Fumetti da leggere ad Halloween: letture dannate per gli amanti del macabro

Il mese più spaventoso dell’anno sta ormai volgendo al termine e Halloween è ormai prossimo. Il giorno, o meglio la notte, che precede Ognissanti, durante la quale gli spiriti dei morti escono dalle tombe, le streghe compiono empi rituali nelle foreste e strani individui escono dalle rispettive dimore travestiti dai loro orrendi idoli per recarsi a lugubri feste mascherate. Che vogliate quindi prepararvi adeguatamente a questa macabra ricorrenza o che cerchiate delle buone scuse per evitarne i noiosi eventi sociali, abbiamo pensato di darvi una mano selezionando tredici letture horror tra fumetti occidentali e non, che vi aiutino ad entrare nella giusta atmosfera fatta di eventi soprannaturali inspiegabili, mistero, inquietudine, ansia e terrore.

fumetti da leggere ad halloween

From Hell (IBS)

Iniziamo nientemeno che con uno dei capolavori del sommo Alan Moore, accompagnato qui dalle chine, strane quanto affascinanti e a volte inquietanti, di Eddie Campbell. In questa interpretazione della storia di Jack Lo Squartatore, uno dei più atroci e misteriosi assassini della storia contemporanea, le scene crude e da voltastomaco degli omicidi del mostro di Whitechapel e le immagini grottesche dei bassifondi di Londra, andranno ad affiancarsi ad un percorso spirituale e filosofico del protagonista che lo porterà, però, verso una follia sempre più inquietante e perversa. Follia che nasconde tuttavia anche una critica a molteplici aspetti della società moderna, della quale Jack Lo Squartatore è definito dallo stesso autore come la “macabra ostetrica”.

Il Corvo (IBS)

Nell’opera di James O’Barr troviamo racchiusa in modo sorprendentemente impattante tutta la disperazione, tristezza e rabbia dell’autore per la perdita della sua fidanzata. Il fumetto parla di Eric Draven e della sua compagna Shelly, aggrediti da una banda di malviventi che, dopo aver stuprato la ragazza, uccideranno a sangue freddo la coppia. Ma l’anima di Eric non riuscirà a trovare pace e, riportato tra i viventi da un corvo, inizierà il suo percorso di vendetta, uccidendo uno ad uno i loro carnefici, finendo però in una spirale sempre più profonda di odio e sofferenza, fino alla catarsi finale dopo il raggiungimento del suo scopo. Eccezionale è la resa emotiva dell’opera, capace come poche di trasmettere dolore, tristezza e perfino amore, incorniciate però in un’atmosfera mistica e dark , suggestiva e soffocante.

Devilman (IBS)

Go Nagai con questo manga ci fa vivere l’Apocalisse nel modo più torci budella e infrangi spirito che si possa immaginare. Akira Fudo è un giovane ragazzo dall’animo d’oro la cui vita non ha nulla di particolare, fino a che il suo amico d’infanzia, Ryo Asuka, non fonde il suo corpo con quello di un demone, Amon, con lo scopo di farlo combattere contro le orde demoniache che di nascosto minacciano la razza umana. Gli incontri contro i demoni si susseguono, nel presente e nel passato, con un crescendo di drammaticità e orrore, fino al climax finale che porta tutto su un altro livello di angoscia e terrore. Terrore che, però, non è dovuto solamente alla violenza delle scene o allo scenario apocalittico. Al contrario, esso è dettato  soprattutto dal modo in cui l’autore mette in luce la parte più oscura dell’animo umano, rivelando quei lati della nostra specie che più cerchiamo di nascondere o reprimere e di come queste caratteristiche, a noi imprescindibili, ci costringano ad una condizione miserabile.

The Walking Dead (IBS)

Si tratta probabilmente del fumetto horror occidentale più di successo di sempre, questo è quindi più che altro un promemoria per chi ancora non l’ha iniziato. La trama, piuttosto classica, segue le vicende di Rick Grimes, un vice sceriffo che finisce in ospedale per una ferita da arma da fuoco, e una volta svegliatosi dal coma si ritroverà in un mondo post apocalittico invaso dagli zombie e dove ormai ogni forma di civiltà è crollata. Rick si unirà poi ad un gruppo di sopravvissuti tra i quali troverà sua moglie Lori e suo figlio Carl ed insieme a loro inizierà la lotta per la sopravvivenza. La bravura di Robert Kirkman sta nella capacità di scrivere una moltitudine di personaggi eccellentemente caratterizzati, riuscendo a calarli in un contesto estremo per poterne studiare la psicologia ed il comportamento, ponendo davanti a loro ostacoli e prove sempre più crudeli e situazioni moralmente ambigue. E non solo grazie all’espediente degli zombie. La trama risulta credibile e molto avvincente e anche i momenti horror e gore, che permeano ogni volume, sono convincenti e capaci di farci davvero immergere nell’orrore che i protagonisti vivono su quelle pagine.

