Il 6 aprile Yamato Video ha lanciato sul suo canale YouTube il simulcast dell’anime di Mix, l’ultima fatica del più importante autore spokon contemporaneo, Adachi Mitsuru. In Italia, almeno in un primo momento, il mangaka non ha goduto di particolare notorietà: Touch, una delle sue opere a fumetti più famose, è giunta da noi edita da Star Comics nel lontano 1999 abbastanza in sordina, soprattutto a causa dello scarso bacino d’utenza di cui godevano i manga a quei tempi. Oggi, invece, la cultura dei fumettari italiani ha ormai accettato anche quelli nipponici e Adachi ha potuto finalmente godere della fama che merita. Non a caso nel 2016 Star Comics ha sviluppato la perfect edition con inserti a colori sia per lo stesso Touch che per l’altrettanto importante Rough.

Ma che cos’è lo spokon? Scopriamolo insieme partendo dal curioso aneddoto che ne ha determinato la nascita.

Adachi Mitsuru e lo spokon: un po’ di storia

Spokon è un genere manga che annovera al suo interno tutte quelle opere ambientate nel mondo dello sport che hanno per protagonisti degli atleti. Sicuramente vi verranno in mente pietre miliari come Captain Tsubasa (Holly e Benji) e Attacker You! (Mila e Shiro due cuori nella pallavolo), ma lo spokon affonda radici molto più profonde nella cultura giapponese.

Le Olimpiadi di Tokyo e l’ossessione per l’eccellenza sportiva

È il 1964 e le Olimpiadi di Tokyo stanno andando egregiamente per il Giappone, che arriverà addirittura terzo nel medagliere dopo le superpotenze USA e URSS. La manifestazione è uno spot importantissimo per una nazione che vent’anni scarsi prima è stata messa in ginocchio dalla sconfitta nella Seconda Guerra Mondiale e da due bombe atomiche. Il popolo è in fibrillazione per la finale della categoria open di judo, appena riconosciuto come disciplina olimpica. Gli altri quattro raggruppamenti hanno visto altrettante vittorie di atleti nipponici e per Kaminaga Akio la medaglia d’oro è un dovere. Sale in pedana contro il leggendario judoka olandese Anton Geesink e rimedia invece una sconfitta, gettando il Giappone intero nello sconforto più totale. È in questo momento che che eccellere nello sport, soprattutto nelle discipline legate alla cultura nazionale come il judo, diventa un’ossessione per i cittadini del Sol Levante.

Takamori Asaki e l’età dell’oro

Lo sport come mezzo di rivalsa sociale, come metafora della rinascita da un passato difficile, è il concetto centrale del primo spokon, che esce non a caso nel 1966 a opera di Takamori Asaki, vero iniziatore del genere. Kyojin No Hoshi (Tommy la stella dei Giants) rappresenta l’inizio dell’età dell’oro dello spokon, che regna incontrastato per tutti gli anni Settanta. Tra il 1968 e il 1971 lo stesso Takamori inizia la serializzazione di due pietre miliari del genere come L’Uomo Tigre e Ashita No Joe (Rocky Joe). A riempire le tavole sono protagonisti cupi dal grande cuore che, per arrivare al successo sportivo, non hanno paura di sottoporsi ad allenamenti estenuanti e spesso anche a vere e proprie sofferenze e vessazioni.

Kyojin No Hoshi

Gli anni Settanta e l’inizio degli Ottanta rappresentano una vera e propria età dell’oro per lo spokon. Si moltiplicano gli emuli di Takamori e le sue strutture narrative vengono ripetute con minime modifiche. Gli sport principalmente rappresentati sono i più praticati in Giappone a livello liceale: il baseball, sport nazionale, e la pallavolo. Dokaben di Mitsushima Shinji, come molti altri, gira attorno al sogno di tutti i ragazzini nipponici di partecipare alle finali del campionato al leggendario stadio Koshien di Tokyo. La portabandiera della pallavolo è Urano Chikako, diventata famosa anche da noi grazie al suo Attack No,1! (Mimì e la nazionale di pallavolo).

Attack No. 1!

A metà anni Ottanta, però, lo schema di Takamori comincia a invecchiare e lo spokon rischia di scomparire. È qui che si inserisce il protagonista di questo articolo, capace di svecchiarlo e renderlo più interessante tanto da arrivare sino ai giorni nostri, Adachi Mitsuru.

