“Dove i più grandi sogni diventano realtà”

Ogni parco a tema Disney viene accostato senza nemmeno pensarci a un luogo di estrema felicità, un posto dove i sogni di ogni bambino (o di chiunque, diciamoci la verità), diventano realtà. Ma è oro tutto ciò che luccica; difatti, dall’apertura del primo parco ad oggi, si sono diffuse alcune leggende e dicerie che, anche se clamorosamente smentite o non ancora verificate, aumentano il fascino del luogo. Per questo motivo abbiamo elencato 6 tra le storie più bizzarre e inquietanti che aleggiano intorno all’aura del parco dedicato alla major dalle grandi orecchie da topo.

Il cadavere congelato di Walt Disney

Tra le leggende più popolari, anche perché diffusa da numerosi speciali e serie televisive (vedasi Griffin), troviamo certamente quella secondo cui il cadavere del creatore di Topolino sarebbe criogenicamente conservato nel parco originale in California, precisamente sotto l’attrazione de “I Pirati dei Caraibi”. Questa bufala è stata portata avanti principalmente da due biografie sensazionalistiche, ovvero “Disney’s World – A Biography” (1986) e “Walt Disney – Hollywood’s Dark Prince” (1993), le quali lasciavano trasparire un interesse del signor Disney per la crioconservazione, che non accennava ad attenuarsi con il cancro ai polmoni che stava degenerando.

Un posto per spargere le ceneri dei propri cari

Chi non vorrebbe spargere le ceneri di un proprio caro in uno dei posti più felici sulla faccia della Terra? Questo luogo esiste realmente e si tratta prpprio del giardino della villa, sempre a Disneyland in California. Tuttavia ormai la suddetta attività è rigorosamente vietata. Il caso più recente risale a una donna che ha chiesto l’autorizzazione per spargere le ceneri del figlio brutalmente ucciso, in quanto uno degli ultimi desideri di quest’ultimo, a quanto dichiarato dalla signora, sarebbe stato quello di diventare un fantasma della Haunted Mansion.

Morti di paura

Tra tutte le attrazioni dei parchi Disney, quella intorno alla quale orbitano il maggior numero di bufale è senza dubbio la Haunted Mansion. A quanto pare, all’inaugurazione del primo parco nel 1955, una persona sarebbe stata talmente terrorizzata dalla giostra da morire per un attacco di cuore. Per questo motivo, la Haunted Mansion sarebbe stata chiusa per anni, col fine di renderla meno spaventosa per i visitatori. Questa bufala, come ipotizzato da molti, sarebbe nata per spiegare la lunga gestazione che ha coinvolto l’attrazione, la cui parte esteriore era già pronta dal 1963, mentre è stata aperta al pubblico solo nel 1969.

Deborah Gail Stone

Questo sarebbe il nome di una hostess del parco di soli 18 anni, che nel 1974 morì per essersi avvicinata troppo ad una piattaforma rotante, la quale ha causato un incidente per lei fatale. L’attrazione in questione era “American Sings”, nella zona “Tomorrowland”. Nei pressi di questa giostra, alcuni impiegati del parco hanno giurato di aver sentito sussurrare la frase “Fai attenzione”, durante i periodi di apertura al pubblico del parco.

Suicidio in diretta

Tra le leggende maggiormente campate per aria (trattasi infatti di una creepypasta con tutti i crismi) troviamo un caso di suicidio avvenuto nel 1999 al termine di una corsa della popolare attrazione “It’s a small world”. Poco prima della fine del percorso, sarebbe andata via la luce e la giostra si sarebbe fermata in anticipo. In seguito i visitatori sarebbero stati invitati ad uscire, trovandosi quindi circondati da auto della polizia. Tra le macchine fotografiche che si trovavano dentro l’attrazione, una puntata in alto avrebbe scattato una foto a un uomo penzolante sopra il soffitto.

parchi disney

Se nasci a Disneyland entri gratis tutta la vita

È capitato che sul suolo del parco nascessero alcuni bambini (l’esempio più famoso è quello di Teresa Salcedo, la prima a “sdoganare” questa pratica), ma a nessuno di essi, al contrario di quanto affermano alcune dicerie, sarebbe stato offerto un ingresso gratis a vita a Disneyland. Un ex-impiegato raccontò che una madre cercò a tutti i costi di far nascere il proprio figlio in uno dei bagni del parco, abbandonando l’idea solo quando le fu negato l’ingresso gratis “per sempre”. In effetti, cosa ci potrebbe guadagnare il parco facendo partorire le mamme al suo interno?

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