Poche cose fanno commuovere noi duri e puri.  Fra queste: la morte di Artax nella Storia Infinita, il finale di Point Break, l’eroismo di Sloth nei Goonies e… i film Pixar. Si perché noi saremo pure duri e puri ma quei maledetti della Pixar trovano quasi sempre il modo di tirare fuori quel bambino nascosto in noi, poi lo riempiono di attenzioni, lo gratificano visivamente, emotivamente e infine BEM! Ecco che Bu deve tornare a casa e non può restare coi mostri di Monsters e Co.. BEM! Ecco che Andy è diventato grande e non può più giocare coi giocattoli in Toy Story. BEM! Ecco la storia d’amore più d’amore che ci sia interpretata dai due anziani di UP. Insomma loro ti mandano al cinema facendoti credere che ci sei andato per accompagnare la tua fidanzata e invece poi ti pugnalano alle spalle e ti costringono a fare sceneggiate patetiche con “no è un po’ di congiuntivite”. Detto questo, bando alle ciance e diamo spazio all’argomento protagonista di questo articolo.

Ladies and Gentleman eccovi le curiosità sul mondo Pixar

1. Alla Pixar esiste una “stanza segreta” per parlare dei nuovi progetti in sicurezza chiamata “Lucky 7 Lounge” (ok non è così segreta, sennò non saremmo qui a parlarne). In realtà si tratta di una ‘spazio vuoto’ creato dalla forma dell’edificio e dalle esigenze del sistema di aria condizionata e accessibile tramite una botola nell’ufficio dell’animatore Andrew Gordon. Una volta scoperto lo spazio Andrew decise di arredarlo e decorarlo. Ben presto la stanza divenne meta di celebrità come: Michael Eisner, Roy Disney, Tim Allen, Randy Newman e Steve Jobs. Ovviamente è stata resa più accessibile pur mantenendo il suo status di ‘segretezza’.

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2. Toy Story è il primo film realizzato interamente al computer e probabilmente questa non è una grande rivelazione. Quello che sbalordisce è la mole impressionante di lavoro dietro al film. Ci sono volute più di 30 ore per il rendering di ogni fotogramma, 9 mesi per creare l’ombreggiatura dei capelli di Andy (e poi ci lamentiamo se le ragazze ci mettono tanto a sistemarsi per uscire), 110 computer, 550 gigabytes per contenere i fotogrammi (stiamo parlando del 1995, all’epoca la capienza media degli hard disk oscillava fra i 400 mb e 1 gb). In totale il film ha richiesto l’impiego di circa 800 mila ore macchina, che equivalgono a un anno e mezzo continuativo.

3. In Up si vedono 20 mila 622 palloncini (li abbiamo contati tutti) per sollevare la casa di Carl. Nella realtà ne sarebbero serviti circa 12 milioni. Ve lo diciamo nel caso vi venisse voglia di fare un tentativo.

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4. Il camioncino della catena Pizza Planet appare in ogni film della Pixar ad esclusione de Gli Incredibili… “problema” a cui è stato posto rimedio inserendolo nel videogioco dedicato. Il camioncino ha una cappotta gialla e il tettuccio bianco anche se spesso appare in condizioni di disuso o scolorito. La targa in tutti e tre i Toy Story è RES1536. Sul paraurti posteriore c’è un adesivo con scritto “How’s my driving? Ha ha ha ha ha!” (che burloni alla Pixar).

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5. Gli impiegati della Pixar hanno ingresso gratuito ad ogni parco Disney… e possono anche portare fino a 3 accompagnatori (invidiosi eh?).

6. Alla Pixar in origine volevano che fosse Jim Carrey a dare la voce a Buzz Lightyear, ma il budget per il primo film era troppo basso. Anche a Billy Crystal fu offerta questa possibilità ma preferì rifiutare. Dopo aver visto il film ha dichiarato che si è trattato del più grosso errore della sua carriera

7. Il primo nome di Buzz Lightyear era Lunar Larry. Poi Astro John, Stellar Cid e infine Supernova Cliff! No, non è vero, soltanto Lunar Larry.

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8. Il personaggio di Andy in Toy Story si chiama così in omaggio a Andries “Andy” Van Dam, un professore della Brown University Professor e pioniere dell’animazione computerizzata.

9. Sempre in Toy Story il pavimento del corridoio della casa di Sid ha lo stesso disegno del pavimento dell’albergo di Shining. Anche se i colori sono lievemente alterati il pattern è praticamente identico e la scelta, per quanto possa sembrare grottesca, risulta coerente con le atrocità che Sid infligge ai suoi giocattoli.

10. La casa di Carl ed Ellie in UP è una casa reale! No, non è proprio così: la casa è stata ricostruita nella città di Herriman, nello Utah. Il costo è stato di circa 390mila dollari (a cui dobbiamo sommare sempre 12 milioni di palloncini) ed è stata realizzata in modo assolutamente identico, anche la cassetta postale!

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11. In Cars, nella corsa in apertura, si vede gareggiare una macchina Apple in omaggio a Steve Jobs.

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12. In una scena di Wall-E compare un iPod. La cosa non dovrebbe essere per nulla “casuale” ma probabilmente si tratta di un omaggio al designer della Apple Johnny Ive, creatore del lo stesso che ha disegnato l’iPod. che, non casualmente, compare anche in una scena del film.

13. Nella sequenza iniziale di Toy Story 2 c’è un omaggio alla saga di Star Wars. Infatti sono visibili le due lune di Tatooine presenti nel primo episodio della trilogia originale Star Wars: Una nuova speranza.

14. Ancora in Toy Story 2, la scena in cui Rex insegue gli amici nel negozio di giocattoli rende omaggio a Jurassic Park.

15. Ne Gli Incredibili: la scena in cui Frozen chiede di poter bere un bicchiere d’acqua è uguale a una scena in Die Hard in cui Samuel L. Jackson chiede al terrorista di poter rispondere al telefono. La cosa è resa più divertente dal fatto che lo stesso Jackson sia il doppiatore di Frozen.

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16. In Cars 2, nella scena parigina, è possibile ammirare una versione “adattata” del ristorante Gusteau di Ratatouille. Nel film appaiono anche altre citazioni rivisitate come “Gli Incredimobiles”, proiettato al Drive-in.

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17. Non lo avreste mai detto, ma pare che Andy di Toy Story conosca bene i coniugi Carl e Ellie di Up. Infatti fra la sua posta appesa è visibile una loro cartolina.

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18. Alla ricerca di Nemo: lo squalo Bruto nella versione americana si chiama Bruce, ed è un  riferimento al film Lo Squalo di Steven Spielberg (è il nome dello squalo meccanico del film).

19. Gli animatori del film Ratatouille hanno realizzato al computer circa 270 piatti diversi, ciascuno dei quali è stato preparato realmente in una vera cucina (senza l’aiuto dei topi), fotografato e poi usato come riferimento.

20. Lo scrittore per bambini Franck Le Calvez ha portato la Pixar in tribunale per la somiglianza del film con il suo libro di racconti, Pierrot Le Poisson Clown (Pierrot the Clownfish). Purtroppo per Calvez, anche se Pierrot è stato creato nel 1995, il libro è stato pubblicato soltanto nel 2000, dopo che la Pixar aveva cominciato a lavorare al film. Le Calvez ha perso la causa.