiere con Sio, autore che ormai non ha davvero più bisogno di presentazioni, superstar delle fiere di fumetto e già lanciato sceneggiatore in Disney, con il proprio esilarante canale youtube e tanti altri assi nella manica. Com’è andata la nostra intervista? Scopriamolo insieme!

Partiamo subito da Sio e Disney: qual è l’apporto che Sio può dare al mondo Disney, una realtà che sa essere scanzonata ma anche trattare tematiche importanti in modo morbido? In pratica, qual è la Sio difference?

Beh, io in realtà ho un rispetto profondissimo per il mondo Disney, non avrei mai pensato di poterlo toccare. Semplicemente, io voglio fare delle belle storie che abbiano senso all’interno di quel contesto e che non siano le classiche mordi e fuggi, che uno legge e si dimentica. Tutto qua.

Come mai Ridi Paperoga? Perché proprio quel personaggio e non ad esempio Pippo?

Perché Ridi Pippo era un po’ strano. Ridi Paperoga suona meglio.

Quindi siete partiti dal titolo per scegliere il personaggio?

Sì. No, dai, scherzi a parte, c’era l’idea di fare una testata su Paperoga. Noi l’abbiamo intercettata e abbiamo detto che potevamo riprendere Ridi Topolino, trasformandolo in Ridi Paperoga che più o meno ne ricorda lo spirito. Dunque c’era già il germe dell’idea e noi l’abbiamo solo deviato.

Stai aspettando la nuova serie di Ducktales?

Assolutamente sì! Sembra bellissima.

Hai seguito la diatriba riguardo allo stile di animazione?

No, perché mi sembra una figata.

Sì, anche a noi, ma c’è stata un po’ di polemica dopo il primo trailer pubblicato, da parte di persone che vorrebbero lo stile dei disegni “vecchi”.

Forse perché è un tipo animazione molto stilizzato. I disegni “vecchi” andavano benissimo negli anni ‘90, quello che stanno facendo adesso mi sembra molto attuale e molto moderno.

Tra le altre cose, hanno messo David Tennant a doppiare Paperone.

Ecco, ci stavo arrivando. Darei un bacio ai geni che hanno scelto Tennant! Uno dei miei attori e doppiatori preferiti che dà la voce ad uno dei miei personaggi preferiti, nel mio universo preferito. Ciaone, proprio.

Nonostante sia passato molto tempo dal tuo debutto e ormai tu sia un personaggio popolarissimo, continui ad essere al centro di occasionali polemiche come: “Quello non sa disegnare”, “è partito da Internet”, “non ha fatto la gavetta”, e così via. Dopo tutto questo tempo, come la vivi?

Io devo stare a lavorare. Ho poco tempo per seguire queste cose. Devo fare fumetti, quindi non ci penso molto. L’unica cosa che vorrei sottolineare è : cosa vuol dire che “non ho fatto la gavetta”? Io sono stato dieci anni su Internet prima che qualcuno mi considerasse. Cioè, ho aperto il blog nel 2006.

Quindi non ti importa del dibattito?

No, era solo per precisare che io faccio fumetti fin dal 2006. La gavetta non ha un valore intrinseco, però l’ho fatta. Ma adesso non importa, perché ho da lavorare. Non ho mica il tempo di stare a pensare alle diatribe. Io devo fare le storie.

C’è un artista Disney con cui ti piacerebbe collaborare?

Giorgio Cavazzano mi piacerebbe tanto.

Glielo hai proposto?

Io ce l’ho una storia che mi piacerebbe che lui disegnasse, ma devo ancora sceneggiarla. Mi hanno approvato il soggetto, adesso devo solo vedere se la fanno disegnare a lui.

A proposito di collaborazioni, com’è nata quella con Tito Faraci?

Molto semplicemente: mi ha contatto su Internet e mi ha chiesto se volevo provare a fare storie su Topolino. Io ho detto: “Ok”. Naturalmente vi ho risparmiato tutto l’entusiasmo nel mezzo, perché sennò vi racconto 10 ore di gridolini… Così abbiamo iniziato a lavorare insieme su Topolino, e abbiamo realizzato che ci divertivamo molto. Abbiamo fatto delle cose simpatiche, come l’oroscopo dei legumi e altro ancora. Ci divertivamo un casino e ci siamo detti: “Facciamone ancora”. Così abbiamo pubblicato un libro, che ha venduto un wowlol, abbiamo continuato e, beh, finchè uno dei due non muore ho paura che ormai siamo fregati. Per inciso, credo che capiterà prima a me. Faccio una vita troppo sregolata.