Adachi Mitsuru e la rinascita dello spokon

Adachi Mitsuru ha scritto le pagine più importanti del manga sportivo e ha il merito di aver dilettato con i suoi lavori numerose generazioni di lettori. Per quanto possa sembrare controintuitivo, l’innovazione principale consiste nel non limitarsi allo sport. La narrazione del mangaka originario di Isesaki si concentra soprattutto sulla vita fuori dal campo dei personaggi. Il palazzetto, la piscina o il diamante del baseball non sono più il fulcro delle vicende, ma svolgono la funzione di luogo d’incontro in cui si intrecciano le relazioni dei protagonisti alle prese con tutti i problemi dell’adolescenza. Il sacrificio, la sofferenza fisica e gli allenamenti estenuanti rimangono, ma passano in secondo piano rispetto all’amore, alle dinamiche scolastiche, all’amicizia e al dolore. Le opere di Adachi Mitsuru si collocano quindi in una zona grigia tra lo spokon tradizionale e lo shojo, creando un genere a sé stante.

Adachi Mitsuru: disegni e storie

I disegni

Adachi Mitsuru opera un vero e proprio cambio di prospettiva all’interno del genere spokon, e anche i suoi disegni sono una dichiarazione di questo intento. Bollato da molti nel corso degli anni come eccessivamente semplicistico, il tratto essenziale del Maestro è funzionale al suo stile. Il focus non è più sulla rappresentazione nel dettaglio della spettacolarità dello sforzo fisico, ma sull’espressività del viso dei personaggi e sulle emozioni che essi sanno trasmettere. I disegni di Adachi sono una sorta di gioco di sottrazione che punta a far immedesimare il lettore. Il caratteristico viso senza bocca, per esempio, non è una dimostrazione di pigrizia, ma un efficace modo di esprimere indecisione o tristezza.

Le storie

I disegni di Adachi Mitsuru sono funzionali alla narrazione. Le sue sono storie costellate di momenti sospesi, gesti interrotti, esitazione. Il suo marchio di fabbrica sono tavole completamente prive di balloon in cui i personaggi si limitano a comunicare con lo sguardo. L’invito a colmare il vuoto con i pensieri è rivolto al lettore, che è chiamato a immedesimarsi e a trarre le proprie personali conclusioni.

I personaggi di Adachi Mitsuru sono coerenti con tutto il resto delle sue scelte. Il mangaka di Isesaki è un cantore dell’adolescenza, teatro dei momenti sospesi e momento sospeso della vita essa stessa. I protagonisti delle vicende sono in una fase di transizione verso l’età adulta, di formazione della personalità. Le loro scelte sono condizionate dall’ambiente in cui vivono, dallo sport che praticano e soprattutto dalle relazioni che intrattengono. Le situazioni sono per la maggior parte di vita quotidiana e danno alle opere una portata universale, perché ciascuno di noi può dire di avere vissuto vicissitudini simili a quelle dei personaggi. Quello di Adachi è uno spokon in cui trovano inedito spazio la poesia e la tenerezza.

Le opere più importanti di Adachi Mitsuru

La carriera di Adachi Mitsuru, iniziata negli anni Sessanta tra gavetta e assistentato, continua a tutt’oggi. La sua ultima fatica è Mix, la cui serializzazione è iniziata nel 2012 e l’anime è ormai alle porte. Per prepararci al meglio alla nuova avventura, ecco le tre opere più importanti per conoscere meglio l’autore.

Touch (1981-1986)

Touch è forse l’opera più celebre di Adachi Mitsuru e ne ha segnato anche la notorietà in Italia, grazie all’anime Prendi il mondo e vai (1988). La narrazione segue le vicende dei gemelli Katsuya e Tatsuya Uesugi tra baseball e scuola, nella cornice del liceo Meisei. Nel corso del manga vediamo affiorare molti dei temi ricorrenti della poetica di Adachi, che si intrecciano con quelli dello spokon tradizionale.

I coniugi Uesugi sono spesso oppressivi soprattutto nei confronti del figlio Katsuya, che deve diventare a tutti i costi una star del baseball e stare insieme alla coetanea Minami, figlia di amici di famiglia.

Minami, tuttavia, è innamorata del più introverso e misterioso Tatsuya, il vero outsider dell’opera. Il più in ombra dei due gemelli non ama la competizione e si iscrive a un altro club per non contrastare Katsuya, salvo poi rivelare il proprio talento innato per il diamante.

Anche la tragedia è parte fondamentale della narrazione di Adachi. Katsuya si sta recando al Koshien per le finali del campionato studentesco quando salva un bimbo per la strada, viene investito e muore sul colpo. Tocca a Tatsuya provare a portare alla vittoria la squadra del Meisei e la relazione ancora solo platonica con Minami.

