Il 2017 se n’è andato, e con esso tante grandi serie televisive che hanno potuto allietare le nostre giornate e, soprattutto, le nostre notti insonni.
Per questo noi di Stay Nerd, speranzosi di fare il bis di emozioni nel 2018, abbiamo deciso di premiare e riconoscere, divisi per categorie, i serial che hanno, senza alcun dubbio, contraddistinto l’anno passato, tanto ricco quantitativamente, quanto qualitativamente, caratteristiche che hanno reso assai arduo il nostro compito, e a pagarne le spese è stato anche il nostro sonno, ma siamo riusciti nell’impresa e pertanto vi presentiamo ufficialmente le migliori serie TV dell’anno secondo Stay Nerd.

Miglior serie Tv dell’anno – Mindhunter

Apre i nostri awards il premio di Miglior serie dell’anno ottenuto da Mindhunter, ma non poteva essere altrimenti visto che la produzione del geniale David Fincher, tratta dall’omonimo romanzo di John Douglas, è qualcosa che paradossalmente non avevamo mai visto sul piccolo schermo.
Una serie crime cruda, disturbante, piena di riferimenti ai grandi pilastri della sociologia come Durkheim e Goffman, una costante e dettagliata analisi, nell’animo e nella psiche, degli assassini seriali, coadiuvata da un affascinante cast, e uno script brillante capace di lasciare lo spettatore costantemente in tensione anche nelle scene, apparentemente, più tranquille ed innocue.
Regia eccezionale ed impeccabile (come se servisse dirlo) da parte del regista di Seven e Zodiac, capace di far rimanere incollato lo spettatore allo schermo per tutto il minutaggio della serie.
Sequenze vive, spesso inquietanti, e dense di contenuti, suffragate da una magnifica fotografia ad opera di Erik Messerschmidt e Christopher Probst, fanno sì che Mindhunter sia una serie che analizza il crimine in maniera del tutto nuova, studiando il caso tramite colloqui faccia a faccia con i più spietati killer seriali viventi degli Stati Uniti d’America, ponendoci dinnanzi a situazioni tanto disturbanti quanto affascinanti e facendoci agognare quanto prima una seconda stagione di altrettanto spessore.

Miglior serie animata – Rick and Morty 3


Per la Miglior serie animata, invece, c’è stato quasi il rischio di ex equo tra la vincente terza stagione di Rick e Morty, e Bojack Horseman.
Alla fine l’ha spuntata l’improbabile e stravagante duo di nonno e nipote, nato per essere una parodia anima di Ritorno al futuro, e costantemente indaffarati in avventure fantascientifiche al limite dell’impossibile, e che grazie ad un humour forte, satirico e a tratti “black” riesce a conquistare, oltre al premio redazionale, anche i cuori degli spettatori più adulti, tanto da ottenere il 100% di gradimento sull’aggregatore Rotten Tomatoes.
Se stavate cercando qualcosa di veloce (3 stagioni da 22min. a puntata), divertente, capace di farvi staccare la spina grazie ad un umorismo sempre tagliente e mai demenziale, ed uno stile grafico di disegno piatto, lineare e basic, allora la creatura di Dan Harlmond fa sicuramente al caso vostro.

Miglior period drama – The Crown


Cuori rubati anche da parte della serie The Crown, che, riuscendo a battere una fortissima concorrenza, è stata capace, oltre a vincere il premio come Miglior period drama, di mettere in scena una rappresentazione che è qualcosa di più di una semplice biografia.
La produzione Netflix, infatti, ha il merito di essere riuscita a narrare le più disparate sfaccettature della regina Elisabetta II, grazie ad uno script lineare ed intrigante, e una fantastica Claire Foy che ha impersonato al meglio il carisma e la forza della donna più importante del Regno Unito, ottenendo anche, meritatamente, due premi ai Golden Globe 2017, per la Miglior serie drammatica e Miglior attrice protagonista in una serie drammatica.
Un prodotto senza alcun dubbio inaspettato, ma il trio Foy-Kirby-Smith, rispettivamente Regina Elisabetta, Principessa Margaret e Principe Filippo, è riuscito, grazie ad una eccezionale interpretazione corale, a conquistare critica e pubblico, coadiuvato, senza alcun dubbio, da uno sceneggiato che non annoia mai, mostrandoci punti di vista diametralmente opposti, sulla vita, a 360°, della famiglia reale più affascinante del continente europeo.

