Credo in un solo Chtulhu, mio signore e salvatore

Nonostante la corrente lovecraftiana sia un ciclo che tuttora riscuote un enorme successo all’interno della propria nicchia (che tanto nicchia non è), al maestro dell’orrore in tempi recenti non è stata data una vera e propria gratificazione in campo videoludico. È vero che nel 1992 era uscito quel primo Alone in the Dark, chiaramente ispirato ai racconti di Lovecraft, pregno di citazioni e atmosfere che riportavano direttamente ai mondi creati dal grande maestro, o ancora nel 2005 Call of Cthulhu: Dark Corners of the Earth è stato un esempio eclatante di tutta la letteratura lovecraftiana, a partire dalle atmosfere, all’investigazione, all’inevitabile baratro che poteva far precipitare il protagonista nella più angusta e oscura delle follie. Nel 2006 in Sherlock Holmes: Il risveglio della divinità era stato reso onore a Lovecraft con una setta di adoratori del grande Chtulhu e, facendo un ultimo esempio (onde evitare di dilungarci troppo), Amnesia: The Dark Descent del 2010, era ispirato al racconto L’estraneo. Ma è passato un po’ di tempo dall’ultimo gioco che abbia reso veramente onore al grande maestro dell’horror e proprio in questi giorni, senza troppe pretese, Conarium ha fatto capolino sul mercato videoludico. Sviluppato da un team turco conosciuto come Zoetrope (che aveva già provato a rendere onore a Lovecraft, con due episodi di Darkness Within), anche Conarium riprende uno specifico racconto lovecraftiano, Alle Montagne della Follia, collocandosi temporalmente dopo i fatti di quest’ultimo e costituendone una sorta di sequel videoludico.

Se non avete letto il racconto di Lovecraft, a questo punto avete due possibilità: rimanere all’oscuro di tutto e lasciare che Conarium vi guidi attraverso la ripresa di molte tematiche del racconto, oppure potete leggervi Alle Montagne della follia e partire preparati, almeno parzialmente consapevoli di ciò che potrebbe accadervi. Ad ogni modo, per dovere di cronaca, un accenno di trama del racconto: Polo Sud, un gruppo di ricercatori scopre, all’interno di una catena montuosa, delle antiche e inquietanti creature che si sono conservate nel ghiaccio per milioni di anni. Le montagne stesse sembrano essere avvolte da un’atmosfera inquietante che causa addirittura allucinazioni ai protagonisti. Il resto… beh, è tutto da scoprire.

Il peso della Conoscenza

Si potrebbe pensare che il tema più ricorrente all’interno dei racconti di Howard P. Lovecraft sia quello della follia, ma non è esatto. Il tema principale del maestro è la conoscenza, per la precisione la conoscenza proibita, ed è proprio essa che, il più delle volte, porta i protagonisti a impazzire. Ed è infatti proprio questo il tema che Conarium vuole affrontare, è palese sin dai primi istanti di gioco. Dopo un breve espediente onirico (oppure no, dovrete scoprirlo voi) il protagonista si ritrova in una stanza buia, a illuminarla vi è soltanto uno strano oggetto che sembra collegato alla grande emicrania che il protagonista si ritrova. E subito la tematica principale viene affrontata: che cos’è quello strano oggetto? Da dove viene? Che cosa nasconde? Cominciando a girarsi intorno il protagonista comincia a ricordare dove si trovi: il suo nome è Frank Gilman e fa parte di una spedizione ambientata in Antartide. Ci rendiamo quindi conto di trovarci in una base di ricerca, ma il protagonista non riesce proprio a ricordare una cosa dalla primaria importanza: che fine hanno fatto i suoi compagni? Esatto, perché come in ogni horror che si rispetti, ci ritroviamo completamente soli. Costretti nostro malgrado a esplorare una base all’apparenza desolata tentando di scoprire che cosa sia successo.

