Durante questo Etna Comics, noi di Stay Nerd abbiamo avuto il grande piacere di intervistare Stefano Caselli, noto fumettista italiano che è nato professionalmente nella Scuola Romana dei Fumetti, per poi passare in realtà come Marvel ed Image.
Ecco a voi il resoconto della nostra intervista.

Partiamo dalle origini: quando è nata in te la passione per il fumetto ed il conseguente l’inizio nella Scuola Romana dei Fumetti. Come è stata l’esperienza?

La passione c’è sempre stata, tanto è vero che si dice che un professionista è solo un bambino che non ha mai posato i colori. Quindi ho finito il liceo e sono andato alla Scuola Romana dei Fumetti, dove ho iniziato il percorso di studio di tre anni. L’esperienza è stata sicuramente formativa e ora che sono insegnante trasmetto ai miei studenti che quello che fai a scuola è un 10%. Il resto dell’esperienza è ciò che fai a casa.

Com’è passare dall’essere studente all’essere insegnante, nella stessa scuola?

Bello! Cerco di dare quello io non ho ricevuto, perché qualche cosa che manca c’è sempre nella formazione, e quindi provo a darlo ai ragazzi.

Nel 2002 poi arrivi in Marvel…

Sì. Ma quando arrivai in Marvel fu in principio un’esperienza abbastanza catastrofica, tanto che me ne andai immediatamente.

Ed è per questo che hai collaborato quasi subito con Devil’s Due?

Sì, perché capii che essere l’ultimo di una grande casa editrice non era il massimo. Era meglio essere trattato bene in un contesto più piccolo. Ho pensato di fare tanta formazione; mi sono fatto i muscoli e la Devil’s Due è stata una palestra importante dove ho fatto cose anche molto divertenti.

Però c’è una scuola italiana all’interno della Marvel. Soprattutto negli ultimi anni siete in molti.

È vero, anche se in realtà avevamo una brutta nomea in Marvel, come “inaffidabili”. Sai che gli americani vivono molto di stereotipi, no? Poi piano piano si sono resi conto che oltre al talento c’era anche l’affidabilità, e questo col tempo ci ha aiutato a portare un vagone di disegnatori all’interno della Marvel.

Tanto è vero che nel 2006 sei ritornato alla Casa delle Idee…

Inizialmente non ero nemmeno interessato a tornare lì, a dirla tutta. Poi durante una convention a Chicago sono stato avvicinato e mi è stato chiesto se ne avevo voglia. Ho accettato, a patto che facessimo cose divertenti.

Sei un fan Marvel?

Assolutamente sì!

Personaggio preferito?

Di quelli che devo ancora devo disegnare, Hulk. Di quelli disegnati invece Spider-Man.

Qual è il tuo Spider-Man preferito delle versioni cinematografiche?

Io sono molto affezionato a Raimi, perché era la prima volta che vedevamo finalmente Spider-Man al cinema.

Tornando ai tuoi lavori, in questo ultimo periodo sei stato impegnato su Iron Man, in un momento piuttosto importante, con il ritorno di Tony Stark. Qual è il bagaglio che ti porti dietro da questa esperienza?

È stato divertente, perché mi sono trovato a dover gestire un momento in cui non c’era più Tony Stark, con questa ragazzina di sedici anni che ha vestito la sua armatura per quasi due anni. È stata una sfida importante con gli haters che volevano il ritorno di Tony, e poi lavorare con Bendis è stata un’esperienza meravigliosa.

etna comics 2018 intervista stefano caselli

Quindi stai facendo cose divertenti in Marvel. Progetti futuri?

Sto facendo i West Coast Avengers, col rilancio dei Vendicatori della California, un gruppo storico che la Marvel non pubblicava da un po’ di anni. Sto al fianco di Kelly Thompson, che secondo me è un fenomeno, una delle scrittrici migliori della Marvel.

Domanda a bruciapelo: se ti trovassi davanti al te stesso degli inizi, che faresti?

Eh, bella domanda… mi abbraccerei sicuramente!

Cambieresti qualcosa? Avvertiresti te stesso di cambiare ciò che hai fatto?

No. Penso che sia stato tutto formativo nel bene e nel male. Non credo sarei qui altrimenti e non farei quello che sto facendo. Penso mi limiterei a un abbraccio! Forse un “bravo” me lo direi.

E a un diciottenne di oggi cosa vorresti suggerire? Pensi che sia utile iniziare dall’indie comics? O dal web comics?

Direi di non avere troppe distrazioni. Devono capire che deve esserci “il fuoco sacro del disegno”. Non è un mestiere facile, assolutamente, e ci vuole tanta, tanta passione. ll web adesso è fondamentale, ci sono piattaforme che ti danno tantissima visibilità. Come Instagram, da cui la Marvel ormai sceglie tantissimi disegnatori.

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