Ars Scribendi – Quindicesima puntata

Amore e dintorni

E siamo arrivati così all’ultima puntata di questa rubrica. Parliamo d’amore.

Di tutte le componenti che contribuiscono alla costruzione di una storia, l’amore è probabilmente quella più trasversale in assoluto. Abbiamo visto molti generi, ognuno caratterizzato da un qualche elemento specifico. Eppure, se ci pensiamo bene, l’amore è quasi sempre presente in ognuno di essi. Magari in sottofondo, a volte solo per poche pagine, ma l’amore c’è sempre: romantico, incorruttibile, tormentato, geloso, paranoico, al limite del maniacale ma, comunque, amore. A volte, tuttavia, questa componente diventa centrale al romanzo, e allora abbiamo tutta una serie di generi letterari incentrati su di essa. Il più noto è il romanzo rosa.

Questo genere è caratterizzato dall’avere sempre e comunque un lieto fine. La storia può essere complessa, articolata, piena di intrighi, tradimenti, ma alla fine l’amore prevale e i due amanti vivono per sempre felici e contenti. Il romanzo rosa, inoltre, dà prevalenza all’aspetto affettivo dell’amore, piuttosto che a quello erotico. Non che non possa contenere scene di sesso, ma queste sono comunque moderate se non addirittura sottintese e raramente entrano nei dettagli.

Il modello opposto è quello del romanzo erotico, dove l’amore è solo il pretesto per raccontare l’amore fisico in tutte le sue varianti. In realtà, molti romanzi erotici sono incentrati sulle fantasie sessuali del o della protagonista, spesso legate a tabù o particolari perversioni. Questo genere comunque si caratterizza per il linguaggio esplicito e la ricchezza di dettagli relativi all’atto fisico.

Questi due generi, poi, si possono ibridare con tutti gli altri generi letterari dando vita a una serie quasi infinita di sottogeneri in cui l’aspetto psicologico e quello fisico dell’amore si intrecciano ad altri sentimenti e trame. Si va dall’amicizia, con o senza benefici — che a volte si trasforma in amore — a storie drammatiche che invece il lieto fine non ce l’hanno. Una variante delle storie d’amore sono le storie di gelosia o di amore non ricambiato, così come l’amore erotico può essere spesso intrecciato a racconti horror o a thriller.

Come ho detto spesso, il genere letterario è un’invenzione di natura commerciale e, per quanto sia utile avere dei modelli, rappresenta un grosso limite per gli scrittori e gli editori moderni, che spesso cercano a tutti i costi di riconoscersi in uno schema piuttosto che liberare la propria creatività da paletti che alla fine sono di scarsa utilità sul piano letterario. Tuttavia, se vogliamo stabilire un confine fra il romanzo che parla d’amore e quello in cui l’amore è solo una delle componenti della storia, possiamo riassumerlo in una semplice regola: parliamo di romanzo d’amore quando l’amore è centrale alla storia, ovvero fa da “terzo” protagonista, mentre tutto il resto rimane sullo sfondo. Attenzione però: lo sfondo è importante, altrimenti il romanzo rischia di diventare noioso se non addirittura scontato. Quindi costruite sempre bene l’ambientazione, che sia di natura storica, come nel caso di una storia d’amore in tempo di guerra, o sociale, come potrebbe essere una relazione amorosa fra persone di ceto diverso o immerse in contesti specifici quali droga o prostituzione, oppure in determinati ambienti come quello militare od ospedaliero.

Ma come si scrive una storia d’amore? Innanzi tutto dobbiamo chiederci se stiamo scrivendo in base alla nostra esperienza o meno. Entrambe le situazioni possono nascondere delle trappole per l’autore. Prendiamo il primo caso.

Come adulti, abbiano avuto le nostre esperienze sia affettive che sessuali. Non dovremmo quindi avere molti problemi a raccontarle, trasferendole su un certo personaggio. Ma quanto sono complete e rappresentative? Prendiamo l’aspetto più semplice, quello fisico. Quanti modi di fare l’amore abbiamo provato? E con chi? Abbiamo abbastanza esperienza per poter raccontare con tranquillità una scena di sesso? Ovviamente quasi tutti diranno di sì, ci mancherebbe. Eppure, a meno di non avere avuto decine di amanti, potreste rimanere sorpresi da quanti modi diversi ci siano di fare l’amore. E dimenticatevi dei video porno che avrete visto, perché anche quelli rappresentano solo un aspetto della questione, dato che devono in pochi minuti andare “sul concreto”.

