Hulk spacca! Sempre

Tra i supereroi più rappresentativi del concetto “Supereroi con superproblemi” che hanno fatto la fortuna della Marvel nella Silver Age del fumetto c’è senza dubbio l’Incredibile Hulk.

Nato come una versione “ai raggi gamma” de Lo Strano Caso del Dottor Jekyll e Mr. Hyde, Il Golia Verde riesce a vivere su quella sottile linea di confine tra il genio e il mostro, il placido “nerd” occhialuto Banner e la calamità naturale rabbiosa Hulk.

Nel corso della sua storia il nostro eroe ha subito molti cambiamenti e variazioni. Gli sceneggiatori hanno spesso giocato con i suoi limiti di potenza, portandoli a livelli più o meno accettabili nell’economia del Marvel Universe. Di certo quando parliamo di Hulk parliamo di un eroe di cui  non abbiamo mai del tutto compreso la portata e la vastità dei suoi poteri. C’è anche da chiedersi se Hulk abbia davvero dei limiti, soprattutto di fronte a un certo numero di casi, nella storia di  questo personaggio, in cui ci siamo trovati a pensare l’esatto contrario.

Indicativo, sotto questo punto di vista, lo scontro avvenuto tra Emma Frost, potenziata da circa metà dello spirito della Fenice, e lo stesso Hulk nel corso di Avengers Vs X-Men. Hulk riesce a sconfiggere, in maniera irrisoria, quella che era momentaneamente una vera e propria divinità. Pur mostrandosi incapace di tenere testa a Ciclope in versione Fenice Nera, il termine di paragone è sufficiente da chiarire la potenza di questo eroe, che possiamo definire senza troppi tentennamenti  il più potente di casa Marvel.

Ma quali sono le versioni più potenti di Hulk? Ebbene, abbiamo deciso di sceglierne sette, cercando di analizzarle e capire quale sia il loro potenziale per ordinarle fino ad arrivare a quella che riteniamo essere la versione più potente dell’Incredibile Hulk.

5 – Hulk Grigio, Joe Fixit.

Creato negli anni ‘80 dalla penna di Peter Allen David, che molti lettori ricordano come uno degli autori migliori sulle pagine del Golia Verde, l’Hulk Grigio costituì un vero ritorno alle origini.

Al momento dell’ingresso di PAD era appena terminata la storica serie con Lou Ferrigno e le vendite degli albi dell’Incredibile Hulk erano ai minimi storici. David pensò allora di rivoluzionare il personaggio, tornando a quel primissimo numero in cui Hulk appariva come un mostro notturno dalla pelle grigia, che il Sorridente Stan sarebbe stato costretto a cambiare già dalla seconda apparizione del personaggio per problemi di stampa. Così lo sceneggiatore pensa bene di ritornare al grigio, trovando come motivazione un tentativo fallito di separare Banner e Hulk con questo effetto collaterale imprevisto.

L’Hulk Grigio è una versione fisicamente meno forte di molti altri Hulk che si sono succeduti negli anni sulle pagine del suo albo. Perché inserirlo, allora, in questa classifica? In primo luogo per la sua simpatia: Joe Fixit era un personaggio con un’attitudine da sbruffone e la battuta pronta, capace di renderlo immediatamente simpatico ai lettori. Ma, soprattutto, per la sua incredibile intelligenza e astuzia, che ne fanno un nemico molto pericoloso in battaglia. Nonostante questo un suo singolo pugno è in grado di sbriciolare un asteroide in rotta di collisione con la Terra, mostrando una forza fisica superiore alla maggior parte dei bruti Marvel.

 

4 – Il Professore.

Sempre negli anni del buon vecchio PAD abbiamo una delle versioni più interessanti e forti di Hulk. La convivenza tra le personalità dell’Hulk Grigio, quello Verde e di Bruce Banner stava uccidendo lo scienziato, portandolo alla schizofrenia. Doc Samson, lo psicanalista gamma-irradiato, pensa bene di trovare una soluzione, fondendo i tre tratti della personalità. Nasce così il Professore, un Hulk con l’incredibile forza del Verde (incarnazione delle psicosi infantili di Bruce), l’assenza di vincoli morali del Grigio (sua manifestazione della repressione adolescenziale) e l’intelligenza e i ricordi di Bruce Banner, che resta la personalità dominante.

