Si scrive “4 Hoods”, si legge “Avventura”

È finalmente in edicola e fumetteria l’ultima novità mensile (di una lista che va allungandosi) targata Sergio Bonelli Editore, dedicata a lettori più giovani. Sono i 4 Hoods, concepiti e disegnati già in occasione di un laboratorio di fumetto per bambini e ragazzi quasi quattro ARF fa, alla prima edizione della fiera romana del fumetto. Il loro è decisamente un nome parlante, ma sotto quattro cappucci che nascondono il volto, nello stile semplificato della pedina, fremono quattro eroi scolpiti negli stereotipi del genere fantasy e del gioco di ruolo.

Ma andiamo con ordine. Innanzitutto, sì, si tratta di stereotipi nel ruolo e nel carattere: un arciere e stratega (Verde), una maga incantatrice (Rosso), un ladro assassino (Viola) e un guerriero distruttore (Barba). Ma questa semplicità, così come quella del disegno di Ser Torti, è trampolino di lancio per una grande ricchezza di ironia e situazioni. 4 Hoods è un fumetto che fa sue le regole dei giochi di ruolo alla D&D per esserne fresca e irriverente incarnazione a fumetti. Da una parte, si strizza l’occhio malinconico alle generazioni passate, che con i giochi di ruolo sono cresciute e spesso non vi rinunciano tuttora (perché dovrebbero?). Dall’altra, con occhio furbo, si cerca di ammaliare quelle nuove, di generazioni, cui quartetti avventurosi e punti esperienza ricordano semmai videogame, party e MMORPG. Si crea in questo modo un fumetto che al contempo è fascinosamente vintage, per alcuni, e piacevolmente nuovo, per altri.

4 Hoods

Quest’ambivalenza, a ogni modo, non si declina solo nel concept multi-generazionale, ma anche nella deliziosa veste grafica. Amministrata con estro dal succitato Riccardo Torti, disegnatore e curatore della testata, è sostenuta per qualche tavola e per tutti i layout dal buon Federico Rossi Edrighi, già autore de La Principessa Spaventapasseri (che fatichiamo a non sovrapporre alla Principessa Coraggio). Federico è anche autore principale di soggetti e sceneggiature, fatta eccezione per qualche incursione in materia di Roberto Recchioni, creatore e co-copertinista insieme al Cristiano Spadoni di juliana memoria. Per tutto il resto, e vale a dire i colori, c’è Annalisa Leoni, la cui performance cromatica è, in questo caso, ancora più fondamentale del solito.

L’avventura, poi, non si esaurisce nei dialoghi pungenti o nel dinamismo di gag e combattimenti, a spasso fra dungeon e boss fight (con conseguenti level up). A dividere episodi in continuity e one shot, le rubriche, prezioso viatico soprattutto per chi il fantasy se lo sente dentro, pur conoscendone poco per ragioni anagrafiche o circostanziali. Si tratta di brevi approfondimenti sul rapporto dei diversi medium con il genere, vergate da penne (d’oca) che sanno il fatto loro: Torti per il mondo ludico, Michele Monteleone per la letteratura, Recchioni per il cinema.

4 Hoods

Verdetto

4 Hoods è un fumetto che sa parlare a chiunque. I toni giocosi, parodistici e autoreferenziali dei testi hanno il merito di divertire, e pure tanto. Come? Primo: non sottovalutano mai il lettore, attraverso un’ironia dissacrante ma sempre sincera. Secondo: evitano di depotenziare l’epica di cui ogni fantasy, dal più solenne al più scanzonato, dovrebbe farsi araldo. Tutto questo vive e respira in un affresco fatto di palette accese e piatte in evidenza su sfondi più morbidi e sfumati, “pre-calcolati”. Sembra una formula chimerica, un’alchimia impossibile, ma funziona alla grande. Fate una media tra Pratchett e Santoni, vestitela di toon shading zeldiano, aggiungete una manciata di dadi invisibili e vi sarete più o meno fatti un’idea.

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