Uno, nessuno, centomila Leo Ortolani

Parodia. Una vetusta parola presente sulla bocca della cultura da ere illustri che pare riferirsi a chissà quali intenti pseudointellettuali. Perfino il dizionario, oltre che sbolognarne l’origine greca, osa definirla come “l’imitazione deliberata, con intento più o meno caricaturale, dello stile caratteristico di uno scrittore, di un musicista, di un regista, ecc.“. Ma noi di Stay Nerd siamo gente di mondo e, ben lungi dal nostro stile disquisire sul significato di un termine, ci limitiamo a considerarla allo stesso livello di una vecchia amica, una compagna di classe capace di farci sorridere e ridere ogni volta che la incontriamo. Soprattutto da quando, da un paio di decenni a questa parte, un omino con gli occhiali si è fatto strada tra i miti del fumetto italiano. Stiamo parlando di Leo Ortolani e della sua geniale creatura: Rat-Man, il supereroe supersfigato capace di sciogliere un cubetto di ghiaccio fissandolo per una buona mezz’ora. Il nostro Venerabile si è fatto le ossa, fin dagli esordi in cui era un geologo senza futuro, sul genere delle parodie, trasformandolo in uno dei cardini del suo successo editoriale e di costume. Su queste pagine ci sorbiremo l’arduo compito di selezionare le migliori opere frutto di questa sua talentuosa predisposizione.

La Doverosa Premessa

Innanzitutto, è necessario levarsi un dente piuttosto doloroso: Rat-Man stesso nasce come parodia di Batman. Fermi! Stop! Non strappatevi i capelli dall’incredulità e mettete via i forconi: il giovane Leo non lo ha fatto per malignità, per conquistare il mondo o simili dicerie. Il dio della creatività aveva così stabilito e lui, da onesto servo della Storia, ne ha seguito l’arcano volere. Poi, come sapete, la trama del nostro ratto ha intrapreso una strada tutta sua la cui fine (purtroppo ormai quasi giunta) non è per nulla scontata. E tuttavia, nel corso della sua quasi trentennale carriera, ha indossato moltissimi panni, attraverso pubblicazioni di ben varia natura. La lista qui presente si riferisce solo alla qualità delle storie, attingendo a piene mani dal bimestrale e dagli speciali one-shot, oltre che saghe fuori serie, andando avanti e a ritroso nella vita quasi trentennale del personaggio.

10) Il signore dei Ratti

Un Ratto per domarli tutti

Correva l’anno 2004. Eravamo in piena sbronza fantasy, dopo che la trilogia del Signore degli Anelli aveva sbancato botteghino e critica, facendo incetta di Oscar e premi di ogni tipo, indicando un nuovo status per tutte le straposizioni fantastiche sul grande schermo. Poteva Leo Ortolani, da grande conoscitore dell’universo letterario di Tolkien e amante di quello cinematografico di Peter Jackson, esimersi dal trasportare tutto il suo cast nella Terra di Mezzo? Neanche per sogno. Il risultato è Il Signore dei Ratti, un albo di 64 pagine uscito a novembre e subito andato esaurito al Lucca Comics & Games di allora. Forse la parodia meno complessa sul piano dei contenuti, ma esilarante come poche per quanto riguarda gag e situazioni, senza contare il merito di aver introdotto il personaggio di Sedobren Gocce, bizzarro mago molto amato dai fan ancora oggi.

9) Allen

“Noi siamo figli delle stelle”

Approfittiamo dello spazio qui concesso per gridare al mondo uno dei più terribili segreti di Leo: gli è piaciuto Prometheus. E proprio di “spazio” parla Allen, parodia del primo Alien e del prequel diretto da Ridley Scott tanto “amato” dall’autore. Uscito nel 2012, è la storia di un gruppo di ricercatori, guidato dall’insopportabile fantastimiliardiario Allen, che si reca su un pianeta lontano anni-luce per cercare l’origine astrale della razza umana. Naturalmente, la spedizione finirà in tragedia… E risate.