I cambiamenti in questo Hulk sono evidenti: oltre alla parlantina sciolta, anche i tratti del volto si fanno regolari e meno ferini, così come la muscolatura che, pur restando molto sviluppata, si fa anche più proporzionata. Queste scelte rendono Hulk più umano, cosa testimoniata anche dall’abbigliamento, con jeans e magliette in taglia oversize. Come se non bastasse la summa di tutte le sue personalità ha reso Hulk più forte e astuto che mai, con una capacità di controllo della sua forza mai sperimentata prima. Questo Hulk passa in maniera abbastanza indistinta dal menare le mani contro dei giganti grossi il doppio di lui al creare trappole sofisticare per quegli avversari con cui uno scontro fisico comporterebbe troppi rischi per la popolazione. Non è infatti da dimenticare che è l’unico Hulk consapevole di essere una calamità naturale e che, in quanto tale, cerca di limitare i danni collaterali che lui stesso causa.

 

3 – Worthy Hulk.

Che Fear Itself sia piaciuto o meno non è questione da affrontare in questa sede. Al di là di alcune discutibili scelte di trama è innegabile che ci abbia consegnato una delle versioni di Hulk più forti e interessanti della sua storia. Specie alla luce del mai sopito conflitto con Thor, con cui per anni si è conteso la palma di Vendicatore più forte della squadra.

Quando, nel corso degli eventi del crossover, iniziano a cadere i martelli sulla Terra, Hulk ne raccoglie uno in Brasile, trasformandosi in Nul, il Distruttore di Mondi. Provate a immagine un Hulk armato con una sorta di Mjollnir. Terrificante, vero? Il potere di questo Hulk è soverchiante, al punto che lo stesso Thor, frustrato dallo scontro e ormai prossimo alla sconfitta, comprende di non poter vincere. Ammettendo a se stesso di essere sempre stato inferiore al Gigante di Giada, cerca una soluzione alternativa, spedendolo nello spazio con un unico possente colpo di Mjollnir. Il potere di questo Hulk sembra essere molto vasto, ma non è stato del tutto esplorato per colpa dei limiti imposti dalla mini-serie. Di certo, una volta fuori dai giochi contro i colleghi Vendicatori, Nul ha dato prova di una significativa potenza sconfiggendo senza troppi problemi Dracula.

 

2– Savage Hulk.

Noto anche come Mindless Hulk è forse una delle incarnazioni più potenti viste nella storia del Gigante di Giada, per quanto comparsa pochissimo sugli albi della Casa delle Idee. Quando Onslaught  si risveglia e decide di massacrare l’intero universo Marvel, uccidendo uno dopo l’altro tutti i suoi eroi, solo in pochi rimangono in piedi. Tra questi  ci sono uno sparuto gruppo di Avengers, di X-Men sopravvissuti e lo stesso Hulk.

Di fronte al pericolo incombente l’Hulk Professore chiede a Jean Grey di aiutarlo. L’unico modo di abbattere il nemico che sembra quasi onnipotente è quello di spegnere la personalità di Bruce Banner! Da sempre la coscienza latente di Bruce era stata per Hulk una sorta di “valvola di sicurezza” capace di frenarlo, a prezzo però di una parte consistente dei suoi poteri. Pur riluttante Jean acconsente a compiere questo “Banner-ectomia” dalla mente di Hulk. Il risultato? Un Hulk dalla forza belluina incontrollabile, capace di sfondare con un solo pugno la corazza psionica di Onslaught che tutti i supereroi sopravvissuti non erano riusciti, insieme, nemmeno a intaccare. Con la successiva serie di eventi legati a “La Rinascita degli Eroi” l’Hulk Selvaggio avrà comunque vita breve. Quando la continuity verrà ristabilita il nostro tornerà nei panni dell’Hulk classico.

 

1 – Sfregio Verde. 

