Attore, comico, doppiatore, ma anche – e soprattutto – protagonista di tanti momenti della nostra vita attraverso una moltitudine di pellicole. Genio dell’interpretazione attoriale poliedrica e sfaccettata, Robin Williams ci ha infine lasciati, probabilmente vittima del male più grande del mondo: la depressione. Tantissimi sono stati i momenti che lo hanno caratterizzato, altrettanti i film attraverso cui lo ricorderemo, siano essi alle soglie del trash e del demenziale, piuttosto che profondi, riflessivi e narrativamente sublimi. Come la si voglia girare, sarà sempre un modo di ricordarsi di questo attore che, ne siamo certi, molti di voi ricorderanno come uno dei grandi protagonisti cinematografici della vostra infanzia. Qui a Stay Nerd siamo sempre stati fan di Robin… a poche ore dal suo lutto vi proponiamo 15 modi per celebrarne la memoria.

 

Farsi un giro in un museo di storia

Cosa che Robin ci ha fatto fare per ben due volte con i film della serie Una notte al museo, in cui è spalla dell’attore Ben Stiller. Prima al Museo di Storia Naturale di New York, poi al più celebre Smithsonian museum, Robin veste i panni della statua di cera del presidente Roosevelt, figura ispiratrice tanto per l’America quanto per il personaggio di Stiller, un goffo e spiantato inventore in cerca di lavoro. Incasso stellare con il primo capitolo, e contenuto – ma comunque positivo – con il secondo, Una notte al museo tornerà al cinema questo inverno con il terzo capitolo, sia in America che nel nostro paese ed è, di fatto, l’ultimo film girato dal compianto attore.

Riguardarsi Aladdin della Disney

Alcuni di voi potrebbero non saperlo a causa della traduzione italiana (ottima tra l’altro), ma nella versione originale il Genio dei film della serie Aladdin fu doppiato proprio da Williams, che diede al personaggio, di per sé già bello stravagante, tutto il suo tipico istrionismo. Da noi, comunque, fu doppiato da Gigi Proietti, per cui possiamo anche dire che la dignità artistica conferita al doppiaggio fu resa più che degnamente, tant’è che Genio resta uno dei più noti e divertenti personaggi della cinematografia animata “classica”.

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Fare un tour de force ad un gioco da tavolo

Movies__Jumanji_054469_Cosa che Robin ha fatto in Jumanji. O meglio… è quello che ha fatto il suo personaggio: Alan. Basato sul racconto per bambini omonimo di  Chris Van Allsburg, Jumanji fu uno dei grandi successi cinematografici del 1995, incassando in tutto il mondo oltre 260 milioni di dollari. Si tratta forse di uno dei film più noti di Williams, nonché uno di quelli a cui una certa fetta di noi è più teneramente legata. Ricco di effetti speciali e di scenografie strampalate, il film ipotizza di un gioco da tavolo magico in cui gli “imprevisti” si manifestano anche nella vita reale. Si è lungamente parlato di un sequel per questa straordinaria e giocosa pellicola, ma purtroppo il progetto non andò mai in porto. Questo soprattutto a causa di un film praticamente uguale ma con ambientazione spaziale, Zathura, che pure basato su di un romanzo di Vall Allsburg non ottenne lo stesso, strepitoso, successo.

 

TRIVIA: Di Jumanji fu però creata una serie animata, trasmessa in parte anche in Italia, in cui si rincontrano quasi tutti i personaggi del film che, ad una nuova partita, si troveranno catapultati all’interno del gioco dove Alan è infine tornato.[/tab]

 

Riguardare tutte le 4 stagioni di “Mork & Mindy”

MorkMindyNato come uno spin-off del celeberrimo Happy Days, Mork & Mindy è stato uno dei grandi successi della tv americana a cavallo tra anni ’70 e ’80. Anche in Italia la serie riscosse un grosso successo, venendo trasmessa prima su Rai 2 e poi su Italia 1. La storia è quella di una improbabile coppia formata da Mindy McConnell, una ragazza della periferia americana, e da Mork, un alieno che arriva sulla terra dal pianeta Ork. Le gag era basate tutte su Williams, che ai provini per il ruolo ebbe una serie di trovate bizzarre che, di fatto, divenner alcuni dei marchi del suo personaggio, come la bizzarra posizione con cui Mork era solito sedersi.

