Si chiude (finalmente) un altro lungo e faticoso anno, e come al solito la primavera e l’autunno giapponese ci hanno portato una vagonata di nuove serie animate da gustare. Naturalmente, alcune più di altre.

Se volete rimettervi in pari o semplicemente scoprire qualche perla che vi siete lasciati scappare, arriva puntuale la mia lista dei migliori Anime Jappi del 2014. Ah, sono messe in ordine sparso, non in base alla loro popolarità, che tanto sono tutte belle (perché le ho scelte io ovviamente).

Sword Art Online 2

Episodi: 24

sword_art_onlineUn anno dopo essere scappati dal MMORPG Sword Art Online, gioco che aveva intrappolato ben 10.000 persone per 2 lunghi anni, e dove la morte in gioco significava morte nella vita reale, Kirito viene contattato dal governo e mandato in missione in un nuovo MMO chiamato Gun Gale Online, dopo che si è sparsa la voce che nel gioco ci sia un terribile giocatore in grado di uccidere i giocatori reali tramite il gioco stesso. Questa nuova missione mette Kirito faccia a faccia nuovamente con i suoi demoni interiori, riportando alla luce situazioni che pensava fossero sepolte per sempre. Al suo fianco troviamo Sinon, un’abile giocatrice del suddetto gioco, anch’essa con un passato mica da ridere alle spalle.

La seconda parte dell’anime invece si focalizza sulla fidanzata di Kirito, Asuna, che fa la conoscenza di un nuovo gruppo di giocatori, stringendo finalmente nuove amicizie. Ma la vita non è tutta rose e fiori e tra genitori rompiballe e nuove conoscenze avrà anche lei i suoi bei problemi.

Tutti quelli che hanno visto la prima stagione di SAO, sono d’accordo nel dire che la prima metà è stata fantastica mentre la seconda metà…meh. SAO 2 riprende da questo punto basso e gradualmente torna a raggiungere buoni standard, lasciandomi sempre la curiosità di sapere cosa sarebbe successo nell’episodio successivo. Anche le varie personalità dei personaggi secondari sono finalmente più profonde rispetto la prima serie e le animazioni in generale sono decisamente più curate. Se non vi va di guardarvi tutta la prima stagione, leggete un recap e sarete pronti per questa serie.

Noragami

Episodi: 12

30687-noragami-noragamiNon è facile essere un dio. Specie se sei un tipo come Yato, una divinità minore che non ha nemmeno un fedele che lo prega e si riduce a fare lavoretti scrausi per qualche decina di yen. Yato sogna però di diventare la più grande divinità di tutto il Giappone e di convertire tutta l’umanità al suo credo.

Le cose peggiorano quando incontra Hiyori, una ragazza che scambiando Yato per un comune mortale, lo salva da un incidente stradale, venendo investita a sua volta. Al suo risveglio Hiyori scopre che potrà a piacimento vagare solo con la sua anima lasciando il suo corpo dove capita, cosa alquanto scomoda quando vuoi essere una normale studentessa ma ti dimentichi il tuo corpo per strada. I due iniziano così una stramba avventura tra spiriti maligni e situazioni al limite del paranormale.

Sarò sincero, Noragami era un anime che non avevo intenzione di vedere all’inizio, ma sotto consiglio di un amico, vuoi anche per la sua brevità, alla fine mi ha fatto abbastanza ridere. Ho trovato i primi episodi molto godibili e mi sono appassionato alle avventure dei due protagonisti, ma ho apprezzato anche il lato drammatico mostrato con molta attenzione nei vari episodi (la morte, il bullismo, il relazionarsi al prossimo con difficoltà, solo per citarne alcuni).

Haikyuu

Episodi: 25

HaikyuuAdattamento di uno Spokon purissimo e molto godibile: Shouyo Hinata adora la pallavolo ma è veramente basso di statura, inoltre è l’unico membro del club di volley della sua scuola media (lo ha fondato lui stesso) e non ha nessuno con cui giocare. Le cose però cambiano quando all’ultimo anno riesce a radunare qualche giocatore e a partecipare ad un torneo, fallendo miseramente e perdendo al primo incontro. Questa sconfitta però lo rende ancora più combattivo e desideroso di fare ancora meglio, concentrando tutto il suo ardore sportivo nei confronti del suo nuovo rivale, Tobio Kageyama, il capitano del team che lo ha sconfitto. Hinata così si iscrive alla scuola superiore Karasuno, entra nel club di pallavolo pronto per dare a Kageyama una bella lezione, fino a quando non scopre che anche Kageyama si è iscritto alla Karasuno e che quindi i due saranno, loro malgrado, compagni di squadra. Tra alti e “bassi”, i due iniziano quindi la loro corsa alla gloria, cercando di riportare la loro scuola ai vecchi fasti sportivi di un tempo.

