L’orrore del Vietnam inasprito dall’eredità di Romero

Recensire un fumetto è cosa difficile, essendo un’arte ancora più personale di un film. Se la settima arte si può avvalere infatti di tutto il comparto sonoro, non è altrettanto per i comics. Un buon fumetto horror (di questo stiamo parlando) non si deve solo limitare a mostrare scene terrificanti o di violenza, ma deve anche farci immergere nei personaggi e nella storia. Non si può avvalere di jump scares (per quanto siano mezzi banali e tristi, ma in gran voga negli horror odierni) o rumori mostruosi. No, il fumetto horror deve essere una discesa lenta nell’inferno o ti ci deve scaraventare dentro, senza mezzi termini.

’68 è un progetto interessante che gli appassionati degli zombie non si dovrebbero far sfuggire. L’opera targata Image Comics è infatti stata riproposta da SaldaPress in una riedizione.

Non era solo la Pennsylvania, era il mondo

Il progetto nasce dall’idea di Mark Kidwell, che nel 2004 si chiese come se la cavava il resto del mondo dinanzi all’apocalisse zombie raccontataci da Romero nel suo immortale capolavoro. Correva appunto l’anno 1968 (da cui prende il nome l’opera) e nel mondo succedevano un sacco di cose. La guerra fredda era ai suoi massimi storici e la Guerra del Vietnam insanguinava le foreste dell’Asia: è proprio in questo fronte che si svolgono molte storie di ’68 (il quale non si limita a quell’anno ma racconta anche gli anni successivi). Tante storie di orrori e sopravvissuti, di guerre contro i vivi e i morti, che in alcuni casi si legano tra loro.

Disegni sporchi, per storie oscure

Nat Jones (che è un esperto di horror e tratti cupi) è colui che si occupa dei disegni insieme al colorista Jay Fotos (con il quale aveva già collaborato), regalando un tratto sporco, oscuro e che trasmette bene l’orrore dilagante. Gli zombie sono resi bene, sopratutto nei primi piani, e le tavole dove la violenza domina sono espresse nel modo giusto, spesso esagerate come anche i tratti di alcuni personaggi. Le tavole sono ben organizzate e la storia scorre piacevolmente, anche se a tratti lo fa fin troppo velocemente o frettolosamente, ma qui è più che mai opera di Kidwell.

Correre attraverso la giungla

Molte storie sono ambientate, come dicevamo, nel Vietnam. I personaggi presentati sono sempre ben caratterizzati sebbene a volte troppo stereotipati. In realtà il Vietnam è sia sfondo che protagonista, duplice ruolo che intercambia in base alla storia narrata.
L’Apocalisse Zombie è meno terrificante se hai a disposizione armi e soldati, ma viverla dentro una giungla colma di trappole, nemici e un’umidità assassina la rende comunque mortale. In questo scenario si muovono uomini colti alla sprovvista dall’orrore dei morti che tornano a camminare, ed è qui che forse vediamo un netto salto, apprezzabile per certi versi. Alcuni di loro realizzano la situazione e si trasformano tanto repentinamente da lasciarci spiazzati, sicuramente meglio che i personaggi dei film che ci mettono metà pellicola a capire cosa stia succedendo.

Romero

Un punto di vista interessante sulla visione di Romero

Sebbene in alcuni punti si discosti molto dall’opera di Romero (zombie “particolari” o ammassi di carne unita), il fumetto propone comunque la stessa idea del regista newyorkese, e pertanto agli affezionati degli zombie o del fumetto horror tendente al gore il prodotto sarà di piacevole lettura. Non siamo di fronte a livelli sconvolgenti di orrore (come può essere Crossed di Ennis) o a storie tendenti al dark (come Spawn), ma piuttosto a fumetti che raccontano di esseri umani che cercano di sopravvivere e in seguito di tirare avanti dopo l’apocallisse zombie negli anni ’70. Quella originale, quella della Notte Dei Morti Viventi. Un prodotto interessante, finalmente in italiano.

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