L’amore fisico è molto complesso ed esistono centinaia di modi diversi di eccitare e di farsi eccitare, modi che non sono mai completamente e solamente fisici ma che piuttosto coinvolgono in modo significativo la mente. Non è un caso che molte persone, mentre fanno l’amore, abbiano fantasie sessuali non legate al partner con il quale lo stanno facendo. Quindi, anche se siete “esperti” del settore, non sottovalutate anche qui il consiglio dato innumerevoli volte anche per altri generi letterari: parlate con le persone, fatevi raccontare. Certo, l’argomento è delicato e non si può semplicemente chiedere a un amico o un’amica come faccia l’amore, ma ci sono tante cose che potrebbero sfuggirvi, soprattutto sul piano mentale. Quindi, fate leggere ad altri quello che avete scritto e ascoltate i loro consigli. Tanto più che voi avete sempre visto sono un punto di vista dell’atto sessuale, ovvero il vostro. Non eravate nella testa del vostro partner.

E veniamo al secondo punto: volete raccontare una scena della quale non avete esperienza. È meno infrequente di quanto pensiate. Basta già semplicemente dire che un uomo non può sapere come “sente” l’atto sessuale una donna e viceversa. Stessa cosa se siete etero e dovete descrivere una scena di sesso omosessuale. Anche qui, non pensate che basti guardare un video per capirlo. Non è così. Un romanzo descrive qualunque azione in modo molto intimistico perché deve in qualche modo coinvolgere il lettore, quindi quel punto di vista vi serve. Certo, potreste raccontare la storia solo da un punto di vista privilegiato, ad esempio, se siete una scrittrice, da quello femminile. Molti romanzi lo fanno. Questo però perché si rivolgono prevalentemente a un target dello stesso tipo. Se siete una donna e scrivete un romanzo solo da quella prospettiva è perché vi state rivolgendo a lettrici. Va benissimo. Se però pensate di allargare il target, allora dovrete rivedere anche il punto di vista, altrimenti non riuscirete a coinvolgere il lettore nel modo giusto. Unica eccezione quei romanzi erotici voyeuristici che rappresentano un po’ l’equivalente letterario dei video porno. Ma lì, a quel punto, non vale la pena neppure di sprecarci una trama.

Se poi volete descrivere situazioni particolari, come sesso a tre o pratiche sadomasochistiche, è chiaro che non potete farlo se non ne avete esperienza o quanto meno non vi documentiate. Anche in questo caso, tuttavia, non basta né leggere né vedere: dovete parlare con le persone. Mi rendo conto che la cosa possa essere imbarazzante in alcuni casi, ma siete un professionista, uno scrittore e quindi non ci deve essere imbarazzo nel documentarsi su questi argomenti più di quanto ne abbia un bravo fotografo a fare una foto di nudo. È lavoro: non dimenticatelo mai.

Inoltre, evitate di trasformare le vostre fantasie sessuali in scene erotiche. Ci sono uomini che trovano sexy guardare due donne che fanno l’amore o donne che si eccitano a guardare una scena omosessuale maschile. Il punto è che né gli uni né le altre hanno spesso davvero esperienza di cosa provino in quel momento i due amanti, del loro punto di vista. Parlare di qualcosa che non si è provato di persona è sempre rischioso, fino a volte a sfiorare il ridicolo. Ricordatevi che una volta scritto, il vostro romanzo lo potrebbe leggere chiunque, e quindi soprattutto persone che quelle situazioni invece le hanno vissute davvero.

Ancora più complessa è la questione affettiva. Ognuno vive l’amore a modo suo e questo vale per qualsiasi sfumatura d’affetto. Noi siamo abituati a categorizzare l’amore in vari modi: amore per un partner; amore per i figli, i genitori, i fratelli e le sorelle; amicizia, da quella occasionale a quella per la pelle. In realtà esistono molte sovrapposizioni fra queste forme di affetto e molti romanzi giocano proprio su di esse, soprattutto sul confine fra amore e amicizia, molto più sfumato di quanto socialmente si voglia ammettere. La sfera affettiva poi altro non è che quella psicologica, per cui nelle relazioni con gli altri gioca un ruolo molto importante la relazione con noi stessi. Il nostro modo di amare dipende infatti da come siamo fatti. Per assurdo si potrebbe scrivere una storia d’amore in cui l’altro (o l’altra) non compare mai, ovvero intimista, legata solo al vissuto del protagonista.

