Una gioventù “fantastica”

Dal 2013 occupa stabilmente le edicole e, col tempo, ha conquistato un suo spazio di pregio che non ha nessuna intenzione di mollare. Ha esordito in un periodo di forte crisi economica, di fine della carta stampata, quando le emorragie di lettori sembravano inarrestabili e già i soliti catastrofisti parlavano di morte del fumetto.
Ma Dragonero ha resistito, ha lottato, si è fatto vedere, è andato ad occupare un campo che prima non c’era (il fantasy in Bonelli) fino a diventare uno dei maggiori successi editoriali degli ultimi anni. Un successo che ha generato speciali, magazine, giochi di ruolo, romanzi… Un impero multimediale che solo le grandi testate possono permettersi. E, da adesso, raddoppia. Anzi, triplica. Anzi, torna al passato. Anzi, si anima. Dal 9 novembre 2017 dovrete fare attenzione: col nome di Dragonero troverete non una ma ben due serie. Comincia Dragonero Adventures!

Nella tenuta agricola di Silveridhe, la vita scorre come tutti i giorni. Ci si dedica al raccolto, si vendono prodotti e si producono vini pregiati, all’interno di un piccolo paradiso in terra, come ce ne sono pochi nel grande Erondàr. A pensarci, Silveridhe sarebbe un meraviglioso luogo dove vivere, un’oasi di serenità e ricchezza. Certo, se non fosse per tre piccoli scapestrati che scorrazzano tutto il giorno alla ricerca di avventure e mostri da sconfiggere. Un trio composto dal quattordicenne Ian Aranill, la sua sorellina Myrva e il forzuto orco Gmor. Un trio che non sta mai con le mani in mano e che finisce sempre per ficcarsi nei guai. Ma il coraggio non gli manca e quando c’è da affrontare una pericolosissima missione, i nostri giovani eroi non si tirano indietro mai!

Chiacchierato da un paio d’anni, dello spin-off dedicato alle peripezie dello Ian adolescente si era iniziato a parlare seriamente nel 2016, quando gli autori, Luca Enoch e Stefano Vietti, avevano annunciato la data di uscita e il team che lavorava al progetto. Insieme, si parlava anche di un possibile adattamento animato che, udite udite, non solo è già realtà, con un primo episodio realizzato, ma la cui produzione, voluta dalla RAI, è entrata nel vivo e ha una sapore decisamente internazionale dato che l’azienda cerca partner all’estero per la promozione.
Un seme sbocciato bene in partenza e che, esattamente come la serie madre, rischia di crescere forte e rivoluzionario.

Ora, dopo aver portato una certa ventata innovativa nel fumetto italiano, Dragonero si prepara ad affrontare un compito non meno gravoso: riportare i bambini sulle pagine di un Bonelli. Infatti, l’Adventures fa parte di una linea editoriale pensata e creata soprattutto per raggiungere quelle fasce di pubblico più giovane. Obiettivo che condivide con la neonata 4 Hoods, altra testata ideata per i piccoli e i piccolissimi, ma di cui ancora si è visto poco. Certo, di questi tempi non è un’impresa facile: i pargoli di questo decennio hanno sviluppato un’empatia totale per i mezzi tecnologici senza mai mettere piede in un’edicola, eppure Dragonero sembra avere tutte le carte in regola per riuscirci.

Prendete sotto braccio l’albo (se non ce lo avete, correte a comprarlo!) e rigiratelo tra le vostre dita, anche con forza, senza preoccuparvi troppo di spiegazzarlo. Non c’è bisogno dello stesso rispetto sacrale che riservate ai vostri acquisti mensili. Avete visto? Flessibile e maneggevole. Un numero uno di altissimo livello, coloratissimo e, soprattutto, a prova di bambino. Dalle parti di via Buonarroti non hanno tradizionalmente un bel rapporto con gli spillati, però quando ci si mettono sanno cosa fare. Stavolta non solo ne hanno realizzato uno più grande del solito (17 x 63 cm) e dalla qualità della carta sorprendente, ma anche dotato di una grafica accattivante e decisamente young, al netto di una foliazione di 64 pagine.
È il segno della linea kids friendly della Bonelli, un’idea che parte dalla forma per poi arrivare al contenuto, che – come sempre quando si tratta di Dragonero – vede all’opera uno dei due creatori. L’onore di battezzare lo sbarco della serie è toccato a Luca Enoch, autore che non ha certo bisogno di presentazioni.
Come da programma, realizza una storia dalle tinte avventurose e scapigliate, che per spirito sembra avere molto in comune con le serie animate moderne invece che col fumetto per preadolescenti. Protagonisti divertenti, esuberanti, pronti a lanciarsi a capofitto in mirabolanti missioni con tutta l’incoscienza tipica della gioventù.

Tuttavia, se lo sceneggiatore elabora una trama semplice per quanto solare, l’attenzione cade sui disegni realizzati dal grande Riccardo Crosa, che questo mese è in edicola anche con l’albo con al centro il presente di Ian e soci. Infatti, oltre ad aver messo la firma sulla primissima uscita dell’Adventures, Crosa ha ideato il design dei personaggi, degli ambienti e dei futuri villain, lasciando libero sfogo alla sua fantasia e preparando la mappa da seguire per gli artisti che verranno dopo di lui. E dà proprio la sensazione di essersi divertito: le tavole sono frizzanti, energiche, trasudano spensieratezza e la versione giovanile dei nostri eroi è accattivante sotto ogni punto di vista. I vestiti, le armi, la mimica facciale i colori (frutto della fatica di Paolo Francescutto): è tutto così fresco che non si può fare a meno di rimanerne folgorati. Ci viene voglia di tornare piccoli per poterlo leggere con la mente illibata di un bambino.

dragonero adventures tre giovani eroi

Verdetto:

Il primo numero di Dragonero Adventures, spin-off della serie madre di casa Bonelli, realizza in pieno le aspettative. Un albo fatto ad uso e consumo dei più piccoli, per appassionarli ed entusiasmarli, che però non esiterà ad acquistare consensi anche da parte di un lettore più attempato.

Dragonero Adventures: Tre giovani eroi - Recensione
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