Abbiamo provato per voi Atlas One, Atlas Three e Atlas Elite di Turtle Beach

Sicuramente tutti voi conoscerete Turtle Beach, l’azienda che forse un po’ prima delle altre si è concentrata nel produrre headset specificamente pensati per il gaming, mediamente con ottimi risultati. Recentemente è stata lanciata la gamma Atlas, composta di tre modelli, dalle più economiche Atlas One, passando per le Atlas Three finendo con il modello top, le Atlas Elite. Nonostante la serie è pubblicizzata come cuffie per PC, queste in realtà funzionano perfettamente con qualsiasi dispositivo avendo un canonico jack da 3.5mm, con il modello Elite dotato di prolunga che separa il jack cuffie da quello del microfono.

Quello che ci ha stupito in prima battuta è il prezzo delle cuffie stesse, che con le Elite arrivano a costare “solo” 100€, offrendo però prestazioni e costruzione per cui non faticheremmo a vederle vendute anche a 40/50€ in più. La differenza di prezzo con le più piccole, le Elite One è di 50€, una differenza in fondo abbastanza contenuta che rende assolutamente preferibile il modello Elite sulle altre, se si mettono sulla bilancia le prestazioni e le differenze di prezzo. Vediamo però nel dettaglio come si comportano i tre Headset della serie Atlas!

Atlas One (Amazon)


Partiamo con il modello più economico del gruppo, le Atlas One.

Le cuffie appaiono però decisamente ben costruite, con ottime plastiche e un rinforzo in metallo nell’archetto superiore, regolabile e dotato di cuscinetto. Peccato per il filo che spunta ai lati del cuscinetto stesso. Come per le sorelle maggiori, i cuscini in prossimità degli speaker sono pensati per non infastidire chi gioca con gli occhiali, presentando un diverso livello di morbidezza nei punti dove entrano in contatto con le aste degli occhiali stessi. La qualità di questi ultimi, rivestiti in finta pelle, è inferiore rispetto alle sorelle maggiori, nonostante riescano a isolare benissimo dall’ambiente circostante e a risultare morbidissimi, così da non dare fastidio neanche dopo diverse ore di utilizzo anche a chi porta orecchini in punti sfortunati delle orecchie, dove di solito le cuffie con padiglioni non tanto grandi creano irritazione.

Sulla cuffia sinistra troviamo il microfono flip-up, che si “muta” quando viene alzato, e la rotella di selezione del volume, invero un po’ difficile da trovare.

Passiamo ora all’aspetto più importante assieme al comfort, ovvero come si sentono queste Turtle Beach Atlas One. Se è ovvio che non ci si possano aspettare performance audio pari a quelle delle sorelle maggiori, le Atlas One si difendono benissimo con i loro speaker da 40mm, pur trattandosi di un modello entry level. L’audio è un po’ impastato e non gode di bassi eccezionali, ma rimane comunque perfetto per l’utente occasionali che non ha particolari velleità musicali o che non cerca vantaggi nel gaming competitivo. Vanno quindi benissimo per ascoltare la musica (mentre vi scrivo ci sto ascoltando gli Explosion in the Sky ndr) o per giocare serenamente in single player. Le abbiamo testate per provare il nuovo Call of Cthulhu su PC, e vi possiamo assicurare che non abbiamo avuto meno paura di quando ci abbiamo giocato con le Elite!

In definitiva quindi, le Atlas One sono un prodotto assolutamente consigliato per chi vuole spendere poco per un headset da gaming, non avendo necessità particolari. Si comportano benissimo sotto il fronte audio, sono ben costruite e soprattutto molto molto comode. Se invece volete alzare il tiro, continuate a leggere!

Atlas Three (Amazon)

Le Atlas Three rappresentano invece la proposta della casa statunitense a chi vuole avere qualcosa di più rispetto ad un modello entry level senza toccare la soglia psicologica del prezzo a tre cifre.

Come il modello base offrono un ottimo comfort grazie ad un archetto regolabile rinforzato, dotato di un cuscinetto ampio e che permette di tenere la cuffia per diverse ore senza problemi. I cuscinetti che proteggono gli altoparlanti da 50mm, inoltre, sono realizzati con il sistema ProSpec, che prevede l’utilizzo di una spugna morbida nei punti di contatto tra la cuffia e gli occhiali, permettendo anche ai giocatori “quattrocchi” di giocare senza pressioni involontarie delle stanghette indubbiamente fastidiose sul lungo periodo.

Per quanto riguarda la qualità audio, le Atlas Three superano ampiamente ogni test, sia in ambito ludico che per quanto concerne l’uso nel quotidiano. Ovviamente le abbiamo usate per giocare a Red Dead Redemption 2, in modo da goderci la magistrale colonna sonora e migliorare le nostre abilità di caccia con una maggiore consapevolezza dei suoni circostanti, ma anche per ascoltare musica e vedere serie tv, per esempio Sabrina. Il merito è sicuramente del sistema di amplificazione interno, che offre una profondità delle frequenze basse di ottimo livello e offre tre diverse configurazioni di suono (amplificazione delle frequenze medie, amplificazione della voce), tutte applicabili premendo l’apposito tasto posto sulla cuffia accanto a quello dell’accensione. L’amplificazione interna, inoltre, permette di godere ampiamente delle qualità del microfono flip-on installato sulla cuffia che, oltre a far arrivare la nostra voce in modo chiaro e limpido ai nostri compagni, offrirà un sistema di monitoring che offre un feedback diretto sul volume della nostra voce.

