Alla scoperta del fenomeno di successo Sorare, tra talent scouting, fantacalcio e il sistema di NFT

i ricordo quando nel 2015, guardando in TV un match di Ligue 1 tra Monaco e Montpellier, vidi entrare in campo un giovanissimo e sconosciuto Kylian Mbappé. Dopo pochi minuti dal suo ingresso, guardando le movenze, la sua capacità di dominare il campo, la velocità e la tecnica sopraffina, mi era già sfacciatamente chiaro che sarebbe diventato un campione. Ebbi l’esigenza di comunicarlo per messaggi ad un amico, che fu testimone della profezia: “Segnati questo nome: Kylian Mbappé. Diventerà un fenomeno”.
Con fuoriclasse del genere può essere facile per tutti coloro che seguono il calcio e ne capiscono anche solo un po’, potreste chiaramente obiettare, e non avreste tutti i torti (sebbene non sia proprio così semplice). Ma potrei fare altre decine e decine di nomi che col tempo, grazie alla mia passione per il calcio estero e divisioni minori, ho “scoperto” guardando le partite dei vari campionati, e con i quali ho ottenuto ogni tanto vittorie e piazzamenti importanti pure al fantacalcio.

Tuttavia questo non vuole essere uno sproloquio autocelebrativo, poiché come me tanti altri – magari anche voi – con la medesima passione e competenza hanno individuato nel tempo giocatori che sarebbero diventati forti negli anni a venire, ma diventare un talent scout è un qualcosa destinato a restare un sogno inespresso per molti.

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Come mettere a frutto allora queste capacità, al di là di qualche vittoria sporadica al fantacalcio?
Potreste divertirvi giocando un po’ a Football Manager, o alla versione Championship Manager con il database aggiornato al 2022 se siete dei nostalgici come me, o in alternativa vi viene incontro Sorare.
Se l’avete già sentito nominare è perché sta letteralmente conquistando il mondo.

Cos’è quindi Sorare, e come funziona?
Sostanzialmente si tratta di un gioco di simulazione di calciomercato internazionale – creato nel 2018 sull’intuizione di Adrien Montfort e Nicolas Julia -, basato su blochain e con l’utilizzo di NFT. Se non sapete cosa siano gli NFT, a breve vi darò una rapida delucidazione in merito, ma cerchiamo di andare con ordine spiegando prima di cosa si tratta e quali sono le regole del gioco.

Una volta registrato su Sorare, in modo completamente gratuito, l’utente creerà il profilo del proprio club, scegliendo nome, colori e stemma, per poi selezionare da 1 a 5 squadre di proprio interesse. Attenzione qui: perché in base a questa scelta vi verrà fornito un primo pacchetto di 10 card, sebbene non si tratti di NFT ma di carte comuni e quindi non monetizzabili. Perché 10 e non 11? Perché su Sorare si schierano formazioni con soli 5 elementi, ovvero un portiere, un difensore, un centrocampista, un attaccante e un extra (giocatore di un ruolo qualsiasi). Ma dilungarsi sulle regole non è ciò che ci interessa, poiché chi è davvero interessato a Sorare lo scoprirà da sé e meglio; quello che invece va detto è il tanto chiacchierato funzionamento degli NFT.

Dai gattini ai calciatori

Per entrare nel merito di ciò, dobbiamo dunque spiegare cosa sono gli NFT.
Acronimo di Non Fungible Token (gettone non riproducibile), un NFT è una sorta di certificazione di proprietà, in contrasto con le criptovalute, come ad esempio i Bitcoin e altri gettoni di rete o di utilità, che sono invece “fungibili”, ovvero possono essere duplicati infinite volte in copie esattamente identiche ed interscambiabili. Si tratta di una vera e propria rivoluzione nel campo del copyright, e fin dal loro esordio, nel 2014, si è notato come questo strumento fosse di grande utilità soprattutto in settori che avevano implicazioni col diritto d’autore in generale: arte, musica, software, ma persino meme, tweet e gif. Avrete infatti probabilmente saputo che Jack Dorsey, fondatore e CEO di Twitter, ha venduto all’asta il suo primo tweet come NFT, esattamente per 2,9 milioni di dollari.

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Eppure, pensate, la genesi degli NFT è legata a dei “gattini”. O meglio, i CryptoKitties.
Si tratta di un gioco lanciato nel 2017 dallo studio canadese Dapper Labs e basato sulla blockchain Ethereum, che consente ai giocatori di acquistare, allevare e rivendere dei gattini virtuali, ognuno dei quali è unico e dotato di un prezzo di mercato.

