Netflix subisce il contraccolpo di Cuties: bruciati 9 miliardi di dollari

Potremmo parlare di effetto Cuties: a causa delle polemiche legate al film Netflix ha perso oltre nove miliardi di dollari in borsa.

Come ricorderete la polemica era nata soprattutto attorno al poster promozionale creato dalla compagnia di streaming, accusato di sessualizzare troppo le giovani protagoniste.

La pellicola racconta la storia di Amy, una ragazzina undicenne con la passione per il twerking che sogna di entrare a far parte di un corpo di ballo di sue coetanee. Per farlo dovrà scontrarsi con le convinzioni religiose della sua famiglia, fermamente contraria a questa sua ambizione.

Il film ha ricevuto buoni riscontri dalla critica, ricevendo anche un premio al Sundance Film Festival, prestigioso evento dedicato al cinema indipendente. Ma le scelte pubblicitarie della società di Reed Hastings hanno fatto storcere il naso a molti, anche a quanti hanno apprezzato il film, sostenendo che l’immagine sviasse il messaggio del film.

Cuties

Molti spettatori hanno reagito in maniera furiosa alle scelte promozionali, scegliendo di boicottare Netflix e lanciando anche l’hashtag #CancelNeflix

Insomma, una polemica che sembra aver visto Netflix sconfitta su tutta la linea, quella nata attorno a Cuties e che non sembra essersi placata, nonostante le scuse e il ritiro del poster incriminato.

“Siamo profondamente dispiaciuti per l’artwork inappropriato che abbiamo diffuso per Mignonnes/Cuties. Non andava bene e non era nemmeno rappresentativo di questa pellicola francese vincitrice al Sundance. Abbiamo aggiornato l’immagine e la descrizione”.

Aveva comunicato la compagnia dopo le prime accuse. Non è facile prevedere quali possano essere le future azioni della compagnia. Ma, giunti a questo punto, non è da escludere che a farne le spese sia proprio il film della regista francese Maïmouna Doucouré.

Ovviamente vi aggiorneremo in caso di novità. Nel frattempo vi rimandiamo al nostro parere sulla pellicola, lasciando a voi la parola.

(fonte: BBC)

No more articles