Conoscevo questa serie perché avevo spulciato un po’ il manga nel 2011, così quando ho saputo che ne avrebbero fatto un anime, ne ho visto qualche puntata. Be’, quello che ho visto mi è piaciuto, gli anime sportivi non sono di certo il mio genere preferito (ho ancora negli occhi le scene assurde di Kuroko no Basket), ma questo è davvero di ottima fattura: i personaggi sono divertenti e ci sono gag carine, le animazioni sono veloci, scattanti e fluide, cosa assolutamente necessaria in un anime che fa delle azioni sportive il suo fulcro. Se vi piace la pallavolo lo adorerete, se non vi piace questo sport, dategli comunque un’occhiata perché potrebbe fare al caso vostro.

Jojo’s Bizarre Adventure: Stardust Crusaders

Episodi: 25

jojos-bizarre-adventure-stardust-crusaders-16357-picture-for-wallpaperJotaro Kujo sta in Giappone a farsi i fatti suoi come un vero figo tutto d’un pezzo, quando iniziano a capitargli strane situazioni ai limiti del paranormale. Viene a sapere dal nonno Joseph Joestar che la sua famiglia, i Joestar, fa parte di una dinastia con una lunga storia alle sue spalle, fatta di acerrimi combattimenti contro il temibile Dio Brando, essere sovrannaturale che non si placherà fino a che ogni singolo esponente della famiglia Joestar sarà ridotto a brandelli. Come il nonno anche Jotaro riesce a materializzare lo “Stand” ossia una entità spiritica (con nomi e forme derivanti dai tarocchi) in grado di combattere tramite varie abilità. Ma gestire uno Stand non è cosa semplice: la madre di Jotaro non riesce a materializzarlo, anzi, sviluppa una malattia legata ad esso e l’unico modo per farla guarire sembra eliminare una volta per tutte il perfido Dio Brando. Jotaro, suo nonno e un gruppo di altri personaggi, ciascuno con il suo Stand, partono alla volta dell’Egitto, ultimo luogo dove è stato avvistato Dio Brando, per una battaglia veramente epica.

Per quest’anime sono totalmente di parte, adorando Jojo sin dalla sua prima apparizione manga grazie a Star Comics nel lontano 1993 qui in Italia. Questa terza serie è a detta di molti, l’arco temporale più bello e coinvolgente di tutta la saga: personaggi carismatici, ambientazioni esotiche a non finire, combattimenti spettacolari tra Stand e un continuo richiamo agli anni ’80 tra citazioni, musiche e personaggi, hanno reso questa serie davvero una delle più attese del 2014. Non vi preoccupate poi, se non avete visto la prima e la seconda serie (fatelo però), potrete godervi tranquillamente questa.

Fate/ Stay Night: Unlimited Blade Works

Episodi: 12

ubw01_by_whydavid-d80myewBasato su una famosa Visual Novel, Fate racconta la vita di Shirou Emiya, ragazzo orfano salvatosi da un terribile attacco terroristico avvenuto quando era piccolo e Rin Tohsaka, erede di una prestigiosa famiglia di Maghi. I due partecipano alla Grail War, un’epica battaglia che vede contrapporsi 7 maghi in Royal Rumble (un tutti contro tutti), con la possibilità di evocare potenti famigli che si rifanno alle figure mitologiche del passato (Ercole, Gilgamesh, Re Artù e così via). Il vincitore si aggiudicherà il Santo Graal, in grado di esaudire qualsiasi desiderio. I due si supporteranno a vicenda ma cosa accadrà quando dovranno combattersi fra loro?

La serie è un remake dell’originale Fate/Stay Night che uscì nel lontano 2006, anime che vidi e che apprezzai moltissimo. La tecnologia nell’animazione ha fatto passi da gigante da allora e in questo nuovo remake si vede; le animazioni, i colori e la fluidità dell’immagine rendono i vari combattimenti veramente spettacolari. L’unica cosa che non mi ha convinto molto è l’età dei protagonisti, che per forza di cose rende la vicenda meno oscura e contorta di quanto non fosse in origine, privilegiando maggiormente gag e slice of life tra una battaglia e l’altra. Vedremo come continuerà il prossimo anno.