Tito è un autore che ha scritto anche cose estremamente serie, Tex, Dylan… Lui scrive tutto.

Scrive su tutto e di tutto.

Ci sarà mai la svolta seria di Sio? Ci pensi mai?

Ah boh, adesso non lo so. Sinceramente, non mi interessa molto la serietà. No, non è che non mi interessa molto, è che io racconto quello che mi va di raccontare. Ad un certo punto magari mi andrà di raccontare una storia triste. Ne ho già due o tre nel cassetto, in effetti, che mi piacerebbe raccontare, tra l’altro con Giulio Rincione.

Sarebbe un connubio incredibile!

Sarebbe bello, nei prossimi anni. Ma adesso mi piace fare cose fighe, come… No, non posso dirlo.

Dai, rivelaci qualcosa…

C’è una cosa che posso dire, che uscirà tra poco su Scottecs Magazine. Ci sarà una storia che si chiama Attack on Titanic, un bel mix tra il manga e il film. E l’attack, cioè la colla. Tutti e tre insieme.

Come funziona la giornata lavorativa di Sio? Sei in un momento della tua carriera in cui segui mille cose diverse e riesci a far funzionare sempre tutto. Qual è il tuo segreto?

Allora, io ho questa app, che si chiama Toggl. Quando mi metto lavorare, faccio partire un timer. Mentre lavoro, il timer scorre. Quando non lavoro più, fermo il timer. Funziona così: devo fare una certa quantità di ore al giorno. Semplice.

C’è un editore con cui ti piacerebbe pubblicare?

In questo momento, penso che le cose che sto facendo abbiano gli editori giusti. Se poi mi verrà in mente un progetto diverso, vedremo. Però adesso mi sembra di aver già abbastanza editori.

Hai mai pensato di abbandonare Youtube? Siamo in un momento in cui tanti lo stanno lasciando per problemi legati alla monetizzazione…

No, non lo stanno lasciando. Si stanno lamentando. Il che è diverso. Nessuno se ne sta andando. Io non ci penso nemmeno, non sono mica stupido. Non c’è un’alternativa a Youtube.

Twitch?

Ok, ma Twitch è una cosa molto diversa. Con Twitch devi fare streaming, quindi ha degli utilizzi limitati. O giochi, oppure disegni in diretta, e quest’ultima cosa non la fa quasi nessuno, la maggior parte sono videogiocatori. E poi Youtube è l’unica piattaforma che ti dà i soldi.

Un’ultima cosa: Sio e il lancio della bottiglia di Romics. Come hai vissuto questo episodio?

È successo che un tizio stava facendo un video buffo, io non me n’ero mica accorto e la gente ha cominciato a riferirsi alla “aggressione”.  E poi ho fatto questo video stupido di risposta per far capire che si stava parlando del nulla. Un altro conto sono quelli che arrivano a rovesciare la Coca Cola, sono cose brutte che non dovrebbero succedere. Quella accaduta a me era una cavolata. Ho risposto con un video stupido per sdrammatizzare, tant’è che poi ad ARF!, un mese dopo, è venuto il tizio che mi ha tirato la bottiglietta e me l’ha regalata, dicendomi: “Scusa, volevo solo fare un video lol”, io gli ho detto “Lol”, e niente, è finita lì.

Com’è il tuo rapporto con i fan? Tu hai una fanbase scatenata. Per strada ti riconoscono appena metti fuori il naso? E sui social? Riesci a stare dietro a tutti quelli che ti scrivono?

Per strada a volte succede che mi riconoscano. Ma per quanto riguarda i social: no, proprio non riesco a stare dietro a tutti. Magari tu mi hai scritto negli ultimi sei mesi e potrei non esserne a conoscenza. È difficilissimo, e visto che faccio schifo a rispondere, ho deciso che neanche ci provo. Non ce la faccio. Mamma, se mi hai scritto su Facebook o su Messanger, ciaone, prova a telefonarmi.

Sio, ti ringraziamo ancora per il tuo tempo da parte di Stay Nerd. Ci si becca in edicola!

Grazie per avermi avuto, come dicono in inglese.

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