Sono il Dottore. Sono un Signore del Tempo.

Una delle serie TV immancabili nella lista di un vero nerd è senza dubbio Doctor Who: il classico della fantascienza inglese. Ormai diventato un cult nell’immaginario collettivo ha dato nuovo significato ad all star rosse, a fez, giacche di pelle e sciarpe arcobaleno. Con i suoi cinquant’anni suonati, la serie è una delle più longeve che il mondo dello spettacolo abbia mai visto. Quest’alieno con il suo british accent ha rubato il cuore a milioni di telespettatori in tutto il mondo, e lui di cuori la sa lunga, avendone due. Chi non ha mai sognato di ritrovarsi il suo mitico Tardis blu in camera, entrarci dentro esclamando “Hei, è più grande all’interno!” e partire con lui per pianeti sconosciuti o epoche lontane?

Certo, fare il/la companion deve essere indubbiamente bello, non devi preoccuparti di nulla, lui penserà a tutto, anche a riportarti a casa sano e salvo (nella maggior parte dei casi, anche se potrebbero riscontrarsi effetti collaterali quali perdita di memoria a breve termine o essere abbandonato con un suo doppio in un altro universo, o ancora essere spedita con la tua dolce metà indietro nel tempo da delle statue molto inquietanti). Ma invece siamo sicuri che sia altrettanto bello dall’altra parte, in poche parole: come deve essere, essere il Dottore?
Io l’ho immaginato più o meno così, e fidatevi, non è cosa per tutti.

Non ricevere quasi mai un grazie



Ha salvato il nostro pianeta centinaia di volte, nei modi più assurdi e spesso rischiando la sua stessa vita, e molti di noi non sanno neanche della sua esistenza. Agisce come un giustiziere silenzioso, non ottiene nulla in cambio; non che lui abbia mai chiesto qualcosa, ma pensate a quanto noi genere umano siamo sempre stati ingrati nei suoi confronti. Iniziate a sentire un po’ di senso di colpa che sale?

Companion: meglio prendere un cucciolo?

Il capitolo della sua storia dedicato al suo rapporto con le varie companion è lungo e controverso, ma pensate solo a quanto avrebbe risparmiato in termini di ricerca se si fosse subito buttato su un companion peloso a quattro zampe. Scherzi a parte, il Dottore è un personaggio che ci viene presentato da subito come qualcuno di estremamente solitario, per quasi cinquant’anni ha pensato di essere l’unico della sua specie, dopo che lui stesso li aveva condannati a morte. Con un fardello così pesante sulle spalle, l’unica cosa che sembra alleggerire questo suo manifesto senso di vuoto è il conforto che trova nella compagnia di specifici esseri umani. Ma purtroppo questo conforto è sempre passeggero ed effimero, infatti tutti i companion che ha avuto sin ora lo hanno lasciato in un modo o nell’altro, considerando soprattutto che grazie alle sue reincarnazioni e alla longevità della sua specie, ha vissuto e vivrà moltissimo in confronto ai suoi companion umani.

Inoltre un altro aspetto da tenere in considerazione sotto il punto di vista della sua longevità è l’impossibilità di crearsi una famiglia. L’unica donna diversa che ha incontrato e che ha anche sposato muore nella prima puntata in cui la conosciamo. Possiamo quindi affermare che il Dottore per sua natura è una delle creature più sole e tristi dell’universo: sicuri di voler ancora essere come lui?

Salvatore di mondi a tempo pieno. Ma i soldi da dove li prende?


Il suo lavoro è a tutti gli effetti quello di guardiano e custode dell’universo, andando qua e là, salvando chi ha bisogno di essere salvato, risolvendo controversie, insomma, cercando di mantenere la pace e la sicurezza di tutti. Ma più volte ha tirato fuori dei soldi, o ha comprato degli oggetti o del semplice cibo, quindi la domanda che sorge spontanea è: da dove escono fuori ‘sti soldi?
Potrebbe semplicemente essere di buona famiglia, ma in più di settecento anni di viaggio dovrebbe ormai aver dilapidato tutto i suoi risparmi. Magari potrebbe aver trovato un lavoretto part-time di cui noi non sappiamo nulla? Potreste vivere voi senza un soldo?

Si perde la cognizione del tempo!

Che poi questa frase dovrebbe essere quasi un controsenso pensando che la specie del Dottore è appunto chiamata “Signori del Tempo”; quindi chi meglio di lui può sapere come e quanto passa il tempo?
Tuttavia non è poi così scontato. Il tempo, se uno vive all’interno del Tardis, diventa un elemento molto relativo, basti pensare alla scena del primo incontro con la piccola Amy Pond, appena lui cambia faccia, le dice di aspettarla cinque minuti, ma sappiamo che tornerà a prenderla solamente vent’anni dopo. In più viaggiando in continuazione si perde coscienza del tempo passato, presente e futuro. Anche la questione del conteggio degli anni del Dottore è molto controversa, si stima che lui ne abbia all’incirca 1.100, ma anche lì è un numero relativo: come si fa a essere certi del tempo trascorso se si passa da un’ora a un’altra, da un’epoca a un’altra, da un pianeta a un altro?

Il pericolo è il suo mestiere!

Come diceva il maghetto più famoso della letteratura inglese, e quindi suo connazionale “Io non vado in cerca di guai, sono loro che trovano me”. Mai frase fu più azzeccata; ovunque vada il Dottore incontra pericoli e damigelle che vanno salvate. Impossibile per lui riuscire a fare una vacanza rilassante! 

Il suo costante finire nei guai e in situazioni difficili di solito è amplificato dal fatto che non ha solo la sua pelle da salvare (e molto spesso quella degli abitanti del pianeta dove si trova), ma a complicare le cose ci sono anche i companion. Di solito sono indubbiamente d’aiuto, però è sempre una grande responsabilità quella di proteggerli, e molto spesso è stato anche pronto a sacrificare la sua vita per salvarli.
Un altro elemento che rende molto difficile questo compito è la sua posizione irremovibile circa il non utilizzo di armi. L’unico strumento con il quale si aiuta per risolvere le situazioni nelle quali capita è il suo fedelissimo Cacciavite Sonico, di cui ripete molte volte che assolutamente non è catalogabile come arma. Lo usa per aprire le porte (non se queste hanno una serratura in legno, unico elemento sul quale non ha potere), per analizzare oggetti sospetti o ignoti, ma principalmente ancora non ci sono ben chiari tutti i vari utilizzi; sembra quasi un coltellino svizzero, e non ci è ben chiaro neanche come lui riesca a leggere i risultati. Insomma: non tutti sarebbero capaci di salvare l’universo senza avere dalla propria Spade Laser, fucili, pistole e bazooka. Voi ci riuscireste?

In definitiva, per essere uno dei viaggiatori più curiosi dell’universo non deve avere vita facile, come abbiamo potuto osservare tante volte durante le sue avventure. E poi diciamocelo, tutti noi che abbiamo seguito il Dottore, anche solo per una puntata, siamo stati suoi companion e sappiamo cosa affronta giornalmente, e come riesce a trovare modi sempre nuovi e ingegnosi per sopravvivere e per riuscire praticamente sempre a salvare tutti. Quindi senza dubbio essere un Signore del Tempo, soprattutto se l’ultimo, non è di certo una passeggiata! Vi vorrei proprio vedere, voi che state in panciolle su divani e poltrone, prendere un fez, un paio di all star rosse, una giacca di pelle o una sciarpa arcobaleno a girovagare per la galassia salvando pianeti sconosciuti ogni due per tre.
Ci riuscireste?

A cura di Lucilla Tomassi

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