Con il racconto d’azione fantasy di una porcellina dai capelli blu, il fumetto di Mirka Andolfo denuncia l’attualità sociale fatta di apparenza e oppressione.

Diritti e libertà: due concetti che, ancora oggi, qualcuno considera privilegi di cui non tutti possono usufruire, almeno secondo una qualche strana logica che prevede che tutti si conformino a precisi dettami, governativi o religiosi poco importa. L’ultima fatica di Mirka Andolfo, Contronatura, prende ispirazione a piene mani dall’eredità di grandi nomi della letteratura distopica come Orwell e ne rielabora gli espedienti narrativi adattandoli ai grandi dibattiti sociali e morali di oggi.

La vicenda di Leslie Pig si svolge in un mondo di animali antropomorfi, nel quale si è instaurato un governo con particolari idee politiche, le quali si basano su un concetto cardine: tutti gli animali sono uguali finché rispettano la legge, che già ci lascia intuire il particolare approccio “due pesi, due misure” in atto in questo universo.

Una di queste leggi vieta i rapporti intimi con altre razze, pena l’isolamento sociale e un trattamento riabilitativo forzato, con tanto di marchio della vergogna. A complemento di tali linee guida decisamente dittatoriali, c’è il Programma di riproduzione: il governo si riserva la possibilità di preparare incontri al buio per coloro che non hanno ancora trovato un partner e procreato entro i 25 anni, per far sì che gli inadempienti contribuiscano alla preservazione della propria razza.

Leslie dunque si ritrova di punto in bianco, appena festeggiato il proprio compleanno, a dover partecipare al suo primo incontro organizzato dal Programma. Purtroppo, non tutto va come previsto e la porcellina sarà presto invischiata nei piani dello Sguardo, un misterioso personaggio dai costumi sciamanici con progetti per il mondo che vanno ben al di là del semplice Programma di riproduzione. Alla tematica sociale si unisce l’elemento fantasy, presente all’interno della storia già dalle primissime pagine: veniamo subito a sapere che Leslie fa un sogno ricorrente che la vede in compagnia di un lupo bianco, con il quale ha un rapporto intimo intenso e passionale. Nel sogno la ragazza prova emozioni contrastanti, poiché si tratta di un rapporto che va contro le leggi imposte nel suo mondo, ma allo stesso tempo si sente bene tra le braccia del possente lupo che la possiede. È così che in lei si scatenano domande che, anche al giorno d’oggi, chi viene additato come “diverso” per il proprio stile di vita privato si pone: cosa c’è di sbagliato in questi sentimenti, se mi fanno star bene? Perché mi vedo costretto a lottare per le stesse cose che agli altri vengono già riconosciute?

In una società avanzata come quella mostrata, del tutto simile alla nostra sotto ogni aspetto, non ci si aspetterebbe di doversi confrontare con una realtà così dura che nega i diritti fondamentali e per Leslie la questione viene addirittura amplificata dalla natura mistica dei propri sogni. Questi troveranno finalmente le prime spiegazioni, insieme ad alcune prime rivelazioni sul vero scopo del Piano di riproduzione, dal secondo volume della trilogia.

La Andolfo ci lascia ad ogni volume con un cliffhanger che ci fa desiderare di leggere subito il seguito, dimostrando di saper distribuire sapientemente le scene salienti lungo tutta la trilogia. Ogni volume corrisponde a una fase ben precisa della storia, con un inizio e una fine scelti con attenzione per lasciare il lettore soddisfatto fino all’uscita del volume successivo e sicuramente buona parte di tale soddisfazione deriva dal movimento dei personaggi, che non agiscono mai senza una motivazione valida e utile al proseguimento dell’intreccio.

Sarebbero comprensibili gesti sconsiderati e a tratti nonsense da parte della protagonista, ad esempio, vista la situazione in cui si trova di totale smarrimento e disperazione, ma l’autrice è riuscita a renderla degna del suo ruolo senza disumanizzarla, se non nell’aspetto, ovviamente.
A proposito di quest’ultimo, potrebbe ricordare una qualunque produzione con animali antropomorfi, ma Mirka li ha resi suoi sfruttandone le caratteristiche animalesche più evidenti come loro qualità estetiche: Leslie è una maialina e in quanto tale è piuttosto formosa, ma ciò la rende a suo modo graziosa e sexy allo stesso tempo; la sua amica Trish è una topolina e ha l’aria indagatrice, come un vero topolino che annusa il formaggio posto su una trappola per topi; il lupo bianco Khal è possente e affascinante grazie al suo pelo inusuale; lo Sguardo ha vesti sciamaniche suggestive, d’ispirazione tribale pellerossa; l’istrice Saya ha gli aculei per capelli, come fossero dei rasta. Tutto risulta perfettamente in sintonia con l’ambientazione urban fantasy, dalle personalità dei personaggi (tutte piuttosto “forti” e orgogliose) ai colori, nei quali dominano le tonalità blu e in generale i colori freddi o di terra.

Anche sotto quest’aspetto si può constatare la maestria di Mirka Andolfo nell’accostare la colorazione al mood della tavola e questo non fa altro che confermare la sua crescita come artista, dopo la prima esperienza di pubblicazione con la sua prima opera personale, Sacro/Profano, profondamente diversa per contenuti e stile. L’autrice dimostra di saper creare qualcosa di completamente diverso, di saper adattare il proprio tratto alla situazione e di non lasciare nulla al caso, includendo nella storia flashback ove necessario, inserendo colpi di scena dove servono senza eccedere e evitando di lasciare buchi di trama, cosa non facile avendo a disposizione solo tre volumi.

A coronamento di un’opera più che riuscita, Contronatura possiede ben due edizioni, la seconda con le variant cover rispettivamente di Milo Manara per il volume 1 Il risveglio, di Tanino Liberatore per il volume 2 La caccia e di Giorgio Cavazzano per il volume 3 La rinascita.

contronatura

Verdetto

Contronatura, nella sua curatissima edizione a colori di Dentiblù, ci mette di fronte alla realtà dei giorni nostri senza nascondere l’intento di denuncia che porta con sé. Non aspettatevi un lieto fine idilliaco: Mirka Andolfo rappresenta anche quest’ultimo in maniera drammaticamente realistica, rimanendo coi piedi per terra ma auspicando un futuro migliore nel rivolgersi alle generazioni future, con un’opera avvincente da non perdere.

 

Se Contronatura vi intriga…

Vi suggeriamo Sacro/Profano della stessa autrice, che pur essendo completamente diverso per stile e contenuti, è molto simpatico e scanzonato. E poi Babau di Mathieu Silva, per cui sempre la Andolfo ha fatto una variant cover molto figa, che tratta di una figura “leggendaria” oscura usata spesso per spaventare i bambini. Il Babau, appunto. 

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