 

 

Giocare a un qualsiasi capitolo della serie di Zelda

Robin Williams non è stato solo un grande attore,ma anche un avido videogiocatore. Appassionato dei brand storici di casa Nintendo, come alle ultime novità in fatto di FPS, Williams è stato anche testimonial per la grande N di alcune delle ultime uscite del brand Zelda. Nello spot appariva in video con un 3DS alla mano, mentre poeticamente raccontava delle sue avventure per ritrovare e mettere in salvo la bella principessa, o meglio… sua figlia! Nata nel 1989, Zelda Rae Williams è la figlia di Robin ed è anch’essa un’attrice e una appassionata videogiocatrice. Robin la chiamò così proprio per la passione verso l’omonimo videogame.

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Mangiare spinaci leggendo Popeye

a3dcfb49633f9b04bd044b5d49aa0bfeNon tutti se lo ricordano, ma il primo ruolo cinematografico di Robin derivò da uno dei più celebri fumetti della storia: Braccio di Ferro (o Popeye oltreoceano). Proprio con “Popeye”, nel 1980, Robin ottenne il suo primo ruolo per il cinema, vestendo i panni del nerboruto marinaio con la pipa. Il film, di fatto un musical, vide il buon Robin danzare e cantare, in quello che non è un memorabile pezzo di cinema, ma certamente un simpatico ricordo dei tempi che furono.

Farsi fraggare da un ragazzino a Call of Duty

Come detto, Williams fu un avido videogiocatore. Appassionatosi alle console di casa Microsoft, era un grande fan della saga di Call of Duty in cui non si risparmiava dal partecipare a diverse partite online. Nel corso di un intervista, tuttavia, ammise di non essere un grandissimo giocatore online, e – scherzosamente – ammise la sua frustrazione nel farsi essere fatto sconfiggere da ragazzini di 11 anni.

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Salire in piedi su un banco e… “Oh Capitano, mio Capitano!”

“L’attimo fuggente” (Dead Poets Society) non è solo uno dei film più citati su internet, ma è anche una delle più celebri e belle pellicole a cui prese parte il buon Robin. Girato da Peter Weir nel 1989, il film racconta dello stravagante professore John Keating e di come, attraverso l’inegnamento della letteratura, egli cerchi di ampliare gli orizzonti di un gruppo di studenti, in quella che è una scuola dalla tradizione rigida e intransigente. L’interpretazione di Williams fu meorabile, e lo consacrò non solo come attore, ma come “professore che tutti avrebbero voluto”. La celebre scena del monologo, o il momento in cui tutti i suoi studenti si alzano in piedi sul banco, per protesta verso l’allontanamento del loro insegnante, restano alcuni dei momenti più belli del cinema moderno.

TRIVIA: Nel film è presente anche un giovane Robert Sean Leonard, un nome che forse non vi dirà nulla e che molti ricorderanno come il “Dr. James Wilson” della serie Dr. House.

Andare alla ricerca del Santo Graal

Non che Robin lo abbia fatto davvero, ma come alcuni di voi sapranno, la celeberrima ricerca è uno dei leit motiv del film La leggenda del re pescatore che, di fatto, si rifà ad un ciclo della letteratura arturiana dal nome omonimo. Al fianco di Jeff Bridges, Williams è qui Parry, un professore che, subito lo shock per la perdita della moglie, abbandona la sua vita per vivere per strada. Incontrato Jack, un dj in qualche modo connesso alla strage di uno psicopatico, i due cominceranno un cammino che, pian piano, porterà chiarezza nelle loro vite e darà a entrambi un significato. Si tratta di un film particolare, e dalle tinte alterne, che unì sul grande schermo due attori iconici e poliedrici. Da vedere… soprattutto se non siete dei cuor contenti.

Esultare, e lanciarsi da un’altezza gridando Bangherang!

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Se possiamo dare un merito a Williams è quello di non avere mai rifiutato ruoli stravaganti, apparentemente lontani dalla strada che, ipoteticamente, dovrebbe prendere un attore alla ricerca della consacrazione. Tra gli esempi più celebri di questa casistica vale la pena ricordare Hook – Capitan Uncino, film di Spielberg in cui assieme ad un trittico di attori di tutto rispetto (Dustin Hoffman, Bob Hoskins e Julia Roberts) scrive un sequel della storia di Peter Pan, in cui l’unico ad essere invecchiato è Peter. Film stravagante ma divertente, ottenne un buon successo di pubblico e critica, con tanto di nomination all’Oscar. Molti di voi lo ricorderanno per essere uscito proprio nel bel mezzo della vostra infanzia, consacrando tra i vostri ricordi alcuni personaggi intriganti come Rufio, e il grido di guerra dei Bimbi Sperduti: BANGHERANG!

Vestirsi da donna per un giorno (solo per uomini!)