Non mancano sicuramente dei difetti, ad esempio lo scarso impatto che hanno le varie modalità di suono rispetto al Signature Sound di default che è probabilmente il migliore. Inoltre, non sempre è facile premere il tasto giusto tra quelli disponibili quando si indossa la cuffia, a causa di una marcatura non proprio eccellente dei simboli. Infine è bene far presente che la cuffia basa il suo funzionamento sull’amplificatore interno, dunque se la batteria intera è scarica, non sarà possibile usare le cuffie: un difetto tuttavia sorvolabile giacché l’autonomia delle stesse è garantita fino a 40 ore, autonomia che riteniamo tanto eccellente quanto reale visto l’esito positivo delle nostre prove.

 

Atlas Elite (Amazon)

Passiamo al modello più pregiato delle tre, le Atlas Elite. Le cuffie si presentano in una confezione premium, con una bellissima gommapiuma scura ad incastonare le cuffie. La confezione include, oltre alle cuffie, anche il microfono – che è possibile rimuovere – e un cavo che divide in due jack da 3.5mm cuffie e miicrofono, oltre a funzionare da prolunga.

La costruzione delle cuffie è ottima, con tantissime parti in metallo -come l’archetto, ben separato dal cuscino per la testa, e una plastica solidissima. I cuscinetti che coprono le orecchie sono estremamente ampli, realizzati in memory foam e quindi morbidissimi. Si possono anche rimuovere molto agevolmente grazie all’attacco magnetico, e questo è ottimo sia in caso di sostituzione che per effettuare una semplice pulizia. Allo stesso modo è possibile rimuovere i “faceplate” che coprono l’esterno della cuffia, così da poterne mettere di personalizzati.
L’isolamento dai rumori esterni è fantastico, e come le sorelle minori anche le Elite sono ottimizzate per i portatori di occhiali. Il comfort complessivo è quindi eccellente, e non possiamo assolutamente criticare nulla a Turtle Beach sotto questo punto di vista.
Il microfono rimovibile è piuttosto rigido nonostante sia regolabile come si vuole, e restituisce un ottimo senso di solidità. È rivestito interamente in gomma, tranne il microfono in senso stretto che è coperto da gommapiuma nella sola parte che si rivolge verso la bocca dell’utente.

Sul cavo principale, un po’ troppo corto se si utilizza un pc fisso – ma per quello c’è la prolunga che è fin troppo generosa – ma di perfetta lunghezza per l’uso su pc portatili o console, troviamo la classica rotella del volume e il tasto per mettere il muto al microfono. I cavi, entrambi, sono rivesti in stoffa, concorrendo a dare la sensazione di un prodotto di fascia di prezzo più alta rispetto ai 100€ richiesti dalla casa madre per l’acquisto di queste Atlas Elite.

Ma come si sentono queste Atlas Elite? Bene: benissimo per i giochi, e molto bene per la musica. L’audio nei giochi è ottimo, le abbiamo provate con diversi titoli di diversa natura, tra cui Red Dead Redemption 2, Destiny 2, Call of Cthulhu e Final Fantasy XIV. La qualità audio in single player è fantastica, ma in multiplayer quello che fa la differenza è avere un vantaggio sugli avversari, ed effettivamente le cuffie restituiscono in modo fedele la posizione di eventuali nemici, i loro passi e la direzione dei colpi. Le cuffie sembrano impostate per dare più rilievo a questa tipologia di suoni, rispetto al resto, e questo è ottimo nel gaming, anche se un po’ meno per la musica.

Passando alla musica, la qualità rimane sempre ottima: le abbiamo provate ascoltando Genesis, 65DaysOfStatic, Yes e Explosions in the Sky, e ci siamo accorti che il suono è praticamente sempre pulitissimo. Si distinguono decisamente bene le varie tracce, con alti squillanti e bassi poderosi e puliti. Il suono non si distorce neanche a volume massimo, e il suono è potente e d’impatto.

Abbiamo chiesto ai nostri interlocutori di darci feedback anche sul microfono, e ci è stato risposto che la voce si sentiva limpida e cristallina, con una buona soppressione dei rumori di fondo.

Quello che ci teniamo a ribadire su queste Elite Atlas è però la fascia di prezzo in cui si collocano, dal momento che hanno prestazioni facilmente accostabili a prodotti ben più costosi. Per 100€ Turtle Beach offre un prodotto di gran pregio, che si sente benissimo in tutte le situazioni, che è estremamente confortevole e che appare molto resistente.

A cura di Luca Marinelli Brambilla e Francesco Paternesi

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