8) Operazione Geode

“Il mio nome è Man. Rat-Man”

Andiamo ora ai tempi degli esordi della Rat-Man Collection, ossia il settembre del 1998. Con il bimestrale che ormai veleggia spedito nel mare della creatività, Ortolani decide di far interpretare al suo personaggio i panni di un eroe fortemente entrato nell’immaginario collettivo: James Bond, l’agente 007 creato dalla penna di Ian Fleming e reso immortale dai film con Sean Connery in poi. E, naturalmente, riprendere il mito cinematografico della spia al servizio di sua maestà diventa il pretesto per parodizzare un genere nel suo complesso. Oltre che per delle chicche capaci di emozionare qualunque appassionato.

7) Ratolik, il Re dell’Errore

Un Ratto con la K

Nel 2013, nel pieno dell’euforia della Saga dei Vendicatopi e in attesa del numero 100 previsto per Gennaio 2014, Ortolani si cimenta nella Parodia di un colosso del fumetto italiano, celebre per aver lanciato nel periodo del massimo splendore il mito degli “antieroi con la K“. Ovviamente, ci riferiamo a Diabolik, creato dalle sorelle Angela e Luciana Giussani e pubblicato dalla casa editrice milanese Astorina. Realizzando la storia, l’autore si è ispirato soprattutto alle atmosfere originali della serie degli anni ‘60, piene di elementi ingenui e perfino nonsense, così da poter trovare terreno fertile per il suo umorismo graffiante, sempre dirompente.

6) The Walking Rat

Il Ratto Zombie

Dopo aver fatto tornare l’Ombra in una tetra esalogia seguita al numero 100, Ortolani stacca per un attimo la spina dalla continuity principale per portare sulle sue pagine un altro fenomeno cult. Con The Walking Rat, omaggia la saga scritta dallo sceneggiatore americano Robert Kirkman, di cui ha più volte elencato i pregi e la potenza narrativa. Il protagonista è il non-morto Puro Cotone che, a differenza dei suoi simili, ha conservato un minimo di cervello oltre che aver sviluppato un passione per quelli umani. Accompagnato dal piccolo Fetoardo, si unisce ad un gruppo di sopravvissuti nascondendo il suo essere cadavere con la maschera di un supereroe dalle orecchie gialle. Facendosi chiamare Topoman, li seguirà nel loro viaggio alla ricerca della salvezza.

5) Star Rats

Ratti spaziali

Anche i sassi sanno che Leo è un appassionato di Star Wars da tempi immemori, fin da quando, giovanissimo, vide al cinema L’Impero Colpisce Ancora. Non è dunque un caso che le vicende della “galassia lontana lontana” abbiano avuto un impatto così forte nella sua fantasia e fin da quando era uno studente liceale, realizzando una prima bozza, sognava di farne una parodia. Il pretesto arrivò grazie all’annuncio della Trilogia Prequel e ad un’inaspettata scoperta. Si tratta di un palindromo, ossia che “Star” letto al contrario dà “Rats”. Folgorato da questa divina realizzazione, il resto fu una diretta conseguenza partorita dalla sua inarrestabile creatività. Star Rats, Episodio IV: Un Esile Speranza è datato ottobre 1999 ed ebbe un successo immediato, che portò a diverse ristampe (oltre che capitoli) nel corso degli anni successivi.

4) Ratto

Lo chiamavano Ratto

Uscita in due parti nel 2009, Ratto e Ratto 2: la vendetta! non sono solo la rivisitazione di un classico e di un genere (il Rambo cinematografico di Stallone e i War Movie anni ‘80), ma il risultato di un complesso gioco che intreccia parodia, citazione, omaggio, riflessione, religione e trovate comiche. La vicenda ci racconta la bizzarra vacanza fatta da Rat-Man, Brakko e Jordan nella terra di Eutanesia, lacerata da un terribile conflitto. Ma la trama, per quanto spassosa, non è altro che un pretesto per fare satira della guerra e di tutti i suoi orrori, uno spunto di riflessione che si sofferma sulla natura dei conflitti ideologici e sui loro paradossi.

