Lo studio ceco Charles Games, dopo Attentat 1942, torna sul solco della storia del suo paese con Svoboda 1945: Liberation

Il rapporto tra videogiochi e storia, specialmente quando si tratta di ricostruzioni di contesti bellici, è stratificato, complesso e dotato di tantissime sfaccettature. Senza dilungarci eccessivamente la correlazione, come accade per qualunque tema, è costellata da esempi virtuosi così come da una quantità ragguardevole di banalizzazioni parziali derivanti da una visione principalmente americano-centrica. La natura stessa del videogioco, la sua storia e il monopolio nell’intrattenimento hanno negli anni reso la rappresentazione delle guerre e della storia nei videogiochi un discorso quasi a senso unico. In questo contesto, però, ci sono realtà che tentano di nuotare controcorrente: Charles Games, studio dedicato all’esplorazione narrativa ed emotiva della storia della Repubblica Ceca, si prende questo impegno ancora una volta, con il suo nuovo titolo Svoboda 1945: Liberation.

Nonostante la sua identità e la quantità di documenti di accuratezza storica utilizzati nel gioco, la storia raccontata in Svoboda 1945: Liberation è un lavoro di finzione, per quanto basato su avvenimenti storici che servono da contesto per creare credibilità e pertinenza in ciò che viene raccontato. Questa avventura grafica, infatti, non si focalizza su un evento realmente avvenuto durante la seconda guerra mondiale in quei luoghi quanto, piuttosto, sulla costruzione di una sequenza di eventi fittizi ma pertinenti, plausibili e – soprattutto – costruiti e orientati da ciò che è avvenuto per davvero.

Non esiste, nella nostra realtà, una città chiamata come il titolo del gioco. Non c’è stato il caso mediatico, nel 2001, di una scuola che ha rischiato di venire demolita cancellando gli ultimi ricordi della fine dell’occupazione nazista del confine tra Germania e Repubblica Ceca. Non esistono le persone che vediamo su schermo raccontarci i ricordi loro e delle proprie famiglie. Esistono però situazioni reali che rendono plausibile Svoboda 1945: Liberation. Ci sono state le epurazioni di persone di nazionalità tedesche, è esistito il tentativo di dimenticarsi della seconda guerra mondiale e il comunismo – nel bene e nel male – ha lasciato un solco irreversibile in quei luoghi. Tutto questo torna nel gioco, seppur in un contesto narrativo non realmente accaduto ma basato su testimonianze, documenti e fatti.

Svoboda 1945

C’è una forte dimensione intima che si sviluppa e concretizza nelle ore di gioco. La scelta di alternare le sequenze di gioco tra bivi a scelte multiple in full motion video con attori e attrici a parti di fumetto interattivo aiuta ad accrescere questo sentimento. I reperti storici e le documentazioni diventano quindi il contesto in cui i personaggi rivivono le proprie storie e quelle delle loro famiglie, dando a chi gioca la possibilità di immaginare la sofferenza senza però scomodare storie personali di persone reali. Si snoda quindi una narrazione realistica, emozionante ma rispettosa e consapevole di chi ha realmente perso qualcuno o qualcosa durante la guerra e che merita dunque rispetto.

Svodoba 1945: Liberation racconta quindi una storia non esistente in un contesto non soltanto plausibile ma che, grazie a materiali e documenti di archivio, aiuta a comprendere la complessa storia post-bellica della Repubblica Ceca e – in piccolo – di tutto l’est Europa senza sbilanciare troppo il suo punto di vista. Viene evitato la facile e prevedibile morale anti-comunista in favore di uno sguardo che mette in primo luogo e piano le persone al di là della questione politica che crea polarizzazioni dannose per la ricostruzione. Un ripercorrere che, però, non deve essere inteso come esente di prese di posizione: qui lo schieramento e le intenzioni sono evidenti, distanti dalla becera propaganda ma invece più attente alle sfumature e alle ambiguità dei fatti.

Svoboda 1945

Scelte, storia e testimonianze. Charles Games prosegue il percorso tracciato con Attenta 1942 anche in questo nuovo gioco, preferendo però la costruzione di una narrazione plausibile piuttosto che il riportare eventi nella loro interezza. Un lavoro di ricerca e documentazione che connette il mondo dell’accademia con quello dell’intrattenimento senza mai sacrificare nessuna delle due anime in favore dell’altra. Non esiste, qui, spettacolarizzazione o distorsione polarizzante dei fatti: tutto è riportato così com’è, filtrato dall’emotività di personaggi non reali ma plausibili e perfettamente in linea con ciò che il gioco vuole raccontare. Un prodotto che riesce a essere attrattivo per moltissimi pubblici differenti: siano essi attirati dal contesto narrativo e ludico o da quello storico e documentaristico.

Per concludere: Svoboda 1945 è un’avventura grafica che porta nell’intimo e nel personale i grandi drammi storici della Repubblica Ceca. Una costruzione di un universo narrativo che parte dal vero per collocarci un momento non vero che potrebbe esserlo. Eventi non avvenuti che però contribuiscono a rendere più chiara una storia mai abbastanza dibattuta, costellata da complicanze e momenti bui.

Nato a Torino, nel 1991, Luca studia scienze della comunicazione come conseguenza della sua ossessione nei confronti delle possibilità che offrono i mezzi di comunicazione e ha lavorato come grafico e consulente marketing (lavoro che ha fatto crescere esponenzialmente la sua ossessivo-compulsività per le cose simmetriche e precise). Lo studio gli ha permesso di concretizzare la sua passione per i differenti linguaggi dei media, sperimentando con mano l'analisi linguistica e semiotica; il lavoro gli ha dato la possibilità di provare a inserire la teoria nel pratico. Studio e lavoro, insieme, lo hanno portato a scrivere di, tra gli altri argomenti, grafica pubblicitaria, marketing, comunicazione e comunicazione visiva collegata al videogioco.