Quindi, nei romanzi d’amore, la regola è: siate semplici, ma se volete essere complessi — cosa che vi apre infiniti scenari — dovete sapere molto bene di cosa state parlando. Altrimenti anche una semplice storia d’amore va benissimo: non c’è affatto bisogno di cercare di essere originali a tutti i costi. Guardatevi attorno, guardate tutte le coppie che conoscete. Alla fine l’amore segue sempre gli stessi schemi nel trovarsi, nel viverlo, nel lasciarsi. A riguardo c’è una splendida canzone di De André che descrive molto bene tutto ciò: “Amore che vieni, amore che vai”.

E veniamo ai protagonisti della storia. In genere un romanzo d’amore ha pochi personaggi principali. In linea di massima due, ovvero i due amanti, qualche volta tre o quattro se ci sono storie parallele o tradimenti. Alla fine però i più importanti sono gli amanti e quindi bisogna costruirli bene. Abbiamo già parlato in passato su come si debba costruire un personaggio e quei consigli valgono anche in questo caso, anzi, vanno portati all’estremo. In una relazione il pregresso può pesare molto. Quanti amanti hanno avuto in passato? Da quali storie vengono, prima di incontrarsi? Erano sposati? Hanno figli? Hanno subito violenze? Sono orfani o hanno perso una persona cara?

Sono tutti elementi che influiscono sul comportamento dei vostri personaggi, sul modo in cui reagiranno a determinate situazioni. Ricordate sempre che il personaggio migliore non è un burattino che fa quello che gli dice lo scrittore in quello specifico momento, ma un profilo ben costruito che non potrà avere altro che quel comportamento in quella situazione a causa della sua storia passata e del suo carattere.

C’è poi la trama. Fermo restando quanto già detto per altri generi letterari, raccontare un amore può essere estremamente noioso. Questo perché l’amore è qualcosa che si vive, fatto soprattutto di emozioni, pensieri, sentimenti, aspettative. Visto dall’esterno può essere quasi incomprensibile se non ci si addentra in questo mescolarsi e ribollire di animi. Quindi dovete coinvolgere il lettore facendolo entrare nella testa dei personaggi e questo vale persino per un romanzo erotico. In genere si sceglie uno dei due personaggi, se il punto di vista è soggettivo, raramente entrambi. Se invece il punto di vista è oggettivo, ovvero “esterno”, la situazione è più bilanciata.

Pensare tuttavia di tenere coinvolto un lettore per venti capitoli sugli aspetti emotivi dei vostri personaggi è impensabile, quindi le interruzioni sono fondamentali. Spesso si usano momenti di vita vissuta, di quotidiano, per alleggerire la storia: fare colazione, andare a fare compere, chiacchierare con le amiche o con gli amici, l’ambiente di lavoro. Tutto fa brodo. Giocate sui dettagli, smussate i momenti drammatici del rapporto con momenti di comicità, purché funzionali alla trama. Alternate il ritmo, evitate di essere monotoni.

Tenete presente che anche nel rapporto più forte, stabile, arroventato, le persone hanno bisogno dei propri spazi, di momenti in cui stare da soli o con altre persone. Questo è vero nella realtà e quindi deve essere presente anche nel vostro romanzo. Non potete pensare di tenere i due protagonisti sempre attaccati l’uno all’altro. Senza contare che anche in questo genere di romanzi c’è un antagonista, qualcuno che cerca di creare ostacoli alla loro relazione.

Può essere un ex-compagno o compagna, un pretendente, un genitore, un datore di lavoro, un’amica invidiosa oppure semplicemente una situazione che tende a separare i due amanti: lavoro, guerra, un disastro di qualche tipo. Durante la separazione uno o entrambi gli amanti possono essere tentati a prendere altre vie, possono incontrare altre persone e persino avere un’avventura, anche se nel romanzo rosa più tradizionale il tradimento non è previsto fra i due amanti, ma semmai fra loro e altri. Ad esempio, uno dei due amanti potrebbe essere una moglie che vive con un marito violento, o un uomo tradito dall’attuale compagna. Nel romanzo erotico invece la situazione può essere più variegata.