Mrs-Doubtfire-robin-williams-33200263-1024-768Come immaginerete non vogliamo incitarvi al travestitismo (oppure si?), ma non possiamo non ricordare Robin senza citare un altro film dal concept stravagante: Mrs. Doubtfire. La storia, come saprete, è quella di un padre di famiglia che, dopo il divorzio, non trova scappatoie per poter passare del tempo con i suoi figli. Approfittando dunque di due cose: la ricerca di una badante da parte di sua moglie, e le abilità nella costumistica di suo fratello, si traveste da anziana signora inglese per poter entrare “di nascosto” nella casa della sua famiglia. Dal finale dolceamaro, Mrs. Doubtfire fu un altro grande successo cinematografico, tale che ricevette, anch’esso, alcune nomination all’Oscar, vincendo poi quella per il miglior trucco. Era il 1993.

Fare beneficenza in un ospedale

Liberamente tratto dall’autobiografia di Hunter “Patch” Adams, Patch Adams è un film del 1998 in cui Williams interpreta il ruolo dell’istrionico e stravagante medico. Si trattò di un film controverso, poiché mentre fu ben accolto dal pubblico, si rivelò un fallimento dal punto di vista delle critiche che lo bocciarono senza mezzi termini in modo disastroso. Lo stesso Adams (quello vero), criticò il film, affermando che esso non faceva altro che minimizzare e semplificare il suo lavoro, dipindendolo non come un medico ma come un clown. Il film, tuttavia, non fu disastroso in termini di botteghino, e diede una forte spinta popolare alla carriera di Williams anche se, pare, lo stesso attore si trovò spiazzato e scontento delle recensioni e fu particolarmente colpito dalle critiche di Adams che, in ultima istanza, gli chiese come mai non avesse donato neanche 10 dollari alla sua causa.

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Leggere un libro di Asimov

Ebbene si, perché Williams ha interpretato anche la trasposizione di uno dei racconti del popolare scrittore e padre della robotica. Con L’uomo bicentenario, Robin (per la regia di Chris Columbus col quale aveva già firmato Mrs. Doubtifire) interpreta la parte di un robot che, probabilmente per un errore di fabbrica, è dotato di una sorta di “coscienza” umanamente associabile. Il film fu un successo, grazie soprattutto al sapiente uso degli effetti speciali che, pian piano, portano il Robot ad umanizzarsi nelle fattezze dell’attore.

Guardare un documentario sul Vietnam

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Film per cultori, e certamente tra i meno noti della filmografia di Robin Williams, Good Morning Vietnam nasce dall’esperienza vera di Adrian Cronauer, un dj che aveva fatto esperienza in radio nei difficili anni della guerra in Vietnam e che aveva proposto la sua storia come base per una sitcom a diverse emittenti televisive. Il progetto fu scartato da tutti, finché non finì sotto l’occhio di Williams che si dimostrò interessato. Da lì alla produzione del film il passo fu abbastanza breve anche se rispetto all’idea originale di Cronauer (un progetto comico e serializzato) fu tenuto pochissimo. Good Morning Vietnam, a dispetto delle apparenze e dell’estro del suo protagonista è infatti un film drammatico, per certi versi duro. Ciò, comunque, non impedì a Williams di potersi, come da suo canone, destreggiare nell’improvvisazione, qui presente per mezzo degli spassosi momenti in cui il suo personaggio mette bocca al microfono delle dirette radio. Queste scene, previste dal copione ma lasciate volutamente in bianco, furono ad uso e consumo dell’attore e costituiscono, assieme al tipico “buongiorno” del DJ (Goooooooooodmorning Vietnam!) i momenti più celebri del film. Girato in Thailandia fu una delle tante nomination agli Oscar. Statuetta che arrivò, però, solo nel 1997.[/tab]

 

Fare una visita alla Cappella Sistina

Voi lo sapete che odore c’è nella Cappella Sistina? Avete mai tenuto la testa rivolta quel bellissimo soffitto? Potrebbe essere il momento giusto per farlo, come consiglia il Dottor Sean McGuire a Will Hunting, seduti su di una panchina nel corso di un monologo consacratosi alla storia del cinema. Regia di Gus Van Sant, uscito nel 1997, Will Hunting – Genio Ribelle, fu la consacrazione da parte della critica dell’estro attoriale di Williams, tanto che gli valse la candidatura e la vittoria di un premio Oscar, quello come Miglior attore protagonista. Il film racconta la storia di Will, un orfano problematico interpretato da Matt Damon che, grazie all’aiuto dello psicologo McGuire pian piano inquadra sé stesso e la sua vita. Si tratta quasi certamente del punto più alto della carriera di Robin, ed uno degli incassi maggiori della sua vita. Il film, infatti, a fronte di un budget stimato di 10.000.000 $ ne incassò,globalmente, circa 225.933.435 $.

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