Morto Kim Ki-duk: addio al regista di Ferro 3 e l’Isola

Un triste giorno per gli amanti del cinema, che devono dire addio a Kim Ki-Duk, regista e sceneggiatore sudcoreano, che si è spento prematuramente a soli 59 anni di età.

Il regista aveva fatto perdere le sue tracce nel corso delle ultime tre settimane, non comunicando nemmeno con il suo entourage. Sarebbe giunto il 20 Novembre nel cittadina di Jurmala, in Lettonia, sulla costa del Baltico. Oggi arriva la notizia dal sito lettone Delfi.it: il regista di Pietà, vincitore del Leone d’Oro alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2012, sarebbe morto a causa di alcune complicazioni dovute al Covid-19.

Una carriera iniziata con fatica, anche per via della fronte impronta innovativa nella sua arte. Dopo la giovinezza trascorsa in Corea del Sud il regista giunse a Parigi all’inizio degli Anni Novanta, dove iniziò a dedicarsi alla pittura e alla stesura di sceneggiatura. Nel 1996 firmò il suo primo lavoro, Coccodrillo, a cui seguì Wild Animals nello stesso anno. Sono i primi due film di una carriera che lo porterà a essere uno dei volti più affermati del cinema coreano.

Kim-Ki-Duk

Nonostante i primi insuccessi la sua idea di regia iniziò a farsi strada e a conquistare, poco alla volta, critica e pubblico. Nel 2004 arriva anche il primo grande riconoscimento, con l’Orso d’Argento, vinto al Festival di Berlino, con La Samaritana. Lo stesso anno il suo Ferro 3 – la casa vuota, verrà premiato alla Mostra del Cinema di Venezia con un Leone d’Argento, premio speciale per la regia.

Come detto il riconoscimento più importante arriverà tuttavia nel 2012, con la vittoria del Leone d’Oro per Pietà. La rassegna veneziana sarà una delle vetrine più importanti per la sua regia, dato che nel 2016 sarà proprio nella città lagunare che inaugurerà la rassegna Cinema nel Giardino, proponendo il suo Prigioniero Coreano.

Genovese, classe 1988. Laureato in Scienze Storiche, Archivistiche e Librarie, Federico dedica la maggior parte del suo tempo a leggere cose che vanno dal fantastico estremo all'intellettuale frustrato. Autore di quattro romanzi scritti mentre cercava di diventare docente di storia, al momento è il primo nella lista di quelli da mettere al muro quando arriverà la rivoluzione letteraria e il fantasy verrà (giustamente) bandito.

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