Stay Nerd ha avuto la grande opportunità di incontrare Ryan Gosling e Russel Crowe, giunti  a Roma insieme al regista Shane Black ed al produttore Joel Silver, per presentare The Nice Guys, pellicola prossima all’uscita nelle sale italiane.
Nell’accogliente location del Cinema Moderno, storico multisala romano ormai acquisito dalla multinazionale The Space, si respira a pieno un’aria che ricorda vagamente quella del film in cui le due star di Hollywood sono protagonisti, ovvero semiseria.
L’alta professionalità di Gosling e Crowe è mitigata (oltre che dal look incredibilmente casual) dal loro forte spirito ironico, e così pur rispondendo con cura ad ogni domanda, non perdono occasione per tentare di strappare la risata.
Dopo i convenevoli, cominciamo con le domande e ci addentriamo immediatamente nello specifico, analizzando alcune dinamiche legate proprio a The Nice Guys.

Vi siete ispirati a qualche coppia in particolare?

Ryan Gosling: Non abbiamo preso spunto da nulla. E’ stata tutta opera di Shane Black, e questi personaggi erano fantastici già nel copione. Di per sé sono unici, hanno delle caratteristiche proprie, e pertanto è stata già una sfida interpretarli e renderli così come erano descritti.

Russel Crowe: Confermo quanto detto da Ryan, ed aggiungo che ovviamente noi siamo cinefili, quindi conosciamo le coppie storiche e le differenze fisiche tra di loro, aspetti su cui si basa la loro peculiarità. Noi tuttavia abbiamo soltanto dato vita ai personaggi del nostro copione.

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Come è stata l’intesa tra voi?

Russel Crowe: Mi è piaciuto molto lavorare con Ryan, perché vedevo la sua grande serietà.
Durante le riprese è stato bello vedere quanto impegno ci stesse mettendo, e abbiamo avuto molti scambi di opinioni e parecchio dialogo.

Ryan Gosling: Ottima. Ma è stato l’ambiente in generale ad essere magnifico.
Vi invito a cercare su internet una scena, ovvero quella in cui Joel Silver urla contro me e Russel perché non usiamo abbastanza twitter. Non eravamo troppo social, diciamo.
Oltretutto in tal senso ci sarebbe veramente un altro film da raccontare, cioè quello del dietro le quinte, tutto quello che accadeva era divertentissimo.

Vi siete già cimentati con la regia. Avete intenzione di riprovarci?

Russel Crowe: Devo dire che non mi sono mai sentito così a mio agio sul set come quando ero io quello dietro la macchina da presa. Questa è per me la condizione ideale, ma dipende anche da ciò che mi viene offerto. Mi hanno proposto progetti noiosi e che non mi entusiasmavano. Io invece voglio una grande tela su cui dipingere qualcosa di perfetto. Voglio diventare Tiziano.

Ryan Gosling: Sto preparando due film e mi auguro che almeno uno esca il prossimo anno. Per il momento non vorrei dire di più.

Che differenza d’approccio c’è nell’interpretare un ruolo comico rispetto ad uno drammatico?

Ryan Gosling: Quello che un addetto ai lavori spera di fare è sempre cercare di inserire aspetti comici e divertenti. Quando questo succede in un film drammatico spesso non viene montato, ed è un peccato. Io penso che sarebbe bello che ciò accadesse sempre, perché è disarmante ed anzi ti sciocca ancora di più nel susseguirsi di scene drammatiche.
La comicità sai subito se funziona o no, mentre con la drammaticità lo devi rivedere.
L’approccio muta in questo.

Russel Crowe: Mi rendo conto che può sembrare difficile da immaginare, ma posso assicurare che gli stessi sforzi che si mettono in un film drammatico, si mettono anche in quello comico.
Inoltre avevamo libertà di azione, e questo è un bene perché significa che il regista si fida dei suoi attori. E’ un aspetto che facilita davvero le cose.
E comunque, se vogliamo dirla tutta, anche io nei film ho inserito aspetti comici. Ne Il gladiatore potevo tagliare le teste anche con una spada, ma mi piaceva farlo con due. Anche questa è una nota comica, no?

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Avete iniziato da giovani, e avete interpretato sempre ruoli originali. Ora siete alle prese con un remake ed un sequel. E’ più difficile ottenere ruoli originali nell’Hollywood attuale?

Ryan Gosling: Io non ho problemi con i sequel, dipende da come vengono pensati e sviluppati. Ma è bello vedere un mondo evolversi. Se ci riflettiamo per bene ci accorgiamo che un sequel è un po’ come una serie tv; è un qualcosa che ci consente di andare più in profondità nella storia dei personaggi a cui ci affezioniamo.

Russel Crowe: E’ una questione di ambiente. Se pensiamo al teatro, ecco che ogni anno qualcuno sale sul palco ed interpreta l’Amleto, e nessuno gli dice nulla. Nel cinema è diverso.
Io ne La Mummia avrò un piccolo ruolo, ma non lo possiamo considerare un remake. I personaggi di quel mondo sono stati rivisti e analizzati diversamente. Credo che questo ci permetta di capire semplicemente dove sta arrivando il personaggio.

Crowe, guardandosi indietro. Come si rivede?

Russel Crowe: Molto bene. La bellezza del mio lavoro è poter interpretare ruoli che cambiano continuamente. Qualche anno fa mi sono accorto di una cosa: all’inizio i registi erano più vecchi di me, mentre ora spesso sono più giovani. Ebbene, questo a me cambia poco. Quello che conta per me è la parte. Dopo aver letto il copione, se la storia mi piace allora accetto, altrimenti no.

Invece lei, Gosling, anche in questo film, come spesso accade, viene definito sexy. Si sente un sex symbol?

Ryan Gosling: Sì. Diciamo che questa definizione mi piace molto, mi fa sentire a mio agio (sorride, n.d.R)

E invece cosa ci può dire di Blade Runner?

Ryan Gosling: Posso dirvi che cominceremo molto presto. Nulla di più, perché c’è un cecchino che mi tiene sotto tiro, ed è pronto a spararmi.

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Nato e cresciuto a Roma, sono il Deputy Editor e Vice Direttore di Stay Nerd, di cui faccio parte quasi dalla sua fondazione. Sono giornalista pubblicista dal 2009 e mi sono laureato in Lettere moderne nel 2011, resistendo alla tentazione di fare come Brad Pitt e abbandonare tutto a pochi esami dalla fine, per andare a fare l'uomo-sandwich a Los Angeles. È anche il motivo per cui non ho avuto la sua stessa carriera. Ho iniziato a fare della passione per la scrittura una professione già dai tempi dell'Università, passando da riviste online, a lavorare per redazioni ministeriali, fino a qui: Stay Nerd. Da poco tempo mi occupo anche della comunicazione di un Dipartimento ASL. Oltre al cinema e a Scarlett Johansson, amo il calcio, l'Inghilterra, la musica britpop, Christopher Nolan, la malinconia dei film coreani (ma pure la malinconia e basta), i Castelli Romani, Francesco Totti, la pizza e soprattutto la carbonara. I miei film preferiti sono: C'era una volta in America, La dolce vita, Inception, Dunkirk, The Prestige, Time di Kim Ki-Duk, Fight Club, Papillon (quello vero), Arancia Meccanica, Coffee and cigarettes, e adesso smetto sennò non mi fermo più. Nel tempo libero sono il sosia ufficiale di Ryan Gosling, grazie ad una somiglianza che continuano inspiegabilmente a vedere tutti tranne mia madre e le mie ex ragazze. Per fortuna la mia attuale sì, ma credo soltanto perché voglia assecondare la mia pazzia.