Miglior serie sorpresa – The Handmaid’s Tale


Per la categoria Miglior sorpresa, trionfa The Handsmaid’s Tale, ideata da Bruce Miller, e basata sul distopico romanzo del 1985 di Margaret Atwood.
Una serie affascinante, ricca di incastri capaci di mantenere vivo l’interesse dello spettatore sin dalla prima puntata, figlia di un’opera tanto visionaria, quanto geniale.
Il fascino disturbante di THT si può ammirare anche grazie alla fotografia delle macrosequenze che hanno come protagoniste le Ancelle, dove il contrasto cromatico del rosso cremisi con l’ambiente povero circostante dona allo spettatore la sensazione di ritrovarsi sospeso tra la finzione e la realtà, tra l’onirico ed il materiale.
Oltre all’interessante fotografia e lo script di sicuro fascino, anche il cast non è da meno e su tutti giganteggia l’interpretazione di Elisabeth Moss, vincitrice anche agli ultimi Golden Globe, del premio come Miglior attrice in una serie drammatica.
Una serie che probabilmente diverrà un cult nel suo genere e che al momento si gode ben 8 Emmy Awards, Golden Globe 2018 nella categoria Miglior serie drammatica, ed il premio Stay Nerd, niente male come bottino.


Miglior serie crime – Mindhunter


Ancora tu? Ebbene sì, Mindhunter, com’è giusto che sia, ha ottenuto anche il premio nella categoria Crime; ma sostanzialmente perché?
Sappiamo tutti che sin dal primo romanzo giallo, i thriller ed i polizieschi sono sempre stati amati dalla folla, desiderosa di potersi immedesimare, almeno una volta, nei panni di un investigatore dell’FBI e di dover scoprire il colpevole di un crimine, ma paradossalmente è proprio quello che non avviene la creatura di Joe Penhall, dove è impossibile immedesimarsi, e in cui noi rimaniamo solo degli impassibili e silenti spettatori/studiosi.
Mindhunter non si basa sui soliti cliché visti e rivisti delle serie crime degli ultimi anni, lo spettatore si ritrova totalmente inerme davanti al corso degli eventi, non può identificarsi nel Cal Lightman o Horatio Caine di turno, perché gli schemi sono totalmente nuovi.
L’analisi dei crimini, svolta dal fantastico duo Ford – Tench (rispettivamente Jonathan Groff e Holt McCallany) è molto più viscerale, realistica, fondata sul metodo scientifico, studiata nel dettaglio. Non si deve ricercare un assassino, salvo alcune situazioni, ma si deve comprendere il perché determinati uomini si siano spinti a fare ciò che hanno fatto e se, in tal senso, abbiano seguito degli schemi mentali realizzati dal proprio subconscio, nati da possibili traumi o perversioni d’infanzia, oppure siano stati mossi “semplicemente” da una devianza sociale insita nella propria psiche.
Semplicemente meravigliosa.

Miglior serie di supereroi – The Punisher


Netflix, oltre ai period drama, ha anche il merito di aver deciso di puntare, in questi anni, fortemente sui supereroi di casa Marvel.
E così, dopo le delusioni donateci da Iron Fist e The Defenders, riesce a risalire la china producendo una serie a dir poco riuscita: The Punisher.
Lo show che narra le vicende di Frank Castle, post Daredevil 2, è esattamente quello che ci si augurava da una produzione basata sul vigilante più temuto dai cattivi americani.
Sangue, azione, intrighi, pallottole ed un grandissimo Jon Bernthal, sono il mix perfetto per una serie che meritatamente si attesta come una delle migliori del 2017, e, senza dubbio, la migliore in ambito supereroistico, capace, soprattutto, di mostrare su schermo un antieroe che risulta essere un’assoluta novità tra i vigilanti di casa Marvel apparsi sino ad ora su Netflix.
Un eroe cupo, combattuto, che vive un costante dualismo tra Castle ed il Punitore, tra il padre di famiglia ed il marine, qualcosa che, salvo con la prima stagione di Daredevil, non avevamo mai visto. Un prodotto estremamente maturo, consapevole e meritevole di lodi e premi.


Peggior serie dell’anno – The Walking dead 8


Nel 2017, però, se da un lato ci siamo fatti appassionare, coinvolgere e quasi risucchiare dalla produzione di Fincher, dall’altro ci siamo anche ritrovati con un forte amaro in bocca lasciatoci dall’ottava stagione di The Walking Dead.
La produzione Fox, che, ahinoi, si aggiudica il titolo di Peggior serie del 2017, e che probabilmente rimarrà uno dei più grandi “what if” televisivi degli ultimi anni, è divenuta l’ombra dell’affascinante mondo intravisto nelle prime stagioni, finendo per trasformarsi in uno show che si aggrappa unicamente alle carismatiche figure di Negan e Rick ed al loro dualismo.
Un decadimento costante da parte della creatura di Kirkman e Darabont, la quale, da diversi anni, ha visto una sensibile decrescita di spettatori, poco invogliati a seguire le trame di una storia che pian piano ha perso le caratteristiche fondanti che la contraddistinguevano, quali l’action e la componente survival.
Va bene l’analisi delle relazioni di vario tipo che legano tutti i sopravvissuti, e non, ma l’aver puntato esageratamente su queste dinamiche ha contribuito a far appassire un fiore potenzialmente bellissimo.

