Piccoli eroi, grandi avventure

Che il film di Ant-Man si sia rivelato una gradita sorpresa nello scenario del MCU, a distanza di qualche anno è ormai cosa assodata. Lo Scott Lang interpretato da Paul Rudd ci ha dato un bel mix di azione e humor, capace di risultare piacevole, dove il difficile equilibrio tra questi due elementi è stato mantenuto con successo. Per capire se anche il seguito, questo Ant-Man and The Wasp, in cui vedremo Evangeline Lilly indossare il costume della storica compagna dell’eroe, sarà in grado di ripercorrere la strada tracciata dal predecessore è presto per dirlo.

Di certo possiamo limitarci ad analizzare il trailer appena rilasciato per tentare di carpire qualche indizio sulla trama della pellicola che vedremo questa estate.

Beccato!

L’ultima volta che abbiamo visto Scott non era nella più felice delle situazioni. Come tutto il Team Cap alla fine di Civil War era stato preso e messo sotto custodia nel Raft. La fuga finale comunque non pareva dare molte garanzie al microscopico eroe, il quale sembrava drammaticamente tornato al punto di partenza. Il nuovo trailer ce lo mostra però in una condizione tutto sommato migliore di quanto potessimo aspettarci. Lang è infatti tornato a casa, ha potuto riabbracciare la figlia Cassie, nonostante sia sotto lo stretto controllo dell’FBI. Difficile non notare la cavigliera per la libertà vigilata, ostacolo da poco per un eroe con la capacità di restringersi, ma comunque una costrizione con cui dovrà fare i conti.

C’è da chiedersi come il nostro Ant-Man sia potuto tornare a casa. In effetti non è da escludere che qualcuno, ai piani alti, abbia messo una buona parola per lui. Forse il suo mentore Hank Pym, o forse Tony Stark, il quale alla fine di Civil War sembrava aver mitigato le sue posizioni verso i collaboratori di Captain America.

In Fuga

La maledizione che attanaglia tutti i conoscenti di Scott Lang non sembra risparmiare nemmeno la famiglia Pym. Vediamo infatti Hank e sua figlia Hope circondati dall’FBI, in un bosco. Chiaramente i due si sono dati alla macchia dopo aver fatto scappare Scott, ma c’è da chiedersi non tanto quale sia lo scopo della loro ricerca (ci arriveremo presto) quanto cosa stiano cercando i federali dai due.

Sappiamo inoltre che sulle loro tracce ci sarà anche lo S.H.I.E.L.D., agenzia da poco ricostituita nel MCU. Alle calcagna dei Pym avremo l’agente Jimmy Woo, interpretato da Randall Park, una vecchia conoscenza dei lettori Marvel, e che è stato a lungo alleato di Howard Stark e di Captain America, prima di ritirarsi dalle scene.

Big House

Il trailer ci regala anche una nuova serie di utilizzi delle Particelle Pym. Oltre al furgoncino che vediamo poche scene dopo è soprattutto il palazzo trasformato in trolley a fornirci un immediato richiamo ai fumetti Marvel.

Il riferimento potrebbe essere alla Big House, una particolare prigione di massima sicurezza del governo degli Stati Uniti progettata dallo stesso Hank Pym. Si tratta di un edificio in miniatura, dove i supercriminali vengono ridotti alle dimensione di una formica e costretti a seguire dei programmi di recupero.

A parte questo è da sottolineare l’importanza dell’edificio in questione, considerato che Hank non esita a portarselo dietro pur di non far finire la propria ricerca in mani sbagliate.

Spettro

Il trailer ci consegna anche la prima immagine del villain della pellicola. Si tratta di Ghost, storica nemesi di Iron Man, comparso per la prima volta nel Giugno del 1987 sul numero 219 delle avventure di “testa di ferro”. Tra le maggiori abilità di Ghost c’è quella di sapersi infiltrare praticamente ovunque, grazie a un’armatura che gli concede di poter diventare intangibile e invisibile. In tempi recenti è stata inoltre mostrata la sua abilità nell’eludere i firewall, facendone quindi un hacker di un certo livello. Tra le sue ultime apparizioni lo abbiamo visto dopo essere stato assunto dal c.d.a della Stark Industries, con lo scopo di penetrare il caveau di Tony, in fuga durante gli eventi di Civil War II.

Il Golia Nero

Che Laurence Fishburne sarebbe stato della partita si sapeva già dal casting. Il suo ruolo sarà quello di Bill Foster, a.k.a Black Goliath. Comparso per la prima volta sul numero 32 degli Avengers, è uno dei pochissimi supereroi per cui la morte è diventata qualcosa di realmente definitivo. Brillante biochimico, fu in grado di migliorare le particelle Pym necessarie alla crescita, assumendo nel tempo la sua identità come supereroe (ci sarà il tempo della classica scazzottata con Luke Cage sul modello consolidato “prima picchiamoci, poi capiamo il perché”). La sua morte avvenne nel corso del crossover Civil War, per mano del clone di Thor realizzato da Hank Pym (in realtà era uno skrull, ma non fatevi troppe domande), Mr. Fantastic e Iron Man. Morte, quella del Golia Nero, che causò alcune scissioni all’interno dei due schieramenti, portando a diversi cambi di fronte tra i sostenitori e gli oppositori dell’Atto di Registrazione dei Superumani.

