Stay Nerd intervista Tuono Pettinato

Nel corso del Carrara Show 2015, abbiamo avuto l’opportunità di intervistare il poliedrico Tuono Pettinato! Tuono è un grande, grandissimo del fumetto italiano, con uno stile irriverente e pungente quanto basta. Tra le sue opere non possiamo non citare alcune “biografie” di personaggi storici realmente esistiti come Galileo, Turing fino ad arrivare a personaggi moderni come Kurt Kobain. Detto questo vi lasciamo alla nostra intervista Tuono Pettinato.

Prima di entrare nel vivo dell’intervista, volevamo parlare di musica. Sappiamo che avevi una band di nome “I Laghetto” . In che modo e con che costanza la musica ha influenzato il tuo lavoro?

L’esperienza con I Laghetto, durata dagli anni 90-2000, mi ha visto ricoprire un ruolo un po’ bizzarro: il chitarrista finto. Gli altri suonavano ed io facevo solo finta! A riguardo posso raccontare un piccolo aneddoto: con questa cosa abbiamo addirittura fregato due fonici, perché non riuscivano a capire come mai non c’era il suono della seconda chitarra. Insomma serviva uno che distraesse mentre suonavano loro. Nel frattempo però facevo fumetti autoprodotti, il fatto di girare per concerti ci portava un pubblico diverso di quello tipico delle fumetterie e librerie, e per il tipo di fumetti che facevamo noi, il riscontro era positivo su questo tipo di mondo e di pubblico. Per quanto riguarda la musica in generale credo, così come per molti altri fumettisti, la musica sia un po’ una presenza costante nella fase creativa, ascoltando musica si crea l’atmosfera adatta a disegnare, il discorso ovviamente è valido anche per altre opere creative.

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Parlando un po’ di crowdfunding, tanti autori emergenti si affidano a questo sistema per mettere in mostra le proprie capacità. Da professionista del settore come giudichi questo sistema?

Mi piace molto lavorare con editori e stili diversi, anche su progetti Underground. Fare le cose in crowdfunding ha sicuramente i suoi pregi e i suoi difetti; lavorare senza un editore ti mette in una condizione diversa dove sei più libero da un punto di vista professionale. Posso citare per esempio di Rathiger con il suo ultimo libro autoprodotto 1 May, emerso grazie al fatto che il suo lettore si fida del lavoro che lui andrà a svolgere, in tal senso questa cosa ha funzionato benissimo, tant’è che il libro è stato un successo, ed è stato anche premiato anche come Miglior Libro dell’anno a Napoli. Adesso sto collaborando con Matteo Casali e Cinci Cristian su un progetto che andrà in crowdfuning; io in realtà sono il meno esperto a riguardo, ma in ogni caso mi sembra un sistema che consente agli autori di lavorare con un clima ed una calma diversa e di avere anche un riscontro immediato di quanto il proprio lavoro possa interessare ai fan.

Nel tuo lavoro ti sei concentrato molto su personaggi storici (Galielo, Turing, Garibaldi) come mai questa scelta? Sei un appassionato di storia, ti piace essere irriverente su certi tempi?      

Già prima di queste pubblicarne, leggevo su internet delle biografie e mi piaceva fare piccole caricature di personaggi storici. Nel 2010 l’editore Rizzoli aveva scoperto questa mia propensione, e mi ha chiesto di far partire questo filone, in cui il fumetto racconta anche storie di realtà, con personaggi realmente esisti, quindi l’idea era di coniugare una mia passione ad una “nicchia” possibile del fumetto e relativi lettori. Io ho cercato nei libri successivi, avendo già capito bene le dinamiche, di riuscire ad utilizzare queste occasioni in cui si voleva celebrare personaggi realmente esistiti, prendiamo per esempio anche il mio lavoro su Kurt Cubain. Un personaggio su cui mi ha fatto piacere lavorare e utilizzare al tempo stesso questa occasione squisitamente commerciale per fare qualcosa che mi andava comunque di fare. I prossimi lavori saranno comunque di finzione, e forse un futuro tornerò sulla biografia.

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Nel 2014 hai vinto il premio “Miglior Autore Unico” a Lucca. Come ti sei sentito a riguardo? Con diplomazia e onestà, ti senti davvero il migliore? Vuoi raccontarci di più?

In effetti è un po’ bizzarro (ride NdR). Fa ovviamente megapiacerissimo, mi avevano già nominato come Miglior Autore Unico anche in alti festival di altre città come Napoli e Treviso, ma vincere in “patria” ha tutt’altro sapore. In realtà posso solo dire che è stato un imbarazzo totale salire sul palco, è stato un vero disastro! (rider NdR)

Hai studiato cinema al DAMS, per poi approdare in un mondo abbastanza distante come quello del fumetto. Cosa ti ha portato a fare questa scelta? E se immagini un Tuono Pettinato cineasta piuttosto che fumettista?

Intanto è stata la causa del mio spostamento a Bologna a studiare.  Era un po’ il periodo in cui facevo già autoproduzioni. Seguivo un corso di sceneggiatura e di conseguenza mi sarebbe piaciuto diventare uno sceneggiatore più che un regista. Lo sceneggiatore fa le sue cose con calma a casa. In realtà facendo fumetti ho scoperto che avevo più controllo sulle storie che facevo; non c’era bisogno di nessun intermediario. Un esempio pratico: se voglio creare scena di folla non devo per forza di cose radunare cinquanta persone con il rischio di rimandare la cosa a causa della pioggia o per altri imprevisti. In questo senso il fumetto dona una libertà incredibile. Il percorso è stato più o meno questo e fortunatamente andando avanti la percezione del fumetto in Italia è cambiata in meglio.

Tuono Pettinato

In OraMai hai indagato nei misteri del tempo. Da autore come ritieni possa essere il connubio tra scienza (quella vera) e fumetto. Ritieni che il fumetto possa e debba fare anche cultura?

Dal punto di vista del fumettista queste cose nascono dalla curiosità, intendiamoci non sono un esperto in fisica ma c’è comunque qualcosa che mi stimola a raccontare queste tematiche. E’ bello poter incontrare esperti che entrando in sintonia con te possono aiutarti al fine di produrre qualcosa di qualitativamente valido. Con OraMai e con Enigma ho collaborato con vari studiosi proprio per avere la conferma che le cose fossero corrette scientificamente, al di là del divertimento intrinseco del fumetto. Sarebbe stato interessante se ad esempio avessi conosciuto un archeologo, in tal caso ne sarebbe uscito fuori un fumetto sull’archeologia magnifico.

Ultimissima domanda, il fumetto italiano vive un periodo storico molto complesso. Da esperto, come giudichi questo periodo?

Ottimo da un punto di vista creativo, tuttavia le vendite non sono ancora stabili.  Anche dal punto di vista del pubblico, per una questione di percezione del prodotto, talvolta si usa il termine “Graphic Novel” proprio per dare quell’idea che il fumetto non sia una cosa da sue soldi. In tal senso comunque vedo che per quanto riguarda la percezione, anche sotto quest’aspetto le cose stanno migliorando.