3) Il Grande Magazzi

Il mago del fumetto

Arriviamo sul podio con Il Grande Magazzi e il Principe Mezzo Rospo, prima parte di una trilogia che offre la rivisitazione delle avventure di Harry Potter, il maghetto con gli occhiali più famoso della letteratura e del grande schermo, il cui adattamento si era concluso nel 2012. Ma Ortolani non è un autore scontato e si ricorda che, pochi mesi prima, era uscito il primo tempo della pellicola finale di un altra saga che aveva spopolato negli ultimi anni: Twilight. Il nostro fumettista preferito coglie l’occasione per realizzare un originalissima parodia / crossover tra le due opere, esperimento già tentato in altri lavori ma qui sviluppato in maniera funzionale.

2) Avarat

Il Ratto in 3D

Avatar, film rivoluzionaro che ha posto una cesura importante sulla produzione filmica del primo decennio del 2000, ha buttato giù diversi paletti della settima arte. In primo luogo, quello delle riproduzioni in 3D, passato da semplice attrazione farlocca ad una vera e propria esperienza multimediale. E Leo Ortolani, autore sul pezzo come pochi altri, ne ha colto la palla al balzo per realizzare un altra perla della sua produzione: Avarat, in 3D! La trama ricalca con una buona fedeltà quella di partenza, variando drasticamente solo nel finale, dove avviene un imprevedibile crossover con altri film di James Cameron: Titanic e Terminator, trasformandosi nell’omaggio alla cinematografica di un grande regista.

1) 299+1

Il capolavoro

Ortolani, dopo aver ideato una mitologia ormai leggendaria, decide di cimentarsi proprio con il mito, stavolta storico e fumettistico. Scelta che lo porta a quella è considerata la migliore parodia del genio romagnolo: 299+1. Conosciuta quasi per caso l’opera originale, la graphic novel 300 del fenomeno Frank Miller, Leo ne diventa in fretta fan e la omaggia come solo lui sa fare, studiando il fumetto di partenza e il bellissimo adattamento di Zack Snyder. Lo stacco con le altre parodie è però abissale. Infatti, l’autore decide di ricalcare lo stile usato da Miller seguendo la trama principale, riprendendo la composizione delle tavole e la dinamicità delle vignette, sviluppate in orizzontale. Questa volta, senza essere interpretato dal nostro ratto,  il protagonista rimane se stesso: il Leonida del creatore di Sin City, che Ortolani riporta fedelmente. A sorpresa, Rat-Man interpreta una figura negativa: col nome di Skrotos, ricopre il ruolo affidato nella vicenda ad Efialte, anche se con molte differenze. Skrotos è un personaggio buono, sciocco come il Deboroh che vediamo tutti i mesi dispari, che però tradisce inconsapevolmente l’esercito, decretando la vittoria dei Persiani. Ma nel momento più tragico e intenso della storia, torna indietro per difendere il corpo del fratello Leonida. In un finale carico di umanità, muore raggiungendo i suoi compagni che compiono insieme a lui l’ultimo passo verso l’eternità del mito.

Elia Munaò, nato (ahilui) in un paesino sconosciuto della periferia fiorentina, scrive per indole e maledizione dall'età di dodici anni, ossia dal giorno in cui ha scoperto che le penne non servono solo per grattarsi il naso. Lettore consumato di Topolino dalla prima giovinezza, cresciuto a pane e Pikappa, si autoproclama letterato di professione in mancanza di qualcosa di redditizio. Coltiva il sogno di sfondare nel mondo della parola stampata, ma per ora si limita a quella della carta igienica. Assiduo frequentatore di beceri luoghi come librerie e fumetterie, prega ogni giorno le divinità olimpiche di arrivare a fine giornata senza combinare disastri. Dottore in Lettere Moderne senza poter effettuare delle vere visite a domicilio, ondeggia tra uno stato esistenziale e l'altro manco fosse il gatto di Schrödinger. NIENTE PANICO!

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