Non ci sono più i fulmini di Pegasus di una volta…

seiya-aioria-di-leoFinalmente arriva anche da noi uno dei film più attesi da tutti i fan dei Cavalieri dello Zodiaco. In Italia siamo da sempre molto affezionati all’opera di Kurumada, tanto da trasformare l’uscita del film anche in un piccolo evento per rievocare, grazie ad un doppiaggio che coinvolgesse il più possibile le voci storiche dell’anime trasmesso quasi trenta anni fa, momenti di pura nostalgia e grandi dejavù, reincontrando amici leggendari e rivivendo momenti epici. Peccato solo che di tutto quello che erano I Cavalieri dello Zodiaco nelle loro vesti originali, è rimasto davvero poco, ed oserei dire quasi nulla.

Intendere La Leggenda del Grande Tempio come un’operazione di fan service rivolta agli amanti della serie originale, significa fraintendere totalmente il film e ve lo anticipiamo, rimanere sicuramente delusi. I pochi richiami infatti, nei momenti topici della storia originale, sono rivissuti in maniera sbrigativa e davvero poco “epica”. Ma d’altro canto tutto il film cerca di ripercorrere come può il lungo arco narrativo del Grande Tempio in circa un’ora e mezzo, e tagli e accorciamenti sono ovviamente fisiologici.

Cavalieri-dello-zodiaco-leggenda-grande-tempio-12Per quanto questo riduca il plot a una enorme sequela di avversari che piombano direttamente davanti ai nostri protagonisti (i celebri Cavalieri di Bronzo “capitanati” da Pegasus) da combattere fino al “boss finale”, il Grande Sacerdote, il vero problema sta altrove. In fondo, nonostante l’uso smodato di “effetti slow-motion“, le scene di azione sono la parte meglio riuscita del film e divertono abbastanza. Purtroppo però dello spirito che animava l’opera originale, come detto in incipit, non è rimasto niente. Pegasus, Crystal, Sirio, Phoenix e Andromeda (inutile fare i “puristi” dei nomi giapponesi in questa sede) sono completamente diversi da come ce li ricordavamo, e insieme sembrano più una squadra di Power Rangers dalla caratterizzazione piatta e appena abbozzata, che non lascia il minimo spazio ai personaggi per definire una personalità un pelo più profonda e che possa realmente distinguerli tra loro. Pegasus e Lady Isabel sono i due personaggi che si rubano il maggiore minutaggio in questo.

BBhmL0FLa giovane Atena è abbastanza fedele al personaggio originale e tutto sommato “azzeccata”, salvo il fatto che dovrebbe avere 16 anni ma è doppiata dalla brava Dania Cericola, voce storica di Lady Isabel, che di anni ne ha ben di più, e si sente. Pegasus invece è stato parecchio stravolto e reso molto più “burlone” e leggero come personaggio. Ma questa operazione è stata riservata dalla Toei Animation un po’ a tutto l’universo dei Cavalieri, edulcorato moltissimo nei toni e stemperato da qualsiasi parvenza di drammaticità. Basti pensare che è stato introdotto addirittura un momento “Disney” cantato (un pochettino fuori luogo a dire il vero) con un Cavaliere del Cancro goffo ed eccentrico che sembra quasi voler imitare Jack Sparrow nel look e nelle movenze.

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saint-seya21Insomma a questo punto lo avrete capito, parliamo di un reboot che se ne fotte di noi ultra trentenni affezionati al manga/anime di decenni fa ma reinventa completamente un clima e un contesto partendo dal concept originale dedicato quasi esclusivamente alle nuove generazioni. Infatti in questo film tutto è attualizzato e stravolto: le nuove armature in quasi tutti casi niente hanno a che vedere con quelle vecchie. In realtà sono fatte bene, ma a fronte di una rinnovata complessità nel design e nei particolari, risultano “spersonalizzate” e forse, ma questo va a gusti, anonime. Lo scenario e il design generale, pesca a piene mani dai trend artistici nipponici degli ultimi anni che si traducono in un character design che fa sembrare ogni protagonista uscito da un Final Fantasy a caso di ultima generazione e in ambientazioni che manco alla lontana ricordano le solenni scalate attraverso le 12 Case dei Cavalieri d’Oro. Tutto è più asettico, impalpabile, surreale, ma in fondo oggi va cosi no? In ogni caso, bisogna dire che visivamente il film si difende bene e pur non raggiungendo i livelli di Pixar, sia animazioni che regia lasciano soddisfatti portando con successo e dignità la serie nell’era delle produzioni in CG.

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Paradossalmente, La leggenda del Grande Tempio, è un film che apprezzerà di più chi non è particolarmente fan della serie, o al massimo lo è in maniera moderata, chi si farà andare giù i molti momenti “What the fuck???” e accetterà gli stravolgimenti anche brutali della sceneggiatura e dei momenti topici che caratterizzavano la storia originale. Anche in questo caso, non ci troviamo di certo di fronte ad un filmone, ma quanto meno, è possibile apprezzarne maggiormente i pochi meriti.

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