Arriva a Roma, pronto per ritirare l’ennesimo e meritato premio, il padre del cinema gotico: Tim Burton


Approda nella capitale il visionario regista Tim Burton, creatore dell’immaginario capace di rivoluzionare il mondo dei “diversi” e la narrazione degli ultimi. Prima del premio alla carriera consegnatogli al Roma film festival, il cineasta ha parlato, con la stampa e gli appassionati, riguardo i suoi progetti passati, alcuni suoi ultimi lavori e cosa lo attenderà in futuro.

Tim Burton

Più volte ha dichiarato che realizza solo i film che sente, facendo più scelte emotive che intellettuali. È ancora così?

Sì, ho realizzato tanti film in questi anni, ma tutti quelli che ho fatto hanno al loro interno una forte emozione, è una cosa veramente difficile realizzare un film senza alcuna passione al suo interno, lo devi sentire e ti deve appassionare durante il processo creativo, mi devono suscitare qualcosa.

Di tutti i personaggi che ha raccontato qual è quello che sente più vicino a lei, più vicino a Tim Burton? E visto che sta iniziando a lavorare su una serie TV, essendo la sua prima volta, pensa che la serialità sia un modo nuovo per potere raccontare il suo cinema?

Penso che i personaggi che sono più vicini a me siano Edward mani di forbice e Ed Wood, questi personaggi hanno un sacco di me dentro di essi, non so se siamo vicini, ma ritengo di essere molto simile ad Ed Wood.

Per quanto riguardo la seconda domanda, la serie si concentrerà su Mercoledì de La famiglia Addams. Amo quel personaggio, mi ricorda un po’ Beetlejuice, ma lo reputo più profondo e più vasto. Abbiamo terminato le riprese in questi ultimi due mesi in Romania, per il futuro non so.

Lei è stato il primo a raccontare il diverso  a battersi per l’inclusività, cosa pensa di questa nuova Hollywood che vuole essere così maniacale nella sua ricerca dell’apertura? E cosa resta della fantasia in un cinema che è sempre più affascinato da biopic e storie vere? C’è spazio per le creazioni alla Tim Burton immaginate da zero?

Io mi sono sempre sentito come un outsider, per me è normale rappresentare simili figure, io mi ci sento ancora e comprendo perfettamente chi si sente così, indipendentemente dal sesso, l’età, l’etnia, è parte della mia vita, non ci ho mai pensato troppo perché per me è una cosa naturale.

Per la fantasia ovviamente c’è spazio ancora, ora i vanno avanti un sacco di film sui supereroi, ed è strano parlarne perché ne ho fatto uno anche io, ma così tanti anni fa e credo sia incredibile ciò. Non è importante però il genere del film, perché oggigiorno vengono narrate storie di biopic, talmente incredibili da diventare irreali, avvicinandosi al fantasy e che ti permettono di sognare.

Sono più di 30 anni che collabora Danny Elfman, potrebbe raccontarci qualcosa di più del vostro rapporto e di come nascono le colonne sonore dei suoi film?

È divertente perché attualmente a Los Angeles, Danny, sta realizzando una serie di concerti live action di Nigthmare Before Christmas con lui che interpreta Jack Skeletron e Billie Eilish presta la voce a Sally, mi piacerebbe essere lì, ma sono altrettanto felice di essere qui con voi.
La musica nei film, come la fotografia e tutta la componente artistica, sono fondamentali ed è per questo che mi affido ad un maestro come lui.

La paura è sicuramente uno dei personaggi dei suoi film. In tutte le sue opere ha reso questo elemento più accettabile e meno oscuro, ma di cosa ha paura Tim Burton?

Beh di sicuro sono veramente terrorizzato in questo momento. Voi siete tutti quanti fantastici, ma io sono spaventato su questo palco.

Ha iniziato molto presto questo lavoro, che consiglio vorrebbe dare a giovani registi o sceneggiatori che si ritrovano bloccati dalla paura di non riuscire o si sentono diversi rispetto agli altri artisti?

È un bel quesito, ti posso dire che c’è una cosa di cui non sono mai stato impaurito: lavorare a contatto con l’arte e dare vita alle mie creazioni. Era quello che volevo fare, con passione e coraggio e sentivo l’amore che provavo, non potevo provare paura per il fallimento. Dovete sentire la passione che avete per quello che fate, indipendentemente da quello che è, regia, scrittura, recitazione, metteteci passione e avrete ottime possibilità di fare qualcosa di speciale.

