Di cataclismi e animali robotici

La conferenza Sony, vista sul palco dell’E3 2016, è stata una delle più entusiasmanti degli ultimi anni. Tra i vari titoli presentati non poteva mancare anche Horizon Zero Dawn, il nuovo titolo di Guerrilla Games, del quale abbiamo già avuto modo di parlare l’anno scorso, in occasione dell’annuncio ufficiale durante l’E3 2015. Ora le informazioni in nostro possesso sono aumentate, e ci sembra giusto pubblicarne gli aggiornamenti.

Horizon Zero Dawn è un RPG stile open world, ambientato circa un migliaio di anni nel futuro. La civiltà, così come la conosciamo, è stata annientata da un cataclisma, e dove prima svettavano imponenti grattacieli sorgono ora ettari di vegetazione selvaggia, popolata da animali robotici. I pochi esseri umani sopravvissuti sono stati costretti a tornare ad uno stadio quasi primitivo, organizzando la propria società in piccole tribù sparse per il mondo. Ad una di esse appartiene la nostra protagonista Aloy, una giovane cacciatrice che sceglierà di abbandonare la sicurezza del proprio villaggio, per cercare le origini degli esseri umani e capire cosa è successo ai loro predecessori.

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Il filmato mostrato sul palco dell’E3 inizia proprio con le porte del villaggio che, come un sipario, si dischiudono per lasciare la scena ad un panorama mozzafiato. Il senso di pace e tranquillità trasmesso dall’ambientazione cambia dopo pochi minuti, alla vista dei primi animali robotici con i quali dovrà interfacciarsi Aloy nel corso del gioco: in questo caso si tratta di alcuni ‘Shell-Walkers’, fondamentalmente dei granchi con una spiccata propensione all’agricoltura, intenti infatti a raccogliere risorse dal terreno. Gli sviluppatori hanno sottolineato che c’è un motivo ben preciso che spinge le macchine a recuperare tali beni, ma ovviamente sarà una delle numerose scoperte che faremo giocando.

Grazie ai materiali e alle risorse raccolte avremo accesso al sistema di crafting, che ci consentirà di creare, o potenziare, il nostro equipaggiamento. Potremo generare nuovi tipi di trappole, di armi, di capi di vestiario, che andranno ad aumentare le nostre statistiche, o scambiarle con gli NPC per acquistare determinati tipi di oggetti. Nel mondo di Horizon non esiste una vera e propria moneta; l’intera economia si basa solo ed esclusivamente sulle risorse che possiamo recuperare dalle macchine, o che troviamo durante le nostre esplorazioni. Una caratteristica piuttosto unica in tal senso è l’esistenza di una sorta di “Google” all’interno del gioco: se vogliamo craftare un determinato equipaggiamento, ma non siamo in possesso di una delle risorse necessarie, sarà possibile attivare una quest denominata Create a job, grazie alla quale scopriremo dove poter reperire il materiale del quale abbiamo bisogno.

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Parlando di equipaggiamento, non possiamo non dedicare due parole alla lancia utilizzata da Aloy. Tale strumento potrà essere impugnato come arma da difesa, ma ci servirà anche per domare alcuni tipi di belve robotiche, come i Grazers (un misto tra un cervo e un bisonte), che potremo utilizzare come cavalcature, sia fuori che dentro al combattimento, garantendoci così un vantaggio da un punto di vista strategico, oltre che motorio. La mappa di gioco infatti appare decisamente vasta, anche se il team ha precisato che, più che sulla grandezza della medesima, hanno voluto puntare sulla varietà degli scenari, spaziando da immense praterie, a gelide vette montane, fino ad arrivare a delle zone sotterranee. Va da sé che avere un “mezzo” da poter utilizzare per accorciare le distanze, è sicuramente un vantaggio; non trovate?

La caccia è aperta

Abbiamo visto l’ambientazione ed anche parte dell’equipaggiamento di Aloy, ma in tutto ciò passeremo le nostre ore di gioco esclusivamente a derubare agricoltori robotici e domare cervi? Ovviamente no, ci saranno anche dei momenti di combattimento estremamente intensi, e sarà necessario utilizzare un minimo di strategia per sfruttare al meglio l’armamento di cui disporremo.

Oltre a vari tipi di trappole, corde e frecce, un elemento importate per interfacciarci al duello, sarà lo scanner posto sull’orecchio destro di Aloy. Tale dispositivo ci consentirà di analizzare il nostro avversario ed evidenziarne le debolezze, fornendoci così un validissimo aiuto nello scegliere che tipo di tattica adottare. I nemici con i quali ci ritroveremo a combattere, non saranno solo le semplici belve meccaniche. Alcune di esse infatti verranno corrotte da una sorta di antica macchina denominata Corrupter, che le braccherà al fine di renderle più aggressive e selvagge. I motivi che spingono questa creatura ad alterare la natura delle altre macchine non sono ovviamente noti, e rientrano nei vari misteri che risolveremo andando avanti nel gioco.

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Il Corrupter che abbiamo visto – oltre a somigliare molto a un Metal Gear in scala ridotta, o ai Gekko di Metal Gear Solid 4 – si è dimostrato un avversario estremamente ostico da abbattere, ma è stato anche utile per poter vedere l’arsenale di Aloy. Dopo averlo indebolito, atterrato e bloccato al suolo, sono bastate un paio di frecce ben mirate per esporre il punto debole della creatura, una sorta di capsula posta nel “cranio” che, una volta colpita, è esplosa abbattendo il bestione. Potremo paragonarlo al nostro cervello o ancor meglio al pulsante on/off, vista la tipologia di nemico. Tutto ciò dimostra, non solo un gameplay ben progettato, ma anche un sistema di combattimento piuttosto articolato, che non si limita al colpire random finché il nemico non cade, ma prevede un minimo di pianificazione e strategia, utile anche per risparmiare, per quanto possibile, le risorse di cui disponiamo.

Tiriamo le somme

In definitiva, dalle informazioni raccolte in questi mesi, l’hype per il titolo di Guerrilla è sicuramente motivato. Il livello di cura dei dettagli, sia delle ambientazioni che dei particolari delle belve meccaniche o dell’equipaggiamento di Aloy; le componenti strettamente RPG, come l’incremento delle statistiche in base al vestiario o i dialoghi a scelta multipla; la storyline ancora avvolta dal mistero, ma che già si preannuncia complessa e articolata, sono tutti elementi che giustificano le nostre positive speranze nella validità del titolo. Certo, il posticipo della data di lancio ha fatto un po’ male al cuore, ma confidiamo che i mesi che ci separano dal fatidico 1 marzo 2017 vengano utilizzati per continuare a perfezionare un titolo che, già così, potrebbe tranquillamente rivaleggiare con diversi prodotti presenti attualmente sul mercato.

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