Il gioco si basa per buona parte sull’esplorazione della base, ma viene saggiamente farcito, nella giusta maniera, da una serie di enigmi di tutti i tipi: alcuni più altalenanti di altri, alle volte un po’ banali, altre volte frustranti e non sempre di alta qualità, ma a Zeotrope lo si può perdonare dal momento in cui Conarium offre un’atmosfera assolutamente ben riuscita, farcita da soundtrack ed effetti sonori perfettamente in linea con le atmosfere lovecraftiane. Il titolo centra in pieno il punto di arrivo cui mirava: non è un tipico videogioco horror, anzi, se vogliamo, con gli altri non ha proprio niente a che vedere; Conarium è un horror psicologico che entra all’interno delle vene del videogiocatore e scorre nel suo sangue, inebriandone il cervello con quell’inquietudine che soltanto Lovecraft è in grado di suscitare. Tutti i colpi di scena, quelli che fanno saltare il cuore in gola, sono ben dosati e la maggior parte delle volte totalmente inaspettati. Potrebbe accadere tutto, in ogni momento, soprattutto quando il nostro protagonista è intento a leggere un documento.

Un brivido che può condurti alla follia

I documenti all’interno della base, peraltro, detengono un’importanza primaria perché sono gli unici elementi che possono portare il videogiocatore a capire quale sarà il prossimo passo: Conarium non guida il giocatore, lo lascia allo sbando ed è per questo che, lo diciamo subito, non è un videogioco adatto a tutti. Un altro aspetto del gioco che ci ha particolarmente colpito è la qualità grafica delle immagini, che risultano molto ben dettagliate e accompagnate da effetti che consolidano l’atmosfera ottimamente evocata. Tra nebbia e ombre collocate nei punti giusti l’ambientazione collabora in prima persona a far crescere all’interno del videogiocatore quell’ansia che sembra mangiarlo vivo. Quindi, se da una parte il gameplay alle volte viene sacrificato in nome di enigmi frustranti e non ben delineati, dall’altra il comparto tecnico sembra riequilibrare le pecche di cui sopra.

Il disagio, l’inquietudine e l’ansia sono ciò che fanno di questo gioco un grandissimo titolo per gli appassionati ma, appunto, solo per loro, gli appassionati. Inutile giocarci se non si conosce Lovecraft o se non si apprezzano i thriller psicologici. Il videogiocatore non può porsi domande in Conarium, può solo farsi trascinare dagli eventi e cercare quella conoscenza proibita che fa parte della poetica lovecraftiana, ma la follia è sempre dietro l’angolo, ad attenderlo. A suggellare la riuscita di questo gioco infatti, vengono offerti ben due finali, l’uno totalmente diverso dall’altro, ed entrambi con spunti e tematiche estremamente interessanti che però, ripetiamolo, soltanto veri estimatori di Lovecraft saranno in grado di comprendere appieno.

Verdetto:

Conarium, in sostanza, è un piccolo gioiello che i ragazzi di Zoetrope sono riusciti a sviluppare nonostante il basso budget. Certo, non è privo di difetti, in primis gli enigmi non sempre di chiara comprensione, ma anche il ritmo di gioco molto spesso sacrificato per offrire al videogiocatore un livello di introspezione più elevato. Alle volte il titolo può sfiorare la noia e rischia di diventare piatto. Ma ciò che brilla all’interno del gioco è la minuziosità con cui il team ha voluto svilupparlo, forse sbagliando qualcosa qua e là, ma con un risultato finale veramente riuscito. Nessuno, dopo aver finito questo gioco, sarà più come prima. Ricordiamo inoltre che Conarium è disponibile, oltre alla versione di Steam, anche in versione fisica allo stesso prezzo (ovvero 19.99€) e contiene al suo interno, oltre al DVD, anche la Steam key. In conclusione, non c’è nient’altro da dire se non specificare quanto siamo contenti che, dopo molto tempo, sia di nuovo stata resa giustizia ai racconti e alle tematiche di Lovecraft, che di certo meriterebbe un posto d’onore all’interno dell’industria videoludica.

Sara Tamisari
Romana, laureata in Editoria e Scrittura. Redattrice e Social Media Specialist per Stay Nerd ed esploratrice di galassie lontane nel tempo libero. Libri e videogiochi sono la sua passione. Quelli belli. Quelli di Fantascienza, quelli che affrontano tematiche LGBT, quelli che portano a una maggiore consapevolezza di se stessi. Diventano ossessione, tanto che scriverci sopra è ormai indispensabile. Founder di AndroideClandestina.com: l'ossessione diventa blog.