Nelle storie canoniche il Golia Verde protagonista della saga di World War Hulk risulta essere forse il più forte e pericoloso mai visto, capace di compiere una prova di forza impressionante dopo l’altra.

Spedito nello spazio degli Illuminati, il gruppo di super-umani che, dai tempi della prima invasione Kree – Skrull sul pianeta Terra, ha tirato le fila degli eventi cercando di “aiutare” la comunità dei supereroi, Hulk diventa in breve tempo re di Sakaar (Planet Hulk). Alla fine di questa saga, tuttavia, l’astronave del Gigante di Giada esplode, devastando metà del pianeta e uccidendo, tra gli altri, la moglie dello stesso Hulk, incinta del loro figlio. Si scoprirà solo in seguito che a piazzare l’ordigno erano stati gli sgherri del Re Rosso; Hulk, inconsapevole di ciò, attribuirà la responsabilità di questo atto agli Illuminati: Iron Man, Mr. Fantastic, il Dr. Strange e Freccianera.

Sconfigge facilmente, uno dopo l’altro, prima il sovrano degli Illuminati, poi Stark, Richards e, infine, Strange (seppure al termine di una dura lotta). Quando ormai tutto sembra finito Hulk si dimostra capace anche di sconfiggere Sentry, ovvero l’essere più potente dell’Universo Marvel di quel periodo di pubblicazioni, placandolo dallo stato di furore incontrollato in cui era caduto (a suon di pugni, si intende).

La fonte dei poteri di questo Hulk? La sua rabbia. Da sempre gli autori che si sono succeduti sulle pagine del Gigante di Giada hanno lasciato intendere l’esistenza di un rapporto tra la rabbia di Hulk e la sua forza. Di fronte allo sterminio del suo popolo e della sua famiglia Hulk non è mai stato tanto arrabbiato e, allo stesso tempo, nemmeno tanto potente.

Di fronte a questo particolare ci rendiamo conto che Hulk non ha un vero e proprio limite di forza: fintanto che il suo stato d’animo è alterato e maggiore è la foga con cui combatte, maggiori saranno i suoi poteri.

 

 

BONUS #1 – Il Maestro.

Per concludere il nostro viaggio nella galassia di Hulk, dobbiamo fare anche una rapida menzione di due versioni alternative degne di nota. Sempre la gestione di Peter David ci regala questa versione alternativa di Hulk. Una versione assolutamente micidiale. Siamo all’inizio degli anni ‘90 quando inizia la saga di Futuro Imperfetto. L’Hulk Professore viene trasportato in un futuro dove le bombe nucleari hanno devastato il mondo, distruggendo buona parte della popolazione e dove gli eroi sono stati sterminati uno dopo l’altro, cadendo come mosche. Il responsabile? Lo stesso Hulk, che potenziato dalle radiazioni ha assunto il titolo di Maestro, governando sul mondo col pugno di ferro.

Il Maestro è forse l’incarnazione di Hulk più pericolosa mai apparsa: machiavellico e spietato, potenziato dagli anni di esposizione alle radiazioni gamma della guerra nucleare oltre ogni limite. Nel corso del primo scontro col Professore sconfigge facilmente la sua controparte passata, spezzandogli il collo con facilità irrisoria. Alla sconfitta dimostra anche di aver ottenuto un fattore rigenerante fuori scala, capace di riportarlo in vita e facendo nascere in Banner il sospetto che Hulk non possa essere ucciso.

 

BONUS #2 – World Breaker Hulk.

Chiudiamo con quello che forse è l’Hulk più forte mai comparso su un albo Marvel: si tratta dell’Hulk soprannominato “Word Breaker”, protagonista di un What If? molto particolare. In questo numero ci si chiede cosa sarebbe successo se lo Sfregio Verde avesse accettato di diventare Araldo di Galactus. Immaginate l’Hulk più potente mai esistito con dei poteri cosmici paragonabili a quelli di Silver Surfer. Qualcosa capace di far venire i brividi persino alla testa fiammeggiante di Dormammu e far rapidamente pentire Galactus della scelta fatta.

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