Miglior serie fantasy/fantascientifica – Stranger Things 2

Il 2017 è stato, tra le altre cose, anche l’anno del ritorno di una delle produzioni più iconiche di casa Netflix: Stranger Things.
Ogni aggettivo per questo show è oramai superfluo, visto che, grazie ad un’idea originale fantastica, un continuo rimando alla cultura degli anni ‘80 capace di affascinare qualsiasi spettatore, ed un cast, di rodati e giovanissimi attori, più che efficace, è riuscito a mantenere il livello qualitativamente altissimo visto nella prima stagione.
Stranger Things però è molto più di una semplice serie fantascientifica, perché qui, contrariamente a quanto fatto da Mindhunter, i cliché soliti della cinematografia anni ‘70/’80 sono presenti in massa, ma vengono totalmente destrutturati e plasmati per dar vita ad uno show vintage, ma al contempo esageratamente nuovo e vivo.
L’iconico Demogorgone, il Mind Flyer, ed il gruppo di perdenti protagonisti, sono qualcosa di già visto, ma il contesto nel quale viene posto il tutto (il Sottosopra), faccia nascosta della tranquilla cittadina di Hawkins, permette allo spettatore di fare collegamenti a fenomeni della cultura pop del passato, ma al tempo stesso di apprezzare qualcosa di completamente diverso dal resto, sia per l’idea di base, sia per la qualità di una regia eccezionale.

Miglior ritorno sullo schermo – Twin Peaks

Ad animare particolarmente gli Stay Nerd TV Series Awards 2017 è stato, soprattutto, la categoria Miglior ritorno, assegnato alla serie capace di ritornare, per l’appunto, sullo schermo con maggior forza e qualità.
Dobbiamo ammettere che la scelta è stata ardua e combattuta, ma nel duello finale con Samurai Jack, il quale ha il merito di non sentire il peso degli anni e di riuscire a fornirci un prodotto esageratamente e, nuovamente, maturo e raffinato, ha trionfato la creatura di David Lynch: Twin Peaks.
Un ritorno atteso, da tutti i fan della serie e del visionario regista, per ben 25 anni.
Un’attesa che però è stata ripagata ampiamente visto che gli intrecci, le sottotrame e gli incastri vari sono ancora una volta affascinanti ed incredibilmente appassionanti.
Un cast che riesce a trasporre perfettamente sullo schermo l’articolato ed onirico mondo creato dal genio del regista, coadiuvato da scenografie e fotografia ineccepibili e, quasi, rendendo omaggio alla scuola di Kubrick.
La stravagante mente di Lynch ci ha offerto, per l’ennesima volta nella sua carriera, un piccolo capolavoro visivo e concettuale, capace di sconvolgere nuovamente i nostri sensi, e noi, non potevamo far altro che ringraziarlo e rendergli onore premiandolo ancora una volta.

Miglior piattaforma di streaming – Netflix

Tra i premi sino ad ora assegnati, molti sono merito di casa Netflix,che si aggiudica il titolo di Miglior piattaforma streaming dell’anno, sbaragliando totalmente la concorrenza, grazie proprio ad una massiccia e costante produzione di contenuti originali e di qualità, sanciti anche dalla carrellata di premi.
Divenuto un vero fenomeno mediatico del 21esimo secolo, capace di rivoluzionare il mondo delle produzioni del piccolo schermo, grazie ad una programmazione studiata, un palinsesto quasi infinito, e uno studio di marketing e social media senza paragoni, Netflix è riuscito in pochissimo tempo a divenire un compagno di vita di milioni di persone nel mondo, per merito anche di serie come Stranger Things, Mindhunter, The Crown, Narcos, Daredevil o Godless.
Tutte produzioni qualitativamente ineccepibili, sia a livello di regia che di script e cast, riuscendo a poter competere tranquillamente con le colossali produzioni hollywoodiane, e l’ultimo Oscar vinto nel 2017 da Caschi bianchi, per il Miglior cortometraggio documentario, non fa altro che sottolineare ancor di più il divario esistente con i vari competitor del settore.

People Choice – Stranger Things 2

stay nerd series tv awards 2017L’avevamo anticipato, ma il fenomeno mediatico di Stranger Things è dimostrato ancor di più dalla vittoria del People Choice 2017, voto conferito dai nostri lettori, i quali hanno deciso di premiare la serie dei fratelli Duffer come la migliore dell’anno passato.
Un fenomeno nato con la prima stagione e consolidato, come se ce ne fosse stato bisogno, dal rispettivo secondo capitolo, capace di mantenere il livello qualitativo sempre al massimo, permettendo agli spettatori da casa di intraprendere selvagge maratone volte a divorare un episodio dopo l’altro.
Grazie ad un’idea originale a dir poco fantastica e diretta magistralmente dai fratelli Duffer (non ci stancheremo mai di dirlo), una fotografia eccezionale, e una valanga di feels, Stranger Things, con la sua seconda stagione, è diventato in pochissimo tempo un vero fenomeno di culto per gli amanti del binge-watching di tutto il mondo, e gli appassionati di fantascienza, aggiudicandosi oltre il premio redazionale, anche l’amore incontrastato del pubblico.

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