Il gioco ha causato un aumento esponenziale delle transazioni su Ethereum, al punto da arrivare a coprire il 25% del traffico della piattaforma, generando un giro d’affari pari a 19,6 milioni di dollari in pochissimo tempo. Pensate che un gattino in particolare, nel 2018, è stato venduto per un valore pari a 140mila dollari.
Può essere quindi registrato come NFT qualsiasi tipo di media, che una volta acquistato continua comunque a circolare nella rete, sebbene i suoi diritti diventino di proprietà di un utente.
Ed è con questo sistema che prende vita Sorare.

Nel gioco ci sono 4 tipologie di card: le limited, di colore giallo, e ne esistono 1.000 copie per ogni calciatore; le rare, di colore rosso e ce ne sono 100 copie; le super rare, azzurre, e se ne trovano solo 10 copie; infine le uniche, nere o marroni, che appunto costituiscono un pezzo unico. Tutto ciò non vuol dire che qualche calciatore avrà solo carte rare, o limited, o super rare o uniche, ma che di ognuno di essi è presente ogni singola tipologia di card, chiaramente con valori e prezzi differenti.

Di primo acchito potrebbe non sembrare semplicissimo, ma una volta entrati in Sorare il meccanismo vi sarà piuttosto chiaro.
A seconda delle prestazioni del calciatore la card otterrà un determinato punteggio e quindi accrescerà o diminuirà il proprio valore. In Sorare è inoltre presente un particolare tipo di carte con un segnalino a forma di rombo rosso nella parte inferiore. I giocatori con il rombo rosso militano in un campionato che non è coperto da Sorare, come ad esempio le divisioni minori. Ed è qui che entra in gioco il nostro discorso di partenza, ovvero sfruttare le proprie abilità da talent scout per guadagnare – e divertirsi – con Sorare.

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È infatti possibili acquistare anche le card col rombo rosso, ma i suoi punteggi non saranno conteggiati fin quando non finirà in un campionato disponibile nel gioco. Tuttavia, proprio per questo, tali card andranno via a prezzi irrisori e se si indovina il colpo giusto si può sbancare. Così come può essere utile seguire i giocatori in grigio, che non hanno ancora una card e neanche la foto, ma sono presenti tuttavia nel database e mettere la spunta su “segui” vi assicurerà una notifica appena il giocatore diventerà una card.
Ad esempio: siete convinti che un giocatore di una squadra serie B il prossimo anno farà faville in A, potete seguirlo per non farvi sfuggire la possibilità di acquistarlo subito a prezzi ridotti.

Insomma, è un po’ complicato ma si entra facilmente nei meccanismi e si rischia di restarne affascinati, sebbene sia fondamentale – come tutti i giochi – non farsi prendere troppo la mano. Entrate pure allora nel fantastico mondo di Sorare, tenendo presente che la loro guida sconsiglia di acquistare le card con il rombo grigio, ma in questo caso la mia risposta è sempre la stessa: forse non sapete che ho scoperto Mbappé.

Nato e cresciuto a Roma, sono il Vice Direttore di Stay Nerd, di cui faccio parte quasi dalla sua fondazione. Sono giornalista pubblicista dal 2009 e mi sono laureato in Lettere moderne nel 2011, resistendo alla tentazione di fare come Brad Pitt e abbandonare tutto a pochi esami dalla fine, per andare a fare l'uomo-sandwich a Los Angeles. È anche il motivo per cui non ho avuto la sua stessa carriera. Ho iniziato a fare della passione per la scrittura una professione già dai tempi dell'Università, passando da riviste online, a lavorare per redazioni ministeriali, fino a qui: Stay Nerd. Da poco tempo mi occupo anche della comunicazione di un Dipartimento ASL. Oltre al cinema e a Scarlett Johansson, amo il calcio, l'Inghilterra, la musica britpop, Christopher Nolan, la malinconia dei film coreani (ma pure la malinconia e basta), i Castelli Romani, Francesco Totti, la pizza e soprattutto la carbonara. I miei film preferiti sono: C'era una volta in America, La dolce vita, Inception, Dunkirk, The Prestige, Time di Kim Ki-Duk, Fight Club, Papillon (quello vero), Arancia Meccanica, Coffee and cigarettes, e adesso smetto sennò non mi fermo più. Nel tempo libero sono il sosia ufficiale di Ryan Gosling, grazie ad una somiglianza che continuano inspiegabilmente a vedere tutti tranne mia madre e le mie ex ragazze. Per fortuna mia moglie sì, ma credo soltanto perché voglia assecondare la mia pazzia.