La libertà, dal vangelo secondo Millar

La mamma, la torta di mele, la Chevrolet e Superman. Con tutto il rispetto per Topolino, non esiste forse icona americana più rappresentativa dell’Uomo d’ Acciaio. Quando Mark Millar mi raccontò per la prima volta l’idea alla base di Red Son (prendere l’icona americana Superman e collocarla nello scenario ipotetico per eccellenza) rimasi scioccato. Immaginatevi Superman non rosso, bianco e blu…immaginatevi un Superman rosso…un Superman rosso comunista?! Il piccolo Kal-El invece di atterrare nel cuore dei cari, vecchi Stati Uniti fra le accoglienti braccia di Ma’ e Pa’ Kent, finisce in U.R.S.S., accolto amorevolmente da Josif Stalin. Non esiste più il Superman icona americana, ma solo il Superman compagno sovietico: era senza dubbio una premessa davvero intrigante. Nelle mani di uno scrittore meno capace, la storia si sarebbe ridotta alla solita zuppa: bianco contro nero, americani buoni contro sovietici cattivi e propaganda politica. Per fortuna, Mark Millar, è uno scrittore in gamba. E grazie a Dio, il suo colore preferito è il grigio
Tom DeSanto, 9 ottobre 2003

Superman “rosso”: la straordinaria intuizione di Millar

È proprio così, in Superman Red Son il razzo che trasporta il piccolo Kal-El precipita in Ucraina anziché in Kansas. Una variazione della linea temporale originaria (12 ore, per essere precisi) fa sì che la rotazione della Terra ponga l’Ucraina al termine della folle corsa dell’astronave.

Dodici ore che fanno di SupermanIl campione degli operai, che non smette mai di combattere la battaglia per Stalin, il socialismo, e l’espansione internazionale del Patto di Varsavia” – qualcosa di ben diverso dal Kal-El cui siamo abituati, che combatte “Per la verità, la giustizia, e l’American Way“. 

superman red son
Questa straordinaria intuizione prende vita grazie alla sceneggiatura di Mark Millar e ai disegni di Dave Johnson e Kilian Plunkett. Viene pubblicata nel 2003 sotto l’etichetta Elseworlds, in tre albi formato “prestige”. Riceve ottime critiche e viene nominata come migliore serie limitata per l’Eisner Award del 2004.

Il racconto mescola versione alternative dei supereroi DC, dei quali ridefinisce la mitologia (da Superman, ovviamente, a Batman, Wonder Woman, Lanterna Verde e altri) a personaggi storici realmente esistiti come Joseph Stalin e John F. Kennedy.

I poteri di Superman sono illimitati come quelli che aveva nella Golden Age: volo alla velocità della luce, super-forza senza limiti, e una super-intelligenza che gli consente, per esempio, di diventare un espertissimo medico in pochi minuti.

Cos’è Superman Red Son?

“Rifletta un attimo, agente Olsen: se quel razzo fosse atterrato 12 ore prima, questo Superman di cui parlano sarebbe stato un cittadino americano”
Dwight D. Eisenhower, detto‘Ike’, XXXIV presidente degli Stati Uniti a “un piccolo e noioso ragioniere di Washington”, in Superman Red Son.

Superman Red Son è ciò che ogni fumetto (o graphic novel, che sia) dovrebbe essere: una maestosa narrazione allegorica che, sviluppandosi attraverso disegni e parole, non riduce, a posteriori, gli eventi della storia alle semplici conseguenze di uno sviluppo contenuto nelle proprie premesse.

Ciò che rende  grande la storia di Millar sta proprio nel fatto che – pur distanziandosi dall’utopia e dall’ucronia dei non-luoghi DC – non può essere ridotta a un messaggio politico: l’immaginazione degli artisti corre libera, non serve nessuna ideologia – se per ideologia si intende parificare i fatti entro la cornice di un’idea.

Superman Red Son
La libertà dell’essere umano, dal vangelo secondo Millar

Cosa è la libertà? Gli orrori del Novecento hanno costretto molti pensatori a porsi questo interrogativo e, tra questi, non fa eccezione l’autore di Superman Red Son, che sembra rifarsi esplicitamente agli scritti di Hannah Arendt, la filosofa antitotalitaria per eccellenza.
 
Diamo intanto qualche definizione negativa: la libertà per Millar non è il benessere, non è l’aumento della produttività, né quello dell’aspettativa di vita media. Niente che il PIL possa prendere in considerazione, in sostanza.

Superman Red Son

La libertà è l’evento-miracolo dell’agire libero tra gli esseri umani, con loro e per loro. La libertà è non essere sottomessi alla legge della Storia: libertà è facoltà di realizzarla, di esserne protagonisti.

Perché Superman “rosso” non è diverso dal super criminale Brainiac, o – potremmo aggiungere – Stalin da Hitler oppure – direbbe Hannah Arendt – diverso dagli ideologi dell’Imperialismo e del Capitalismo?

Se fai dipendere la natura umana da una realtà trascendente (la legge della natura per i nazisti, quella della storia per i vetero-comunisti, la legge del profitto per i capitalisti) il miracolo dell’azione libera tra, con e per gli uomini è subordinata alla legge di un processo. Questo processo – storico, nel caso di Superman Red Son – per svilupparsi richiede necessariamente  un appiattimento dello spessore politico degli uomini e, in generale, della loro individualità. 

superman red son

In un altro passaggio del fumetto di Millar, Pyotr Roslov e Superman si “scontrano” dialetticamente. Pyotr rimprovera Superman di non poter essere il simbolo di ciò in cui crede la “gente”.

Borges diceva che nasciamo tutti o platonici o aristotelici, potremmo dire “artificialisti” o “naturalisti”. Pyotr inconsciamente sembra dire a Superman: “Attenzione! L’Uomo sarà pure riformabile e perfettibile, ma non è strutturalmente rivoluzionabile”.

Millar è nato aristotelico.

A cura di Leonardo Boanelli

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