Quando un tentacolo vi fa urlare di piacere

Consiglio amichevole dell’autore: non aprite questo articolo in ufficio e chiudete a chiave la porta della vostra cameretta, e smettete di seguire la pagina di Nadia Toffa su FB già che ci siete.

Oggi si parla di Hentai. Ciclicamente ormai salta fuori come una carpa guizzante da un laghetto giapponese la questione censura/dubbia moralità/pericolo violenza e bla bla bla. Ma qui non si flamma e non si postano nemmeno gif prese da 4Chan, qui si analizza il fenomeno per quello che è.

Caposaldo dell’animazione e del fumetto giapponese sin dai primi anni ’80, nel resto del mondo questo tipo di mercato viene visto con un certo imbarazzo da alcuni, mentre da altri viene considerato alla stregua di materiale pedo-pornografico e quindi “oh mio dio che robaccia”; peccato che se poi controlli la cronologia del browser di questi individui escano fuori cose molto più aberranti.

A me gli Hentai però hanno sempre fatto ridere più che eccitare. Sarà per le trame leggere che vengono ricamate intorno ai disegni, sarà per il ricordo indelebile dei volumetti della Clinica dell’Amore (Ogenki Clinic in Giappone) che a scuola ci passavamo sotto banco da pre-adolescenti tra un Dragon Ball e un Ranma ½, ma fondamentalmente, tra viscidi tentacoli alieni alla ricerca di oscure cavità e scolarette giapponesi con piselli enormi che si inchiappettavano nell’ora di educazione fisica, lo sforzo di rimanere seri è sempre stato gravoso.

Se ci ripenso, credo che il leit-motiv degli Hentai sia proprio questo: fornire al lettore/consumatore un contesto diverso dal classico porno. Un contesto surreale, incredibile e più “leggero”. Costretti e relegati nei limiti di una rigida realtà sociale, i giapponesi penso che vogliano sfogare le loro perversioni più nascoste, leggendo o guardando queste storie che propongono situazioni altamente inverosimili aventi come protagoniste innocenti scolarette o insospettabili casalinghe giapponesi perennemente sorridenti.

D’altro canto i famigerati tentacoli esistono perché in Giappone non si può disegnare una foto di un pene senza censure, secondo una legge stabilita nel 1907 e sorprendentemente ancora in vigore.

E il sesso con i tentacoli è presente nell’arte giapponese da circa 200 ormai, quindi se un Bukkake per noi europei è una cosa “troppo trasgressiva”, per loro è già roba parecchio vintage. Per dirvi, avete presente Hokusai, quello del dipinto stra-famoso dello Tsunami? Ecco, nel 1814 illustrò “Il sogno della sposa del Pescatore”, che potete vedere qua sotto. Non ve lo aspettavate eh? Forse il pescatore avrebbe dovuto trascorrere più tempo con sua moglie, chissà.

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Il disegnatore Toshio Maeda può invece essere definito il creatore del moderno tentacolo Hentai alieno/mostruoso. Nel 1986 lo usò infatti per la prima volta al posto de piselli spixellati nel suo manga Urotsukidoji, proprio perché a quel tempo disegnare falli, buchi e penetrazioni era ancora illegale. Il tizio così scatenò la sua fantasia e il tentacolo divenne il perfetto simbolo fallico. Pensateci, se non fosse stato per la censura giapponese, a quest’ora gli Hentai sarebbero potuti essere molto diversi e molto meno fantasiosi.

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Altro punto chiave dell’Hentai: non c’è mai, e sottolineo MAI, un limite alla fantasia e alla perversione. Non solo dal punto di vista sessuale, ma da quello mentale, c’è una libertà che porta due o più personaggi, estrapolati magari da altri contesti, ad avere un rapporto sessuale. Mentre leggevate Dragon Ball, non siete mai incappati su internet in immagini Hentai dove Goku faceva vedere cosa significava essere un vero Super Sayan alle parti basse della moglie Chichi, o quando Ranma femmina assieme ad Akane, Shampoo e Ukyo gangbangavano assieme ad un panda? Ecco, io sì.

E a quanto pare nessun personaggio in Giappone è immune a questo trattamento; nessuno.

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Ma fortunatamente per voi qui non siamo su Wikipedia ma su Stay Nerd, e io so che voi volete soltanto tuffarvi nei meandri più perversi della libido nipponica, ecco che arriva quindi una esaustiva carrellata di vari sotto-categorie in cui il genere Hentai si ramifica.

L’avete chiusa quella porta? Vabbe’ poi ci parlo io con vostra madre quando vi porta la merenda in caso…

DOUJINSHI

Uno dei sotto-generi più famosi: scene erotiche con personaggi estrapolati da altri manga o da altri contesti; Dragon Ball, Naruto, One Piece, sono certo che ne avrete visti a migliaia su internet. Di solito hanno vita molto breve perché le case proprietarie che detengono i diritti dei personaggi li fanno cancellare dopo poco, ma nei forum degli appassionati qualcosa sopravvive sempre. Se amate davvero un personaggio di una serie manga non googlate mai il suo nome seguito dalla parola Doujinshi, io l’ho fatto con I Cavalieri dello Zodiaco e non guarderò più Andromeda con gli stessi occhi di prima.

YAOI

Yaoi è l’abbreviazione di “yama-nashi ochi-nashi imi nashi”, che non è una filastrocca nipponica ma un termine che denota relazioni romantiche o molto più spesso erotiche omosessuali tra due ragazzi/uomini. Il setting più comune è sempre tra i banchi di scuola, e i protagonisti sono sempre “belli belli in modo assurdo”.

