Oh mie teste di dèi!

Una battaglia all’ultima divinità in questo “cattura la testa” sviluppato da Titutitech. Oh my godheads è tanto semplice quanto efficace, con un multiplayer che va dai 2 ai 4 giocatori e un vasto assortimento di sfide. Abbiamo provato in anteprima la versione per PS4 – il gioco è disponibile anche per Xbox One e PC – andiamo quindi ad analizzare più nel dettaglio questo delirio di teste giganti.

Il gioco si suddivide in cinque modalità: A caccia di teste, Il re delle teste, Cacciatore di teste, Ultimo sopravvissuto e Sfida.
A caccia di teste è una sorta di ruba bandiera fatto con i testoni delle divinità in cui vince la squadra in grado di portare la testa sul proprio altare il maggior numero di volte, Il re delle teste consiste nel tenere il divino capoccione il maggior tempo possibile, Cacciatore di teste e Ultimo sopravvissuto sono invece delle modalità di combattimento in cui il primo concede la vittoria a chi uccide gli avversari il maggior numero di volte mentre la seconda è una balle royal che vede trionfare l’ultimo a restare vivo. La modalità Sfida è invece in single player in cui vengono messe alla prova le abilità del giocatore fornendo anche la possibilità di sbloccare nuove mappe e teste.

A tal proposito, abbiamo a disposizione sia dieci mappe che dieci teste e, come già detto, non sono tutte subito disponibili. Le mappe sono tutte interessanti, con svariate difficoltà che rendono stimolanti le sanguinose sfide tra i giocatori. Le teste sono la caratteristica principale del gioco: ogni testa rappresenta un’antica divinità ed ognuna ha delle facoltà che complicano il gioco, come costringere il personaggio ad invertire i movimenti del personaggio, o scatenare tempeste di fulmini sui nemici, o creare una cortina di fumo che impedisce la visuale di tutti, o la semplice ma sempre efficace esplosione.

La grafica ha uno stile che ricorda un po’ la complessità poligonale di Spyro 3 per la prima PlayStation, forse sarebbe stato più carino fornirgli un’impronta più cartoonesca ma lo stile è comunque grazioso e adeguato al tipo di gioco.

Il gameplay è semplice ma efficace: salto, fendente, stoccata, attacco in salto, lancio di torte esplosive e il maneggio delle teste giganti. Al termine di ogni partita vengono esposti i parametri di gioco fornendo vari premi, compresi dei premi di consolazione per chi è stato tanto sfortunato da non distinguersi in niente. In mancanza di amici con cui giocare gli avversari sono controllati dalla cpu nelle fattezze di robottini. L’intelligenza artificiale è piuttosto intuitiva anche se a volte può capitare che due robottini finiscano in una sorta di loop salterello in cui nessuno dei due riesce a colpire l’altro, ma lo stallo fortunatamente non dura molto.
La modalità Sfida prevede invece delle medaglie legate ai record raggiunti, record che – come tutti i giochi PS – faranno guadagnare trofei, i quali nella maggior parte non sono tanto difficili da raggiungere, anche quelli molto rari, che richiedono solo un po’ di allenamento. La poca difficoltà non è certo un difetto, anche perché la fascia d’età a cui è rivolto il titolo è piuttosto ampia, ma ciò che rende il gioco interessante è soprattutto il confronto con gli altri giocatori, dato che è possibile confrontare i propri record tramite il proprio account Playstation Network. Il tutto ovviamente è contornato con una musica adeguatamente epica per una “battaglia per gli dèi”.

Verdetto

Niente di eccezionale. Il single player ha una longevità piuttosto ridotta, una volta conquistati tutti i trofei non c’è più molto da fare, tuttavia se giocato insieme agli amici è molto divertente, sotto questa ottica può essere apprezzato molto di più. Complessivamente il gioco è carino, ma c’è di meglio.

Oh my godheads - Recensione
6Overall Score
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