Un posto nell’Olimpo dei manga….o quasi

Hunter x Hunter prende vita nel 1998 dalla penna di Yoshihiro Togashi, già autore del celebre Yu degli spettri, opera pubblicata sulla rivista Shōnen Jump e che ha riscosso un enorme successo in patria, mentre nel resto del mondo si può quasi dire sia stata conosciuta solo dopo l’arrivo di Hunter x Hunter, proprio grazie alla notorietà di quest’ultimo. Del resto Yu degli spettri è stato serializzato dal ’90 al ’94, periodo in cui, per esempio, in Italia i manga non erano così popolari come possono essere oggi.

Il successo di Hunter x Hunter in patria non è comunque derivato solo dal precedente lavoro di Togashi, ma anche dall’incredibile sforzo che vi sta alla base, o almeno fino a un certo punto.
In occasione della ripresa della sua pubblicazione, annunciata per quest’anno dopo una pausa iniziata a settembre scorso, analizziamo insieme gli aspetti positivi e negativi di questo manga e del suo stesso autore.

Una licenza per l’avventura

La storia segue le vicende di Gon, un giovane deciso a trovare suo padre scomparso da tempo e considerato un grande Hunter. Il ragazzo intraprende un viaggio per sottoporsi all’esame e ottenere anche lui la licenza, sperando così di avvicinarsi al genitore perduto. Gli Hunter sono incredibili combattenti che, una volta passato il test, possono dedicarsi alle loro ricerche per il mondo o specializzarsi in qualche campo.
Durante la sua avventura incontrerà diversi personaggi che lo accompagneranno, tra cui Leorio, Kurapika e Killua, con quest’ultimo che diventerà il suo migliore amico.

L’opera si presenta come un classico battle-shonen, ma in realtà possiamo dire tutto di Hunter x Hunter tranne che sia un prodotto semplice.
Si tratta infatti di un manga articolato e ricco di tematiche e contenuti piuttosto crudi. Ad eccezione forse di Gon, il solo personaggio “puro” dell’opera, Hunter x Hunter è un calderone di spietati assassini, uomini corrotti e di personaggi ambivalenti ed ambigui, dove mai nessuno apparirà del tutto buono o cattivo. Ogni Hunter, ogni compagno, e ogni nemico incontrato agirà unicamente per il proprio interesse al fine di raggiungere ciò che reputa davvero importante, che si tratti di una vendetta, della ricchezza o del mero divertimento. Non vi sarà mai il personaggio guidato dall’amore per il prossimo o il villain di turno violento e spietato per il puro gusto di esserlo, ma ogni soggetto assumerà diverse sfaccettature in grado di contraddistinguerlo e renderlo a suo modo unico.

Questo manga porta in dote una qualità non da poco, che nonostante si sia affievolita in corso d’opera, emerge in maniera prorompente nella prima parte: un’eccezionale cura dei dettagli. Ogni aspetto viene spiegato ed illustrato minuziosamente, dagli ambienti alle leggi che li regolano, alle caratteristiche dei personaggi, ai poteri ed il loro funzionamento. Non ci sono situazioni fumose e criptiche o tecniche campate per aria; Togashi vuole che il suo mondo e la sua opera siano chiari, per cui descrive ogni elemento con dovizia di particolari quasi come se le tecniche dei protagonisti fossero davvero utilizzabili.

Proprio per quanto riguarda le tecniche, in Hunter x Hunter vi è un interessante sistema di combattimento: il Nen. Così chiamata l’aura sprigionata dagli esseri viventi, può diventare un’arma incredibile se si impara a controllarla, cosa tuttavia non facile. Yoshihiro però non si limita alla creazione di un combat system che possa portare a scontri grandiosi; come ogni altro dettaglio nel suo manga anche questo viene delineato in maniera precisa e minuziosa. Quest’abilità è infatti divisa in categorie, ognuna delle quali ha le sue caratteristiche, un preciso funzionamento e particolari metodi di sviluppo. Per dar poi ulteriore profondità a questo sistema che caratterizzerà il resto del manga dalla sua introduzione, vengono anche mostrati passo dopo passo gli allenamenti che i protagonisti dovranno compiere per arrivare a padroneggiare l’enorme potere, creando quindi un quadro completo di tale tecnica di combattimento. La cosa incredibile è che nonostante la potenza dimostrata dagli utilizzatori del Nen, i duelli non si decideranno in base alla forza dei pugni ma saranno molto più strategici e complessi di quanto possano dare a vedere.
L’autore peraltro usa questa scrupolosità e ricchezza di particolari non solo nelle sfide, ma anche per i ragionamenti dei suoi personaggi, per la descrizione delle città, per i clan e per la stessa caratterizzazione dei protagonisti, sviscerando ogni elemento in maniera completa per farlo sembrare maggiormente plausibile ed appassionante.

