Il ritorno di Paco Roca… e del suo classico pigiama di seta.

Paco Roca, fumettista spagnolo già autore di Rughe (oggi anche film d’animazione!) e Memorie di un Uomo in Pigiama, torna con un altro volume pieno di pillole di vita vissuta, edito da Tunué. Paco scrive, Paco disegna, Paco colora: fa tutto lui. Ogni pillola, o mini-storia, occupa due pagine, e ogni pagina è divisa nell’iconica “Gabbia Watchmen”: nove vignette uguali di base (3×3), con eventuali doppie vignette orizzontali. La duplice cifra stilistica del volume è data da un mix di ironia e stimolo alla riflessione. La musa ispiratrice (dichiarata esplicitamente): la vita vissuta. Ma, insomma, questo Avventure di un Uomo in Pigiama… com’è?

Img. Pigiama 1

Innanzitutto bisogna dire che il volume Tunué sa presentarsi bene: flessibile al punto giusto, stile grafico e editoriale delle copertine fronte e retro si distinguono per leggerezza e minimalismo “divertenti”, richiamando adeguatamente i contenuti. Il prezzo (14,90€), pur non risicatissimo, non è assolutamente proibitivo. E quando si inizia a leggere?

Come si anticipava qualche riga più su: si tratta di una raccolta di storie brevi (30 + 1), tutte da un paio di pagine l’una ad eccezione dell’ultima, un po’ più lunga e inedita, scritta appositamente per fare da chiusa al volume. Paco Roca ci racconta, molto autobiograficamente, le (dis)avventure di un fumettista che ha realizzato il proprio sogno: vivere e lavorare il più possibile in pigiama.

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Primissimo impatto: l’uso dei colori è delizioso, essenzialmente geniale, e ri-salta subito agli occhi. Il tratto dei disegni è pulito e minimale, eppure riesce sempre a catturare perfettamente quella scintilla di ironia insita nel quotidiano, cosa non da poco. A raddoppiare la comicità ci pensano poi i testi, che tuttavia danno l’impressione di non voler strafare. Paco Roca non vuole offrire soltanto materiale da risata, ma anche seri spunti di riflessione. Questo elemento, che tira un po’ il freno a mano del ritmo (specialmente trattandosi di mini-storie, che iniziano e finiscono in 18 mini-vignette), è lo stesso che dona tutto un altro livello di profondità, graditissimo, all’opera.

È una comicità delicata, come se condividesse il tratto dei disegni. E dire che, ispirandosi l’autore al 100% a situazioni di vita reale, si ha quasi l’impressione di trovarsi di fronte a uno Zerocalcare spagnolo sotto camomilla. Ok, come ho lanciato il paragone me lo riprendo. Zerocalcare, in dinamismo di battuta e disegno, rispetto all’autore spagnolo viaggia a velocità iper-luce, e non rinuncia a un grammo della sua profondità. Ma Paco Roca, quella stessa profondità, la ricerca con uno stile più pacato e non per questo meno efficace.

Img. Pigiama 3

E arrivati alla fine di questo volume, sempre più divorando i frammenti di vita, anzi di avventura, dell’Uomo in Pigiama, capirete di come, senza rendervene conto, Paco Roca vi avrà fatto affezionare. Sotto voce? Può essere. Senza schiamazzi o azione al cardiopalma? Sicuramente. A ritmo lento? Sì, ma anche inesorabile.

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