Adachi Mitsuru

Rough (1987-1989)

Rough si sposta al liceo Eisen e abbandona il diamante per la piscina. Questa volta Adachi Mitsuru decide di attingere a piene mani dalla tragedia d’amore per eccellenza: Romeo e Giulietta. Il manga si concentra sull’evoluzione del rapporto tra la tuffatrice Ninomiya Ami e il nuotatore Yamato Keisuke. Le loro famiglie, proprio come nel celebre lavoro di Shakespeare, si odiano, anche se è solo una questione di affari. I due protagonisti dovranno quindi lottare con tutte le proprie forze prima per accettarsi e poi per veder nascere qualcosa di più di un’amicizia, tra una gara e un allenamento.

In Rough trovano spazio diversi altri personaggi, che appartengono per lo più al filone degli outsider tanto caro allo spokon tradizionale. Nell’opera di Adachi, tuttavia, essi spesso si rassegnano semplicemente, senza forzare negli allenamenti per diventare più forti. È il caso di Ogata Takeshi, un membro del club di baseball innamorato di Ami ma consapevole di non avere alcuna speranza, né nello sport né in amore.

Quello del nuoto è un ambiente pieno di intrighi e competizione. Strizzano l’occhio ai lavori di Takamori Asaki personaggi come Nakanishi Hiroki, amico d’infanzia di Ami e detentore del record nazionale nello stile libero. Hiroki ha la classica funzione di rivale che spinge il protagonista Keisuke a dare tutto, in vasca come nella lotta per il cuore di Ami.

Mix (2012-in corso)

Adachi Mitsuru, ormai nel pieno della maturità artistica, per il suo ultimo lavoro torna al liceo Meisei, già teatro delle indimenticabili gesta dei gemelli Uesugi. E non è solo l’ambientazione a riprendere direttamente lo schema di Touch: Mix si concentra sulle vicende di altri due fratelli coetanei, anche se di sangue differente, tra i primi amori dell’adolescenza e l’immancabile baseball.

Tachibana Toma è un talentuoso lanciatore che però inizia la sua avventura seguendo i caratteri fondamentali dell’outsider. È infatti relegato in terza base per fare spazio al suo rivale Nikaido Daisuke, figlio di un importante industriale che finanzia il club di baseball. Con il passare del tempo, il suo talento verrà fuori e sarà riconosciuto anche da chi lo osteggiava.

Soichiro, fratellastro di Toma, è un piccolo dongiovanni che gioca nel ruolo di ricevitore. È su di lui che inizialmente si concentra la parte più shojo del manga, che poi si allargherà a tutti i principali personaggi. Il ragazzo si innamora infatti di Haruna, la figlia del coach, e fa visita al chiosco di ramen dove lavora part-time ogni volta che può. Anche un altro compagno di baseball, il possente Nango Shiro, è innamorato della ragazza, ma non viene corrisposto: forse il cuore di Haruna batte per Toma.

Se topoi come l’outsider, lo sport come metafora sociale e l’amore non corrisposto fanno parte del bagaglio classico di Adachi Mitsuru, in Mix sono presenti anche alcuni elementi che lo rendono un’opera più complessa e, per così dire, al passo coi tempi.

La famiglia Tachibana, per esempio, non è proprio ordinaria. Eisuke, il papà di Toma, è vedovo e ha sposato in seconde nozze Sawai Mayumi, mamma di Soichiro a sua volta vedova. Il primo marito di Mayumi, Keiichi, era un lanciatore dal talento cristallino e giocava nella squadra del Meisei proprio con Eisuke.

Le tragedie individuali sono un altro topos molto presente in Mix e non affliggono solo i protagonisti. Al di là dei lutti familiari dei Tachibana, lo status apparente di raccomandato di Daisuke nasconde una verità terribile: è affetto da una grave malattia cardiaca e il coach vuole farlo giocare da titolare finché ne è in grado. Haruna, invece, in passato era una promessa della ginnastica, ma la rottura di una gamba l’ha costretta a smettere per diventare la manager del club di baseball del Meisei.

Rispetto ai suoi predecessori Mix è un manga più corale e intergenerazionale, che sposta spesso il focus anche verso i grandi e le loro vicende, donando più complessità alla struttura.

spokon

In tutte le opere di Adachi Mitsuru sport e vita fuori dal campo corrono su binari molto vicini, che si incontrano spesso per dare più profondità alla narrazione. Con Mix si chiude il cerchio iniziato trentotto anni fa con Touch. Qualcosa è rimasto esattamente come allora, qualcos’altro è cambiato. Di sicuro è anche grazie al Maestro di Isesaki se lo spokon ha saputo rinnovarsi ed è giunto fino a noi.

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