Sfortunatamente ciò che rende in un primo momento Hunter x Hunter un’opera unica ed estremamente apprezzabile va piano piano svanendo fino a giungere a ciò che è oggi: un’accozzaglia di disegni tremolanti e senza sfondo che portano i fan a dividersi fra chi desidera vederne la fine sperando in un miglioramento e chi invece reputa l’opera già virtualmente conclusa col numero 32.

Una storia altalenante

Togashi inizia a serializzarlo il 3 marzo del ’98 sulla rivista Shonen Jump e, nonostante un inizio “tranquillo” da parte del manga, l’accoglienza ricevuta è ottima, riscuotendo ben presto un enorme successo e portandolo ad esser considerato uno dei capisaldi della rivista insieme a One Piece, Bleach e Naruto (questi ultimi 2 ormai conclusi).
La pubblicazione è tuttora in corso; l’opera è indubbiamente lunga, ma la vera causa di tale prolungamento è il suo continuo andare in pausa. A partire dal 2006, Hunter x Hunter si è fermato innumerevoli volte, per piccoli periodi di alcuni settimane fino ad una pausa non ben giustificata di più d’un anno.

Dal fumetto sono state tratte due serie animate ed una serie OAV (original anime video). La prima di queste è iniziata nel ’99, prodotta da Nippon Animation e giunta poi in Italia nel 2007 (essendo stata presa da Mediaset potete immaginare il quantitativo di inutili tagli e censure di scene reputate “inappropriate”). Con un totale di 62 episodi, l’anime si conclude durante la saga di York Shin City con gran delusione dei fan che, dopo aver protestato, ottennero la produzione – sempre da parte dello stesso studio d’animazione – di una serie di OAV. Questa contava una trentina di episodi ed andava a concludere la saga lasciata in sospeso e a coprire quella di Greed Island, ma facendolo appunto in maniera “originale”.
Anni dopo (nel 2011) la Madhouse ripropone Hunter x Hunter con un nuovo adattamento animato, però invece di riprendere la trama lasciata in stand by dalla precedente serie, decide di creare un vero e proprio reboot, narrando di nuovo tutta la storia dai suoi inizi e proseguendo oltre le vicende mostrate nella prima, stavolta rimanendo fedeli all’opera cartacea.

hunter x hunter declino manga

Un piccolo ma enorme difetto

Questo manga avrebbe senza ombra di dubbio il diritto di rientrare fra i migliori mai realizzati se non fosse per un unico problema: l’autore. Il vero e proprio difetto che presenta Hunter x Hunter è lo stesso Togashi, il soprannome “re delle pause” non gli è stato dato casualmente, del resto. Indolente e ipocondriaco, mister Yoshihiro sembra quasi perder interesse per la sua stessa opera, il che è un vero peccato perché getta alle ortiche un lavoro che potenzialmente gli avrebbe garantito un posto nell’Olimpo dei mangaka.
Le pause che si è preso durante la pubblicazione del manga non si contano neanche più. Molte sono “ufficialmente” dovute a suoi problemi di salute, tuttavia sembra non siano state sempre quelle le motivazioni: per esempio, si dice che quella del 2012 fosse dovuta ad una momentanea mania per Dragon Quest X. Già durante la pubblicazione di Yu degli spettri Togashi sembrava perdere gradualmente l’entusiasmo per questo lavoro, eppure con l’inizio scoppiettante avuto con Hunter x Hunter si è pensato ad un ritrovato interesse, ma sfortunatamente è ben presto caduto negli stessi errori. Disegni tremolanti e mal realizzati, sfondi asettici o completamente assenti: questi sono solo alcuni degli aspetti discutibili che si riscontrano nell’opera da un certo punto in avanti, senza ovviamente citare le continue interruzioni.

Insomma Hunter x Hunter è sicuramente un’occasione mancata. Partito brillantemente, è stato però portato ad un enorme declino dal suo stesso creatore. Togashi si è sempre dimostrato un autore assai brillante e capace; ha per esempio inserito innumerevoli riferimenti ad altri manga famosi tipo Dragonball di Toriyama e Sailor Moon di sua  moglie Naoko Takeuchi, facendolo sempre in maniera velata ed intelligente. Tuttavia le sue continue soste e la sua ormai manifesta svogliatezza nel lavoro hanno reso ciò che era una piccola perla del mondo fumettistico giapponese un manga sì di ottima qualità, ma stracolmo di difetti facilmente evitabili.

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