Lovecraft e altre storie (IBS)

Questa raccolta di storie magistralmente illustrata da Dino Battaglia ci riporta alle fasi embrionali del genere horror, basandosi perlopiù su racconti e leggende popolari. L’albo si apre con un omaggio all’autore di Providence da cui ne deriva il titolo, ispirato dal suo celebre racconto “La maschera di Innsmouth”, primo dei sei. Troviamo poi tra le altre una storia ispirata da una danse macabre di Franz Liszt, compositore ungherese dell’ottocento, una tratta dal “Der Golem” di Wagner, quindi dalla tradizione ebraica ed una trasposizione de “Lo strano caso del Dr. Jekyll e Mr. Hyde”. Un tuffo nel passato del genere, rappresentato da atmosfere tanto evocative quanto disturbanti grazie all’abilità di Battaglia, già provata in una raccolta simile dedicata a E. A. Poe, che riesce a rendere efficacemente su carta i dettagli e gli aspetti inquietanti delle leggende e dei racconti che illustra.

MPD Psycho

Il manga scritto da Eiji Otsuka e disegnato da Shou Tajima, invece, unisce un thriller psicologico dalla trama molto raffinata e con elementi fantascientifici ad una dose bella pesante di splatter. Troveremo narrate le vicende di Yosuke Kobayashi, detective di Tokyo alle prese con il caso di un serial killer fuori di testa che ama fare a pezzi le sue vittime, tra le quali andrà presto a finire la sfortunata ragazza del protagonista. Quando Yosuke troverà l’assassino, si innescherà in lui un forte disturbo della personalità multipla che lo porterà ad uccidere a sangue freddo il carnefice. Da questo momento il razionale Yosuke dovrà fare i conti con le sue altre personalità squilibrate e con il mistero del codice a barre ritrovato sotto le palpebre dei serial killer. Malattie mentali estreme, misteriose organizzazioni e omicidi folli andranno a combinarsi con i disegni precisi, spesso al limite della malattia a loro volta, di Tajima in un mix a dir poco disturbante.

Batman: Il lungo Halloween (IBS)

Non poteva mancare alla lista il Cavaliere Oscuro, il supereroe dark per eccellenza e per festeggiare Halloween non c’è niente di meglio del graphic novel scritto da Jeph Loeb e disegnato da Tim Sale, considerato non a caso uno dei migliori lavori fatti su Batman.
L’opera parla del primo anno di attività del supereroe a Gotham, quasi un seguito di Anno Uno di Miller e si concentra molto sulla figura di Harvey Dent prima degli eventi che lo porteranno a diventare Due Facce. Durante le indagini sul boss mafioso Carmine Falcone, Harvey, il commissario Gordon e Batman si troveranno a fare i conti con Holiday, un assassino che colpisce solo durante le festività e che sta facendo fuori la famiglia di Falcone, ma non passerà molto tempo prima che anche Joker ed altre nemesi del Crociato Incappucciato si immischino nella vicenda. Seppur non si tratti di un horror nel senso più stretto del termine, Il Lungo Halloween si distingue per un’atmosfera particolarmente cupa e di grande tensione e mistero, che ben si sposa con lo stile tipico dei fumetti di Batman, che da sempre si sono distinti per una maggiore predilezione per le tinte scure.

Providence (IBS)

Seconda apparizione in questa lista per Alan Moore, grande amante di H.P. Lovecraft, innovatore del genere horror, dal quale ha preso spesso ispirazione nelle sue opere quando non erano veri e propri tributi allo scrittore: si pensi a Neonomicon, per esempio. Ebbene Providence, realizzato con Jacen Barrows, è il più grandioso di questi omaggi. Moore ci racconta del viaggio di Robert Black, giornalista presso il New York Herald, attraverso l’America rurale del Primo dopoguerra alla ricerca dei suoi segreti peggiori e più nascosti, in particolare seguendo le voci riguardanti un certo antico libro che si dica porti alla follia chi osi leggerlo, il Necronomicon di questo universo narrativo, insomma. Eccezionale il lavoro dello scrittore del Northampton nel riscrivere le opere e i miti di Lovecraft, riproponendoli su queste pagine in modo impeccabilmente coerente e, soprattutto, efficace e terrificante, potendo dare pieno sfogo alla sua creatività e genialità, grazie anche all’ottimo lavoro di Barrows, incaricato del non facile compito di rappresentare ciò che Lovecraft definiva “troppo alieno e terrificante per essere descritto”, figuriamoci disegnato.

Uzumaki (IBS)

Junji Ito, universalmente riconosciuto come maestro del manga horror (e presente al Lucca Comics di quest’anno), è un altro nome che in raccolte di questo genere non può mancare e portiamo quindi una delle sue opere più interessanti ed inquietanti. Kurozo-cho è una classica cittadina giapponese, tranquilla, come molte altre, ma questo stato di ordinaria normalità viene gradualmente incrinato, fino alla rottura totale, da una maledizione legata in qualche modo alla forma della spirale. Dapprima i cittadini si ipnotizzano a guardare gli oggetti a spirale presenti in natura, alienandosi completamente dalla realtà, poi si iniziano a creare strani vortici nel vento e il fumo dei camini inizia a prendere inspiegabilmente questa forma. Ma dopo qualche tempo i cittadini stessi iniziano a mutare, andando a richiamare questa forma, dai busti attorcigliati o dalle teste torte, ai capelli che prendono vita, fino alle persone che si trasformano in lumache, col guscio a spirale. La follia serpeggia e si contorce sulle tavole magnificamente disegnate di Ito e certamente sarà un fumetto che non mancherà di incuriosirvi riguardo al mistero che nasconde, e che vi inquieterà nel profondo, lasciandovi in un costante stato di incertezza e sorpresa.

