Le origini di uno dei cattivi più iconici del fumetto moderno

Robert Kirkman, noto autore di fumetti originario di Richmond, in Kentucky, ci ha abituato a ricevere regolarmente vagonate di storie interessanti, spaziando tra i generi. Per gli amanti del filone supereroistico ha sfornato Invicible, stravolgendo il genere e rinnovandolo alla luce delle tematiche più attuali; per chi adora gli horror, ha tirato fuori dal cilindro Outcast, usando la possessione diabolica come pretesto per raccontare la complessità dei rapporti umani; per chi, come noi, non può fare a meno di esaltarsi quando i morti camminano sulla Terra, ha ordito l’universo di The Walking Dead, con i suoi personaggi entrati nell’immaginario collettivo e le relative interazioni sempre più complesse a causa della fine della società come la conosciamo.

Per chi fosse a digiuno dell’argomento, The walking dead narra le vicissitudini di un gruppo di persone guidate dall’ex poliziotto Rick Grimes, che cercano di sopravvivere in un mondo distrutto da un’epidemia zombie. La serie a fumetti, arrivata in Italia al ventisettesimo volume, approfondisce in particolar modo le interazioni tra le persone, la loro capacità di adattamento e di reazione di fronte all’orrore, alla morte e alla distruzione che le orde di non morti portano nel mondo. Il gruppo di sopravvissuti, nel corso della storia, vivrà le avventure più disparate, diminuendo o aumentando di numero, assistendo a bestialità dettate dalla disperazione e compiendo gesti non sempre nobili ma purtroppo tremendamente necessari.

Nessuna storia varrebbe la pena di essere letta senza un cattivo degno di nota e Robert Kirkman fa incappare Rick e soci in ben più di un antagonista memorabile: bande di cannibali, razziatori, il Governatore, i sussurratori e così via.

Nessuno, a parer nostro, è minimamente paragonabile a Negan: un uomo imponente, autoritario a dir poco, cinico, spietato e sbroccato. Un personaggio che si è attirato l’odio di buona parte dei fan della serie ma che – come ogni cattivo davvero importante – ha anche un notevole fascino. Negan è capace di atti indicibili, la maggior parte dei quali compiuti con la sua fidata mazza da baseball ricoperta di filo spinato, Lucille e possiede anche una lucida spietatezza che lo rende quasi inarrestabile.

Proprio a lui è dedicato il volume Negan è qui, edito dalla Saldapress e uscito in occasione dell’ultima edizione di Lucca Comics & Games.

Lo spin off della serie regolare è interamente dedicato alle origini dell’affascinante psicopatico, che i lettori di The walking dead hanno imparato a conoscere come leader dei Salvatori e vera e propria nemesi di Rick Grimes.

Chi era, quindi, Negan e come ha fatto a trasformarsi in un cinico mostro senza sentimenti?

L’ultima opera di Robert Kirkman riesce, in poco più di settanta tavole, a rispondere a quasi tutti gli interrogativi nati dall’arrivo di questo personaggio sulle pagine del fumetto: anche in questo caso gli zombie sono un pretesto, un espediente narrativo utile a far arrivare nella vita di Negan un dolore inimmaginabile. Ed è proprio la presenza costante del dolore e della morte la vera chiave di volta del carattere del protagonista del volume. Ciò che accade solo nelle prime diciotto tavole sarebbe stato sufficiente a far impazzire qualsiasi uomo comune: Negan, invece, ne fa tesoro e usa le sue esperienze come materiale di partenza per plasmare il solido e impenetrabile guscio che lo renderà uno psicopatico ma carismatico leader.

L’evoluzione del personaggio lungo tutto il volume è talmente sottile e graduale da rendere quasi comprensibili gli sviluppi della sua personalità. Quasi perché stiamo pur sempre parlando di un pazzo che va in giro con una mazza da baseball ricoperta di filo spinato a cui ha dato un nome, non dimentichiamolo.

Se vogliamo proprio trovare una pecca al volume, è quella di raccontare la storia di un sopravvissuto qualsiasi: più volte ci siamo chiesti se il volume avrebbe avuto lo stesso impatto emotivo se fosse stato slegato dall’universo di The walking dead o se non avessimo ben saputo chi diventerà Negan e di quali azioni sarà capace nel corso della sua vita. Un giudizio oggettivo è, quindi, molto difficile darlo: stiamo pur parlando di una delle serie a cui siamo più affezionati e che ha avuto svariate riconoscimenti in tutto il mondo.

Per chiudere, infine, i disegni sono affidati a Charlie Adlard, supportato per le inchiostrature da Cliff Rathburn: l’affiatato duo, ormai rodato per il lavoro gomito a gomito sulla serie regolare, è una certezza e garantisce – ancora una volta – un ottimo lavoro.

Verdetto

Negan è qui è il volume che qualsiasi appassionato di The walking dead vorrà leggere, per scoprire le origini dell’odiato leader dei Salvatori e della sua fidata mazza da baseball, Lucille. Robert Kirkman confeziona una storia di dolore, morte ed evoluzione che ha nella sua eccessiva aderenza all’universo di The walking dead l’unica pecca che siamo riusciti a trovare.

Negan è qui – Recensione
7.8Overall Score
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