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YURI

Yuri invece è l’esatto contrario di Yaoi, si usa per riferirsi a storie a sfondo lesbico, tra donne e ragazze. Yuri può comprendere sia gli aspetti emotivi più soft che quelli strettamente più sessuali di un rapporto, ma i primi in occidente sono chiamati anche Shojo-ai e vengono pubblicati tranquillamente come Shojo. È decisamente uno dei sottogeneri più apprezzati dai cultori di Hentai e le puntate di anime di questo genere sono una sinfonia di urla e strilletti acuti di piacere e godimento che la metà basterebbero.

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BAKUNYU

Questa è semplice. Sono storie che hanno come protagoniste ragazze con le tette grandi. Ma che dico grandi, GIGANTI. Letteralmente infatti la traduzione sta a significare “scoppiare il seno”. I giapponesi hanno un vero e proprio culto per le tette giganti, si sa. Per i cultori del capezzolo questo genere è praticamente una Bibbia.

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FUTANARI

Il Futanari è il genere che mi provoca più ilarità: ha come protagoniste delle innocue e dolci ragazzine che però nascondono tra le mutandine dei piselli giganti che sono delle bombe ad orologeria pronte ad esplodere al minimo contatto. Pericolosissimo starci intorno.

BDSM

Non molto diverso dalla sua controparte reale: qui corde, cinghie, frustini e dura sottomissione la fanno da padrone; sculacciate a profusione, bondage e sadomaso a volontà.

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FURRY

Il Furry è molto particolare perché varia dalla scolaretta innocente che si mette due orecchie da gattina finte sulla testa e una codina pelosa su per il culo a veri e propri ibridi mezzi umani e mezzi animali che fanno del sesso letteralmente bestiale. Quest’anno va un casino di moda la volpe, io vi ho avvertito.

LOLICON

Il genere più pericolo e più contestato, specie in Occidente; ha come fulcro i rapporti tra preadolescenti e uomini molto più grandi d’età. È decisamente il sotto-genere di Hentai più facile contro cui puntare il dito.

PREGNANT

Il titolo dice tutto. Se la ragazza è stata inseminata da un alieno, la faccenda spesso diventa più interessante e parte la sigla di X-Files.

SHOTACON

Gli Shotacon si focalizzano su un rapporto poco platonico e decisamente molto più fisico tra giovani ragazzi maschi e uomini più grandi. Tipico il caso Maestro/Studente liceale della serie “rimani dopo le lezioni che facciamo un bel ripassino sotto i ciliegi in fiore.”

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SHOKUSHU GOUKAN

Il più famoso e il più chiacchierato. Viscidi tentacoli alieni e creature mostruose che hanno un debole per la penetrazione femminile. Qui davvero non c’è limite al tipo di mostro o di alieno che arrapatissimo non vede l’ora di copulare con chiunque. In teoria in alcune storie prendono di mira anche i maschi, ma lì ovviamente trovano meno buchi in cui infilarsi.

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INCEST

Sesso proibito tra parenti e familiari; sorelle, zie, cugini, genitori, qui ce n’è un po’ per tutti. È tra le parole chiave più ricercate un po’ ovunque. Chi di noi infatti non ha mai sognato di farsi quella lontana zia che vedeva solo a Natale? Ecco, in Giappone la pensano esattamente come voi.

GURO

Sta per “Erotic Grotesque”: sesso estremo tra scene sanguinolente, stupri, mutilazioni, squartamenti, coprofagia, necrofilia e altre cosette davvero poco raccomandabili.  La categoria ultima e anche la più perversa e malata. Se resistete ai conati di vomito e vi eccitate pure, siete davvero invincibili.

Ovviamente queste categorie sono in costante evoluzione, si mischiano, si uniscono e creano sotto generi sempre diversi. Al solito, l’unico limite è l’immaginazione, o in questo caso, il vostro grado di perversione.

Ora però sono curioso di sapere il vostro tipo di hentai preferito.

  • Luke

    Articolo stupendo. Non ho potuto fare a meno di ripensare a tutti quei momenti un cui la censura ha dato alla letteratura la possibilità di esprimersi in modi inaspettati è ha aumentato drasticamente il livello della medesima. Probabilmente la censura ha fatto questo anche per gli hentai. Le storie e i personaggi hanno abbandonato la solita monotonia per raggiungere un ulteriore livello di qualità. Sono rimasto colpito e affascinato. Non conoscevo tutte le definizioni di sottogenere anche se ero entrato a contatto con la maggior parte di queste. La sorpresa più grande è stato sicuramente il genere “guro”; di cui non sapevo proprio niente. Affascinante; sono rimasto felicemente sorpreso da questo meraviglioso sottogenere.
    Solo una parola per voi di Stay Nerd: grazie.

    • DARGO

      Prego amico! Felice di averti fatto conoscere nuovi modi di sollazzo! ;D

  • iamalfaandomega

    Che bello; leggere quest’articolo mi ha fatto tornare in mente i bei tempi di quando ero giovane ed innocente, ritagliavo gli articoli su Cream Lemon dal TV sorrisi e canzoni, ingrandivo la scena lesbo a 3 con la fotocopiatrice della scuola e ricalcavo il disegno su di una maglietta che poi usavo per andare all’oratorio la domenica.
    True story bro.

    • DARGO

      Auhauhauh! No vabbe’, è semplicemente fantastico! XD

  • kamen

    basta girare un po sia per negozi che per siti li trovi anche senza censura

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