Homunculus

Continuiamo nella terra del Sol Levante con un seinen dal carattere profondamente psicologico di Hideo Yamamoto. Il protagonista è Susumu Nakoshi, un senzatetto come molti altri nella grande Tokyo, che in seguito ad un’operazione alla corteccia frontale, alla quale si sottopone per ottenere i soldi necessari a dissequestrare la sua amata macchina, acquista una sorta di sesto senso che gli consente, coprendosi un occhio, di vedere le proiezioni materiali della psiche di chi gli sta attorno, gli homunculus.
Gli abitanti di Tokyo, quindi, assumono le forme più incredibili e spesso spaventose agli occhi di Susumu, dalle più semplici scomposizioni, alle mutazioni in alberi e molto altro. Si tratta di un viaggio nelle mente dei cittadini di Tokyo, dalle persone comuni ai membri della Yakuza e quindi anche nella loro società, fatta di ipocrisie e apparenze. Gli elementi splatter non mancheranno, ma sono decisamente sottotono, in favore di un focus totale sulla scrittura dei personaggi e di tavole costruite per far trasparire ogni minimo cambio di umore al lettore, così da addentrarsi nei recessi bui della nostra mente.

Hellblazer (IBS)

Parliamo ora di un grande classico del genere, un’opera enorme alla quale hanno lavorato numerosissimi nomi titanici, come quelli di Jamie Delano, Garth Ennis, Neil Gaiman, Grant Morrison, Brian Azzarello e molti altri. Il protagonista della saga è John Constantine, personaggio apparso per la prima volta nello Swamp Thing di Moore e poi portato su una testata propria da Delano.
Constantine è un detective dell’occulto cinico e amorale, e nelle sue disavventure con demoni, fantasmi e tutto il resto del repertorio di mostri horror, calati però in un contesto contemporaneo, le soluzioni dei casi sono spesso raggiunte giocando sporco, con l’inganno, in modo insomma che poco si addice all’eroe di un fumetto, creandosi in questo modo più nemici di quelli che sconfigge. La cosa affascinante dell’opera è il come questa adatti sia i suoi temi che il suo stile, principalmente gotico contemporaneo e surreale, in base agli autori e ai periodi che si sono susseguiti durante i suoi vent’anni di pubblicazione. Dal periodo punk-rock e di critica contro Margaret Thatcher, passando per i fanatismi religiosi, il neo-nazismo e le sparatorie nelle scuole, fino a trattare argomenti più filosofici come il nichilismo.

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Cannibal Family (IBS)

Dopo Battaglia, torniamo in patria con Rossano Piccioni e Stefano Fantelli, che ci portano nel quotidiano e nell’intimità della follia e della perversione seguendo le vicende della famiglia Petronio, che come avrete intuito si dà ai piaceri della carne, quella altrui.
La storia si divide su due linee temporali, una nel passato che segue il giovane Alfredo Petronio, padre della famiglia, caratterizzata da un tratto sporco e schizofrenico e una nel presente che tratta le vicende delle personalità di tutti i membri della famiglia, caratterizzata al contrario da un disegno preciso, dettagliato e proporzionato. In entrambi i rami della storia, la perversione ed il sadismo sono gli elementi alla base dei disegni e dei dialoghi, i primi cruenti, violenti senza filtri, inadatti ai deboli di stomaco, i secondi malati e allucinanti nel mischiare il cannibalismo alle cose di tutti i giorni. I Petronio sono l’orrore che si nasconde dietro il quotidiano e alle apparenze, la follia nata in un mondo altrettanto folle.

Hell Baby (IBS)

Giunti alla fine del tunnel degli orrori, vi parliamo di un manga approdato molto recentemente in Italia, nato dalla mente di Hideshi Hino, uno dei pionieri del manga horror.
L’opera inizia durante una notte tempestosa, con la nascita di due gemelle, una sana e normalissima, l’altra misteriosamente orribile e deforme. A causa del suo aspetto la povera, ma spaventosa creatura viene abbandonata dai genitori in una discarica, ove, contro ogni previsione, sopravvive cibandosi di carcasse e lottando con i cani randagi. La creatura tornerà poi in città per vendicarsi di coloro che l’hanno abbandonata e dimenticata, portando con sé panico e terrore. Il tratto retro, sporco e dai neri marcati e ampi contribuisce eccellentemente alla costruzione dell’atmosfera, resa grazie anche alle vignette che si alternano tra gli ambienti cupi e i primi piani sui volti sconvolti dei protagonisti.

Happy Halloween!

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