Strange è la nuova piccola antologia della collana manga di Bao

La collana manga Aiken di Bao si arricchisce di un nuovo titolo dall’aspetto semplice, poco appariscente, eppure Strange di Yuruco Tsuyuki nasconde qualcosa di più tra le pagine dei sei racconti che contiene il volumetto, con un unico obiettivo: mostrarci diverse forme di amore nella maniera più naturale e candida possibile. E ci riesce bene, senza mai eccedere in sentimentalismi inutili o esagerati ma dimostrando che siamo tutti fondamentalmente umani e che basta un gesto, un pensiero sincero e disinteressato per cambiare la propria vita e quella altrui.

strange manga bao

Sei coppie di uomini, sei tipi di relazioni

Coppie di uomini, sì, ma non amanti. Nel caso di un manga come Strange non bisogna giudicare dalla copertina: non è un Boys’ Love e non vuole esserlo. Sopratutto la prima storia potrebbe trarre in inganno qualcuno ma è forse una delle più toccanti e, per questo e sicuramente altri motivi, dà anche il titolo alla raccolta.

Nel primo racconto, il protagonista Odeko è un liceale alle prese con il proprio futuro: come molti studenti della sua età, in Giappone, frequenta il doposcuola come preparazione per gli esami d’ammissione a una buona università o per prendere qualche abilitazione a un particolare lavoro. Una sera incontra al parco una donna piangente: nell’avvicinarsi per restituirle la scarpa che aveva perso, però, si rende conto che in realtà si tratta di un uomo travestito di nome Kumada.

I due si rincontreranno e subito entreranno in sintonia, nonostante la differenza di età e di stile di vita. Il giovane Odeko, infatti, non si porrà praticamente nessuna domanda, accettando quasi all’istante Kumada, un uomo alto, gay e che lavora in locale di travestiti. Anzi, il loro rapporto sarà una ventata di freschezza per il giovane, che si sentirà stimolato dall’energia dell’amico a prendere finalmente una decisione sul proprio futuro, prima incerto a causa del suo scarso interesse per qualsiasi cosa e dell’assenza di una figura che gli fosse realmente d’ispirazione.

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In questa prima storia si sviluppa un’amicizia particolare, nella quale entrambi i protagonisti si influenzano l’un l’altro in maniera equilibrata, senza sovrastarsi ma dandosi reciprocamente la possibilità di essere sé stessi. Questa è, fondamentalmente, la chiave di lettura anche dei racconti successivi dove assisteremo ad altri tipi di legame, come quello familiare: l’ultima storia, intitolata Move, vede uno zio e un nipote trascorrere insieme un mese, durante il quale impareranno a comunicare tra loro nonostante l’iniziale imbarazzo, grazie al cibo e alla danza, due attività che certamente uniscono le persone e permettono di creare bei ricordi. Zio e nipote sapranno accettarsi a vicenda, creando un legame fondato sull’empatia e sulla condivisione.

Strange: un manga che va al di là del maschilismo tossico

Non crediate che le storie in Strange siano dei cliché che si concludono facilmente con la morale “l’amicizia e l’amore vincono su tutto”. Tutti i protagonisti fanno un lavoro di autocritica grazie al quale sono poi capaci di andare oltre le apparenze, i pregiudizi e le proprie convinzioni autoimposte. Anche un tipo dai modi di fare bruschi e minacciosi può nascondere un carattere socievole e hobby tranquilli come la lettura, come ci mostra il manga Friend, la quarta storia del volumetto; un padre può sentirsi triste quando la figlia sta per sposarsi ma forse sarà proprio questo il momento per uscire dalla confort zone e provare qualcosa di nuovo per superare la paura del cambiamento, come invece viene raccontato in Bright.

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Ognuno di questi uomini ci viene mostrato proprio in un momento della vita in cui non può far altro che mettersi a nudo, con umanità e sensibilità, che non sono e non devono essere considerate tanto diverse da quelle di una donna. In Strange, insomma, si va oltre quel maschilismo tossico che purtroppo affligge il Giappone così come l’Italia, caricando di aspettative e standard ormai superati e riduttivi uomini dotati, in realtà, di grande complessità. Il manga Bao di Yuruco Tsuyuki è scevro di queste etichette e affronta i loro problemi in semplici mosse: le storie di Strange sono brevi ma colgono più momenti nei quali i protagonisti realizzano cosa stanno sbagliando, con dialoghi essenziali, nessun discorsone filosofico o moralista; fino ad avere l’epifania finale in cui tutto, finalmente, diviene come deve essere: delicatamente naturale e intimamente umano, grazie anche ad alcune pagine conclusive che coronano un volumetto da conservare con cura insieme al resto della collana Aiken di Bao.

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