Qualche anno dopo, in seguito agli eventi di World War Hulk, suo nipote Tom raccolse la sua eredità e divenne il nuovo Black Goliath. Sarà interessante vedere quale sarà il ruolo del Dottor Foster in questo film: che sia destinato a trasformarsi anche lui in gigante?

L’erede di Anthony

Non mentiamoci: la morte di Anthony, la formica preferita di Scott, è stata un duro colpo per tutti noi. Alla fine di Ant-Man era difficile immaginare il piccolo supereroe di nuovo pronto a cavalcare una nuova formica. E invece lo rivediamo tornare in sella anche questa volta. A chi spetterà l’arduo compito di sostituire Anthony nella gerarchia dell’esercito di Scott?

Il ritorno di Giant Man

Già nel corso di Captain America: Civil War avevamo visto la capacità di Scott di ingrandirsi. Questa capacità era stata vista per la prima volta nei fumetti sul numero 49 di Tales of Astonish, nel 1963. In questa occasione vediamo Giant-Man scontrarsi contro Living Eraser (letteralmente “Gomma da Cancellare” Vivente… non fatevi troppe domande, la Silver Age era anche questo). Questa abilità sapevamo tutti non sarebbe stata accantonata, ma considerato quale sarà lo scopo principale di Scott e soci all’interno della trama potrebbe avere una validità ancora maggiore.

Viaggio nel multiverso

È abbastanza chiaro il tentativo di salvare Janet Van Dyne, l’originale Wasp dei fumetti e storica compagna di Ant-Man (…e di Tony Stark, Occhio di Falco, Havoc… senza dimenticare un brevissimo flirt con Magneto). L’eroina, partner del marito Hank anche nel MCU, era scomparsa nel tentativo di disabilitare un missile sovietico destinato agli Stati Uniti. Il suo sacrificio l’aveva ridotta a livello subatomico, facendola sparire per sempre dalle vite di Hank e Hope. Almeno questo finché Scott, per riuscire a battere Calabrone, non farà la stessa cosa, tornando dal mondo subatomico vivo e vegeto. Vediamo così nel corso del trailer una navicella che sembra viaggiare nello stesso ambiente in cui si era ritrovato Ant-Man nel finale della sua pellicola. A questo pare si legherà anche il viaggio nel multiverso, concetto in parte già introdotto in Doctor Strange. Sono parecchie le voci che suggeriscono questa possibilità, corroborate dal ritorno sotto il tetto del MCU di Fantastici Quattro e X-Men. Che il mondo subatomico sia la strada scientifica, alternativa a quella mistica, per accedere al multiverso? Lo vedremo molto presto.

Le hai dato le ali?

Già si sapeva che Hope avesse maggiori capacità di Scott. La cosa era stata al centro anche di numerose battute e riferimenti nella prima pellicola. Ma ciò sembra trovare un’ulteriore conferma per ammissione dello stesso Hank Pym. Di fronte al miglior equipaggiamento del costume di Wasp, cioè le ali e il blaster (riferimento al “pungiglione di vespa” di Janet nei fumetti), il creatore delle Particelle Pym dichiara candidamente a Scott che erano tutte tecnologie che aveva già a disposizione quando gli ha consegnato per la prima volta il costume da Ant-Man. Insomma, a maggiori abilità corrisponde un miglior equipaggiamento.

Abbiamo per la prima volta l’occasione di vedere bene il costume di Wasp del film. Quello di Janet, complice la sua abilità di stilista, è il costume che ha avuto il maggior numero di incarnazioni nella storia del Marvel Universe (secondo solo, forse, alle armature di Iron Man). Difficilmente Janet manteneva lo stesso per più di un arco narrativo, aggiungendo e togliendo elementi, oltre ai cambiamenti della forma, dei tessuti e del colore.

Hello, Kitty!

E chiudiamo con quello che è un palese riferimento a una scena presente nel primo film. La lotta tra Ant-Man e il Calabrone avveniva nella cameretta di Cassie Lang, dove potevamo vedere un giocattolo del Trenino Thomas incombere sui due contendenti. Anche questa volta vediamo il gadget di un noto franchise finire su uno degli inseguitori alle calcagna del team di Hank, ovvero un porta caramelle di Hello Kitty. Farsi schiacciare da delle caramelle giganti o da un gigantesco felino asiatico potrebbe essere rubricata come una delle morti più assurde nella storia del Marvel Cinematic Universe.

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