Qualche mese fa vi avevamo parlato in anteprima di Father and Son, ambizioso videogioco prodotto dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli, che si proponeva di raccontare le bellezze del Museo insieme a quelle della stessa città di Napoli, offrendo al contempo una storia ed un gioco apprezzabile da tutti, sia chi avesse già familiarità col medium, sia chi vi si avvicinasse per la prima volta. Ieri siamo stati nuovamente ospiti del Museo in occasione della conferenza stampa per il lancio del gioco stesso, che è ora disponibile per il download gratuito sia su Android che su iOS.

All’evento erano presenti il direttore del MANN, Paolo Giulierini, il Prof. Ludovico Solima, e Fabio Viola, che ha realizzato il videogioco insieme all’associazione TuoMuseo e ad un team di specialisti del settore. Lo stesso Viola, per fare un paio di esempi, ha lavorato per Electronic Arts e Vivendi, tra le altre, e l’artista Sean Wenham, curatore dei disegni del gioco, ha collaborato con Ubisoft e Sony.

La visibilità raggiunta dal MANN è stata notevole, considerando che solamente per l’annuncio del gioco sono stati scritti a riguardo più di 200 articoli su testate italiane ed internazionali. Il Prof. Solima ne ha parlato brevemente, di questo e di cosa significhi il gioco per il Museo, che si aspetta un ritorno d’immagine considerevole per raggiungere l’obiettivo dei 500mila visitatori annuali, soltanto sfiorato lo scorso anno. “Un museo che produce un videogioco è già di per sè una notizia, ci vuole coraggio per concepire un’idea del genere, grazie alla quale però il museo ha ottenuto un’immagine più dinamica. Diventa produttore di cultura, non solo in grado di preservare testimonianze del passato, ma anche di produrre cose nuove. Ed è in grado di raggiungere un grandissimo numero di persone, considerando che il gioco è stato progettato sin dall’inizio in lingua sia italiana che inglese, ed il fatto che sia gratuito e senza alcun tipo di pubblicità.

La parola è poi andata a Fabio Viola, che ha ribadito quanto già detto in sede di anteprima, aggiungendo alcune simpatiche novità, come ad esempio la funzione di check-in del gioco, che attivando il gps riconosce il giocatore in un raggio di venti metri dal Museo e sblocca alcuni bonus (un costume e due nuove location).

Il gioco è effettivamente molto semplice ed immediato, si utilizza il touch screen del proprio dispositivo per andare a destra e sinistra ed interagire con i vari luoghi ed oggetti. La narrazione è interessante e ciò che più intriga è la possibilità di “viaggiare nel tempo”. Durante l’esplorazione del Museo e della città, in alcuni casi apparirà un orologio sullo schermo e, toccandolo, verremo catapultati in un’altra epoca, per seguire la storia di un particolare oggetto del Museo. In un click passiamo dalla Napoli attuale a quella dell’età borbonica, ad esempio, o ancora dagli Scavi di Pompei visitabili oggi alla Pompei nel giorno della celebre eruzione del Vesuvio e così via.

La direzione artistica in questo senso è veramente di alto livello: le luci, i colori, i suoni ed i luoghi di Napoli (si parla di 3km di strade effettivamente ricreate, più altre zone ispirate sempre alla città partenopea) denotano non solo grande amore e dedizione verso di essa, che traspare poi anche dai dialoghi, ma anche una sua profonda conoscenza.

Non aspettatevi, ovviamente, azione frenetica o sequenze action, né un gioco della durata troppo estesa: si tratta semplicemente di una camminata per le vie di Napoli o nel Museo. Vista però l’indovinata componente artistica, con splendidi disegni tutti fatti a mano, la narrazione tutto sommato ben riuscita e l’immediatezza dei comandi che lo rendono di facile utilizzo a giovani e meno giovani, è un prodotto che vale veramente la pena provare, nonché un coraggioso esperimento che ci sentiamo di dire riuscito.

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