Abbiamo visto dal vivo qui a Roma Johnny Depp, qual è il suo rapporto con questo artista? C’è la possibilità, dopo l’uscita della versione a fumetto, di riprendere in mano Edward mani di forbice?

No guarda al massimo ho visto la versione pornografica (ride). No comunque non ci sarà un’altra storia. Per Johnny sono fortunato ad aver lavorato con persone come lui, è eccitante collaborare con artisti differenti del suo calibro.


A proposito di Johnny Depp, da alcuni anni è stato messo alla porta da Hollywood, cosa ne pensa di questo atteggiamento? Indipendentemente da ciò, Tim Burton sarebbe pronto a fare un nuovo film con lui?

Non vivo ad Hollywood da molto tempo, me ne sono andato moltissimi anni fa. È una storia triste, molto lunga e complicata, assolutamente lavorerei con lui, è un mio amico, è qualcuno a cui tengo veramente, lo farei volentieri, ma in questo momento non c’è molto tempo per questo, lo capirete.

Che cosa significa per lei questo premio alla carriera?

È molto speciale per me, amo questa città e sono stato influenzato pesantemente dal cinema italiano. Sono cresciuto guardando film di Fellini, Bava e Argento, ho un amore speciale per questo posto e per questi artisti. Ricollego tutto a loro che significano tanto per me.

Negli ultimi anni Disney ha realizzato tanti liveaction di proprie opere originali, cosa ne pensa di questi lavori?

Oddio non ne sono molto entusiasta, anche perché per tante cose mi sento responsabile. Non sono un amante di questo genere di produzioni, penso che non sia molto interessante rifare qualcosa di già noto.

Quale tra i suoi film è il suo preferito e perché?

Vincent perché dura solo 5 minuti e ho una bassa soglia dell’attenzione (ride).

Tim Burton

Qual è la cosa più sbagliata che si dice di lei?


Che sono una persona dark con una personalità oscura, non è vero e ci sono cresciuto con questa nomea. Mi reputo diverso da come sono descritto e questa cosa mi ha un po’ seguito durante la vita.

Ritornerà mai a fare il cinema stop motion? Ha qualche progetto in mente?

Sì ho sempre qualcosa in mente, è una tecnica speciale che mi appartiene e avrà per sempre un posto nel mio cuore. È un’arte incredibile che necessita del lavoro di così tante persone e artisti che ti fanno apprezzare ancora di più quello che fai.

Com’è stato il suo lavoro con Batman? Lei si è approcciato a questa figura dopo una serie televisiva, degli anni ’60, che era totalmente diversa dalla sua creazione. Cosa l’ha spinta a renderlo così più cupo e oscuro?

Quando mi approcciai a Batman sapevo di entrare in un nuovo territorio, fu eccitante perché feci qualcosa di nuovo e con lui ho avuti alcuni dei migliori riscontri critici della mia vita, ma la cosa più bella è che è rimasto fino al giorno d’oggi, è piaciuto perché ha cambiato la visione di una figura per una generazione.

Nei suoi film la sua firma e il suo stile è sempre riconoscibile. Come reagiscono gli attori alle sue scelte artistiche e come si approccia Tim Burton gli artisti con cui lavora?

Gli attori sono tutti diversi, ma sono molto fortunato ad avere sempre avuto al mio fianco persone che amano far uscire il meglio di sé e che mi hanno ispirato con il proprio essere. Provo sempre a identificare e a collaborare con artisti che riflettono su quanto fanno in scena e che si autoanalizzano.

Come si spiega che un artista come lei non ha mai vinto un Premio Oscar?

Beh ho vinto un Golden Globe e questo mi rende molto felice (ride)

Qual è il suo processo creativo? Come nasce la fiamma che ha dato vita ai mondi e all’immaginario di Tim Burton?

Solitamente vado al bar, mi faccio qualche drink e da lì nasce tutto. No scherzo, questo lo faccio solo alcune volte, non sempre (ride). No in realtà può nascere in qualsiasi momento la scintilla, è indifferente, anche stando fermo ad osservare fuori dalla finestra, guardando il cielo o gli alberi.

NClasse '95, nato a Roma dove si laurea in scienze della comunicazione. Cresciuto tra le pellicole di Tim Burton e Martin Scorsese, passa la vita recensendo serie TV e film, sia sul web che dietro un microfono. Dopo la magistrale in giornalismo proverà a evocare un Grande Antico per incontrare uno dei suoi idoli: H. P. Lovecraft.