Negli ultimi vent’anni il mercato dei manga ha catturato anche l’Occidente, portando verso di sé milioni di fan legati a migliaia di prodotti diversi: shonen, shojo, seinen, manga sportivi, di cucina. Giusto per citarne qualcuno.

Come succede con tantissimi media, più la produzione è vasta, più diventa difficile trovare opere degne di questo nome, e che non siano sempre uguali tra loro.
Ecco quindi che noi di Stay Nerd veniamo in vostro soccorso: siamo qui oggi per elencarvi quattro manga favolosi che andrebbero letti senza alcun indugio.

Enma

Emma è una bambola di carta al servizio di Re Enma, colui che giudica i morti. Le porte dell’Aldilà sono stracolme di anime in cerca di giudizi, ma il sovrano non riesce a giudicare tutti i morti che gli arrivano. Il compito di Emma è dunque viaggiare nel tempo e nello spazio per impedire le grandi stragi della storia e del futuro.

Nel corso dei suoi otto numeri, Enma porta con sé il lettore attraverso tantissimi periodi storici, facendogli conoscere gli innumerevoli assassini o approfittatori che sono stati causa di epidemie e stragi. Si passa quindi da Jack lo Squartatore ad Attila, sino ai futuri distopici.
Storicamente romanzato, questo manga ci regala il fascino delle diverse epoche che racconta, mostrandocele per come erano, senza toccare mai troppo a fondo i temi che tratta, se non quello che è forse il più importante, legato alla protagonista: Emma, in quanto bambola di carta, non ha sentimenti e non prova empatia per le persone che uccide. Il suo scopo è quello di eliminare gli individui che sono stati causa delle stragi, e lo fa togliendogli le ossa.

Gli otto numeri di Enma ci portano pian piano verso una presa di coscienza di una bambola creata artificialmente che, grazie all’esperienza, riesce a prendere consapevolezza di ciò che la circonda e, soprattutto, dei sentimenti umani.

Contornato delicatamente da miti orientali, questo manga offre tantissimi spunti di riflessione, fasi di azione frenetica, senza mai dimenticare del buono e sano umorismo tipico del genere. Un’opera stupefacente, profonda e divertente, con un finale sublime ed una completezza molto rara nei manga brevi e autoconclusivi.

Alive: The Final Evolution

Uno shonen che si trasforma lentamente in seinen. All’inizio può sembrare il tipico manga per ragazzini ma, nel corso dei suoi ventuno volumi, si sviluppa in maniera impressionante.
Ideato da Tadashi Kawashima e decorato dai disegni di Adachitoka, in Alive: The Final Evolution possiamo assistere ad una tangibile evoluzione dello stile grafico, portando trama e comparto artistico all’apice delle loro possibilità.

Nel nostro mondo stanno succedendo cose strane, poiché le persone comuni si rendono improvvisamente conto di avere dei poteri sovrannaturali. In questo contesto troviamo il timido e bullizzato Hirose, che scopre di essere in grado di far scomparire la materia. Poi c’è Nomi, capace di creare spuntoni di ghiaccio, e che combatte in stile Wolverine (con quattro artigli di ghiaccio sulle nocche). E infine c’è il protagonista, Taisuke, il solito ragazzo un po’ tardo ma dal cuore d’oro di cui non si capisce mai quale sia la vera essenza del potere, mascherato da semplice calore.

La storia, inizialmente, gira intorno a Meg, amica d’infanzia di Hirose e Taisuke, che viene portata via dallo stesso Hiro. Egli infatti subisce una trasformazione caratteriale, dopo aver scoperto il proprio potere.

Le abilità delle persone sono collegate ad un essere alieno atterrato sulla Terra, e soltanto coloro che hanno vissuto un’esperienza traumatica sembrano essere in grado di ottenerle. Hirose, per esempio, ha visto la madre suicidarsi davanti ai suoi occhi.
Nonostante un inizio macchiettistico, si scopre ben presto che Alive è molto più di un semplice shonen che offre sempre le stesse situazioni, offrendo spunti filosofici che portano i lettori a porsi domande proprio sull’evoluzione dell’uomo e sullo scopo della sua esistenza.

Calling You

Un unico volume contenente due storie differenti, entrambe ispirate a due romanzi.
La prima tratta di una ragazza che si vergogna a parlare, e che scopre che può comporre nella sua testa un “numero telefonico” per chiamare un’altra persona, un ragazzo, che le risponde. I due così iniziano a conoscersi fino a sentire l’enorme esigenza di incontrarsi.

Questa storia nasconde dei contorni tutti da cogliere, affrontando temi differenti come la sicurezza in se stessi e l’amore adolescenziale. Argomenti che lasciano l’amaro in bocca ma che, nonostante questo, spingono il lettore a riflettere sulla propria persona.

La seconda, invece, ci narra di due amici con background fatti di terribili violenze: uno dei due scopre improvvisamente di essere in grado di riportare su se stesso le ferite degli altri. Da qui il dilemma: è giusto guarire anche le persone che ci hanno fatto del male? È giusto aiutare i malvagi e tutti coloro che non meriterebbero alcuna assoluzione?
Il manga risponde in maniera delicata, senza dimenticarsi di analizzare nel dettaglio la psicologia dei due protagonisti.


Ga-Rei: Il Divoratore di Spiriti

Uno shonen particolare che cerca di uscire fuori dagli schemi del genere, senza mai sfociare in seinen.

Kensuke è uno studente delle superiori con un dono particolare: è infatti in grado di vedere gli spiriti dei morti. Questa sua caratteristica gli impedisce di avere rapporti normali con le persone ed è condannato a condurre la vita in solitudine. Un giorno viene letteralmente investito da Kagura, sua coetanea. La ragazza è in realtà un’esorcista, discendente di una delle più importanti famiglie che esercitano questo mestiere, ed oltre a essere un’abile combattente, porta dentro di sé un enorme fardello, ovvero Biakurei, spirito bestia che nonostante sia complice della ragazza ne è anche la condanna. Il mostro infatti si nutre dell’anima di Kagura, ridotta a vivere ancora per pochi anni.

manga favolosiLa trama si sviluppa attorno ai due protagonisti e svela tutte le associazioni segrete che combattono contro gli spiriti maligni. Infarcito di mitologia nipponica, Ga-Rei coinvolge il lettore tramite un’ironia rara ed estremamente divertente, affrontando comunque temi profondi e complicati.

La serie si sviluppa in dodici volumi più uno extra, e presenta uno stile grafico particolare, quasi caricaturale.

Nonostante le tematiche superficiali sembrino essere quelle dei tipici shonen – e quindi si passa dalla crescita interiore ai rapporti d’amore e amicizia – più in là, oltre alla pungente ironia, emergono altre tematiche nelle quali il lettore si trova coinvolto. Uno dei temi principali è infatti la sparizione della dicotomia bene/male, rivelando la natura e la battaglia interiore di ogni personaggio.

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