Dopo l’anteprima ufficiale di Cars 3 (nelle sale dal 14 Settembre), siamo stati nuovamente ospiti di Disney Italia per assistere alla proiezione del documentario Motori ruggenti, nuovo lavoro del regista italiano Marco Spagnoli. La pellicola promozionale del nuovo capitolo della saga di macchine più famose al mondo, sarà presente nei circuiti UCI e The Space Cinema il 25 e il 26 Luglio, trattando sotto molteplici punti di vista la storia e la passione italiana per l’automobilismo.

Il documentario, infatti, analizza lo stretto legame tra l’automobile (sin dal dibattito riguardo al suo “genere” grammaticale, femminile per D’annunzio e maschile per Marinetti) ed il nostro paese, partendo dai primi passi delle grandi aziende agli inizi del ‘900, passando per il contributo sociale della macchina nella nostra società, sino ai progetti del futuro, dove l’intelligenza artificiale potrebbe permettere la totale autonomia, decisionale e di guida, del veicolo tramite “guida autonoma”. Non mancano, anche, i riferimenti e gli studi che hanno portato alla nascita di Saetta McQueen e dei suoi amici, dello sviluppo del nuovo capitolo della saga Disney Pixar e del relativo merchandising.

Oltre ai reperti documentaristici, ai filmati risalenti all’Istituto Luce ed il materiale presente negli archivi di Quattroruote, l’analisi di Spagnoli tocca anche numerose testimonianze illustri, tra le quali figurano i piloti Giancarlo Fisichella e Prisca Taruffi, lo storico Federico Paolini, il telecronista di Formula 1 Gianfranco Mazzoni, il direttore artistico e il regista di Cars 3, John Lasseter e Brian Fee, il tutto raccontato dalla voce ufficiale di Saetta, Massimiliano Manfredi. Inoltre, non mancano dichiarazioni e commenti di attori e registi di cinema e TV, alle prese per esperienze lavorative o passione personale con il mondo dei motori: Matilda De Angelis e Matteo Rovere, attrice e regista di Veloce come il Vento, Edoardo Leo, Alessandro Roja e tanti altri ancora.

Motori ruggenti non solo analizza lo sviluppo tecnico delle aziende, ma descrive anche il fenomeno pop creato dall’auto, finendo per entrare a far parte della quotidianità di tutte le famiglie italiane. Nel documentario viene testimoniato, infatti, come la macchina sia stata sempre vista come un mezzo d’evasione, capace di far sentire realmente libere le persone, autonome ed indipendenti, sciolte dai vincoli della società moderna. Ed è stato un fenomeno, ripetutamente chiamato “passione”, assolutamente trasversale, che ha investito sociologicamente e professionalmente tanti uomini ma anche tantissime donne, dalla sua origine fino all’attualità, con gare che non dividono i piloti a seconda del sesso.

Questo legame, questa passione, probabilmente più radicato nella cultura italiana che in quella di tanti altri paesi comunque fortemente “automobilistici” (come la Gran Bretagna), si è dimostrata tanto viscerale che ha quasi obbligato Brian Fee e John Lasseter a inserire una moltitudine di omaggi e richiami all’Italia nei film della saga di Cars. Esempi lampanti possono essere gli amici di Saetta, Luigi e Guido (proprietari del negozio di pneumatici), la città di Porto Corsa, o l’avversario del secondo capitolo della saga, una Ferrari F150 di nome Francesco Bernoulli.

Il sentimento italiano per le quattro ruote, che è obiettivo del documentario trasmettere attraverso racconti e filmati a un pubblico più ampio di quello, già considerevole, appassionato dei film di Cars, ci viene raccontato anche dai campioni dei motori durante la conferenza stampa: “Ho ereditato la passione per le auto da mio padre. Già a cinque anni sedevo al suo fianco per vedere le gare in televisione”, afferma Fisichella, seguito dalla campionessa femminile di rally, Prisca Taruffi: “Anche la mia passione nasce da mio padre, ingegnere e pilota, che stabilì diversi record del mondo, uno dei quali realizzato negli anni ’50, percorrendo, grazie ad una sua creazione, la fettuccia di Terracina a 313 Km/h”.

Amore e tradizione, tramandate, custodite e preservate gelosamente negli anni dalla nostra penisola, come afferma lo storico Paolini, che descrive anche il fenomeno attuale del car sharing: “Questa innovazione non decolla ancora del tutto nel nostro paese perché tendiamo, in particolare le vecchie generazioni, a rappresentarci attraverso la nostra auto, il mezzo lo vogliamo possedere, senza condividerlo con altri, vogliamo sentirlo nostro”. D’altronde, come dichiarato nel corso del documentario da John Lasseter stesso: “Si dice che la tua casa è ciò che sei, e la tua auto è quello che vuoi essere”.

Finita la proiezione e la successiva conferenza stampa, torniamo a casa consapevoli del fatto che Motori Ruggenti è un documentario capace di far apprezzare a tutti gli spettatori, grandi e piccini, appassionati e inesperti, nerd e non, la cultura automobilista coltivata e fiorente del nostro paese, grazie ad un ritmo incalzante, brevi filmati, domande studiate, e testimonianze fresche ed interessanti, mettendo in risalto un marchio di fabbrica che ci contraddistingue in tutto il mondo, arrivando ad influenzare persino Walt Disney.

A cura di Leonardo Diofebo

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