Esistono romanzi di tradimento e perdono, ma sono molto più complessi da scrivere perché il lettore difficilmente si sentirà in comunione con un personaggio eticamente non “puro”, a causa del condizionamento che la nostra società ha spesso imposto su questi argomenti. Pochi poi vorrebbero fare la parte del cattivo, e l’impersonificarsi in uno dei protagonisti è un forte legame che si forma fra lettore e storia. D’altra parte, nello scrivere non esistono regole che non possano essere violate, per cui, se siete coscienti delle implicazioni, potete di fatto creare qualsiasi situazione. L’importante è che poi sappiate gestirla.

Anche nel caso di una storia d’amore abbiamo un percorso che ricorda molto il “viaggio dell’eroe”. Superata la prima fase in cui si presentano i due protagonisti separatamente, se abbiamo una prospettiva bilanciata, o nella quale se ne presenta uno solo, se la storia è vista soprattutto da uno specifico punto di vista, il punto di partenza è quasi sempre l’incontro, ovvero il momento in cui i due personaggi si vedono per la prima volta. A volta la storia può partire più avanti e presentare l’incontro in retrospettiva (flashback), ma è meno frequente.

Non sempre l’incontro porta all’innamoramento. A volte può portare addirittura allo scontro o alla competizione. Comunque servirà ad avvicinare i due che, col tempo inizieranno a condividere sempre di più parte della loro vita e a conoscersi meglio. Naturalmente esistono romanzi nei quali uno dei due protagonisti resta un mistero assoluto. Sono storie spesso molto coinvolgenti sul piano affettivo e sessuale, caratterizzate da un qualche segreto che potrebbe minacciare il rapporto e che spesso tormenta o viceversa affascina l’altro protagonista. Alla fine, il mistero dovrà essere svelato e quindi preparatevi a gestire in modo realistico e coerente la reazione dell’altro protagonista. Inoltre non create eccessive aspettative se poi non le sapete soddisfare. Troppo mistero va poi bilanciato con qualcosa di davvero sorprendente e non scontato.

In ogni caso abbiamo una trasformazione che coinvolge spesso entrambi i personaggi, una crescita in certi casi, una deviazione e un perdersi in altri. Lungo questo percorso, come già avviene per l’eroe, si possono presentare sorprese e ostacoli. In genere è bene metterne solo una o due al massimo. Questa sorpresa va ben preparata, non deve essere scontata e deve arrivare quando tutto sembra perfetto e nulla sembrerebbe poter turbare il loro amore. Può essere un’antagonista ma anche qualcosa che viene dal passato, un segreto innominabile o una doppia vita.

Un altro aspetto da gestire è l’alternarsi dei sentimenti. Prima di stabilizzarsi o di svanire, il rapporto deve essere un mix di attrazione e tensione. Quando ci si incontra, il primo problema da affrontare è che a volte ci scopriamo attratti da qualcuno che, spesso con nostra sorpresa, non corrisponde al nostro ideale di compagno o compagna. A questo punto inizia un processo che alterna tentativi di cambiare l’altro all’impresa di modificare sé stessi. Questo crea tensione. A volte porta alla rottura, temporanea o definitiva. Saper raccontare questa tensione è importante.

ars scribendiRicapitolando: (1) curate molto bene i protagonisti e date loro un passato; (2) immergete la storia d’amore in una trama più ampia che faccia da sfondo a quella principale; (3) trasportate i personaggi lungo un percorso che abbia una serie di momenti topici, che porteranno comunque a una trasformazione dei protagonisti e del loro rapporto; (4) costruite una fine che sia coerente con lo svilupparsi di quel rapporto, che sia felice o drammatica non importa, ma ci deve essere un punto di arrivo chiaro; (5) inframezzate la storia con altri personaggi e occasioni di distacco che alleggeriscano la tensione o l’eccitazione caratteristica dei momenti in cui i due stanno insieme.

Soprattutto, fatevi aiutare sempre da esperti: psicologi, persone che hanno avuto storie intense, persino prostitute o comunque personaggi che abbiano profili simili a quelli dei quali state parlando. Non pretendete di poter fare tutto da soli perché l’animo umano è complesso e variegato e rischiate di fossilizzarvi su stereotipi consolidati. Poi, anche quelli vendono, ma se ci tenete alla qualità, non siate banali e documentatevi. Sempre.

A cura di Dario De Judicibus

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