Silver Spoon 2

Episodi: 11

17_ActiveWindowYugo Hachiken è uno studente ormai esasperato dalla caotica vita di città; decide così di trasferirsi in campagna e di studiare nella più tranquilla Yezo Agricultural High School. Si ritroverà quindi catapultato in un mondo diverso, più lento e naturale, dove imparerà a conoscere meglio se stesso e il mondo che lo circonda tramite l’agricoltura.

All’inizio non ci avrei scommesso molto sopra ma Silver Spoon mi ha davvero colpito. Oltre ad essere divertente ha un nutrito cast di personaggi molto godibili, ognuno caratterizzato da una diversa personalità e da un modo di fare originale che in qualche modo contribuirà nella crescita del protagonista. L’anime ha un retrogusto genuino, che si concentra sull’amore per la terra e sulle persone che la lavorano, con protagonista un ragazzo a poco a poco si farà uomo. È proprio vero che a volte le serie più semplici risultano essere le più divertenti; se cercate quindi una serie in grado di rilassarvi e di farvi trascorrere qualche mezz’ora in tranquillità, Silver Spoon farà al caso vostro. Già che ci siete recuperatevi anche la prima serie.

Parasyte

Episodi: 12

793954-zwischenablage021Shinichi Izumi è il solito studente 17enne timido ed introverso, chiuso nelle sue turbe adolescenziali. Almeno finché un parassita alieno che cercava di insediarsi nel suo cervello finisce per prendere possesso del suo braccio destro. La vita del giovane viene così totalmente sconvolta dalla convivenza forzata assieme a questo parassita, mentre sembra che altri alieni simili a questo stiano uccidendo moltissime persone innocenti. Per forza di cose i due quindi saranno costretti a conoscersi meglio e a collaborare per sopravvivere.

Come Jojo, anche Parasyte è tratto da un manga degli anni ’80, anche se è stato pesantemente rinnovato per adattarsi (anche tecnicamente) ai giorni nostri. La cosa che mi ha colpito di più è il dipanarsi della vicenda nella maniera più classica possibile, ma godibile; per certi versi mi ha ricordato la vecchie trame dei comics americani. Ve la consiglio però solo se avete uno stomaco forte dato che non ci va leggero con il gore e la violenza, raggiungendo inoltre picchi di tristezza e malinconia inusuali per questa genere di anime. Addirittura durante l’arco narrativo, si mette in discussione il ruolo stesso dell’essere umano e il perché si sia collocato autonomamente in cima alla piramide dell’evoluzione, quando in realtà cela dentro di sé i peggiori istinti animali. Un’ottima variazione dai generi più rodati di anime.

Tokyo Ghoul

Episodi: 12

Tokyo_Ghoul_PV2Ken Kaneki è un giovane giapponese con due grandi passioni: gli hamburger e una ragazza misteriosa che nota spesso al Caffè dove va di solito. La buona notizia è che in un modo fortuito, riesce ad ottenere un appuntamento romantico con la tipa. La brutta notizia è che però quest’ultima altri non è che un terribile Ghoul, un essere violento che si nutre soltanto di carne umana. Quando Rise (la ragazza in questione) lo invita a casa per un dessert, il povero Ken non sa che sarà lui stesso il dessert (Rise adora cibarsi a quanto pare di giovani maschi ancora vergini). Qualcosa però va storto, durante il banchetto cannibale accade un incidente. Sopravvive soltanto Ken e non ci vorrà molto per scoprire che, per colpa di una serie di strani eventi, al suo interno si ritrova trapiantati alcuni organi del Ghoul trasformandolo, neanche a dirlo, in un mezzo Ghoul.

Oltre a dire addio per sempre agli hamburger, il giovane deve tenere nascosta la sua nuova attitudine per la carne umana al suo migliore amico e al mondo intero, cercando allo stesso tempo di scoprire quanto più possibile sullo strano mondo dei ghoul, sul modo in cui sono organizzati e sui metodi con cui danno la caccia agli esseri umani.

Dunque. Per amor di cronaca la serie animata ha modificato pesantemente quello che era il manga originale. Molti se ne sono lamentati, ad altri invece quello che è uscito fuori non è dispiaciuto, anzi. Tokyo Ghoul è quindi un’ottima serie; ambiguità morale, sangue, violenza e adrenalina, tutto dosato in un sapiente mix dallo Studio Pierrot.

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