Un po’ statuine, un po’ parti di videogiochi, tanta ossessione…

amiiboA tutti i possessori di Wii U: vi siete accorti che fin dalla sua nascita il gamepad ha uno splendido sensore NFC? Io me ne ero accorto a metà, nel senso, che sì, sapevo di questa cosa, avevo studiato le caratteristiche tecniche della console prima di affrontare la spesa. Ma non mi ero interrogato molto sul suo potenziale utilizzo videoludico. Avevo liquidato il tutto con molta lungimiranza pensando: ‘Servirà per i pagamenti sullo store Nintendo. E tanto non comprerò mai nulla da là, quindi non me ne frega niente!’ Avete visto che splendido visionario che sono? Per fortuna, Nintendo aveva un piano (uno forte!) e stava per lanciare le sue esche, consapevole che avrei abboccato… Il chip NFC era lì pronto per essere utilizzato con la nuova trovata Nintendo: gli Amiibo. Che poi, a volerla dire tutta, non è neanche tanto nuova. Basta guardarsi intorno al supermercato e seguire i rumori molesti dei bambini in lacrime per scoprire schiere di genitori dallo sguardo fisso nel vuoto che spingono via i frutti dei loro lombi lontano dalle rastrelliere di figurine Disney Infinity o peggio Skylander… Sì, perché alla base di tutto questo battage mediatico degli Amiibo c’è esattamente la stesso concetto tecnologico: la comunicazione tra una figurina munita di chip NFC e la console.

Communication Breakdown

Per togliere subito davanti la questione del funzionamento, vediamo cosa c’è dietro gli Amiibo (siete liberi di saltare al prossimo paragrafo se non volete ampliare i vostri orizzonti tecnologici oppure continuare ed essere quelli che possono fare i saputelli chiacchieroni nelle cene con i vostri amici nerd. Choose wisely…). Il sistema è quello del Near Field Communication: la possibilità di far comunicare (in andata e in ritorno) due chip posti nelle vicinanze. Questa tecnologia è presente nei cellulari ed è molto utile a occupare uno spazio nei menu di configurazione e a scambiare foto se proprio non volete usare Whatsapp o Telegram o qualsiasi altro sistema più pratico… E per pagare al supermercato, se ne avete il coraggio… Il funzionamento, spiegato in maniera grezza, è concettualmente semplice. Il chip NFC è un chip capace di scambiare delle informazioni se attivato da un campo radio ad alta frequenza (HRID, identificazione a radiofrequenze).

Nintendo-amiiboGli Amiibo funzionano esattamente così. All’interno della loro base è montato un chip di questo tipo che interagisce con il gamepad del Wii U, il quale a sua volta riconosce le informazioni contenute nell’Amiibo e reagisce di conseguenza in base al software attivato. Quanti dati può contenere un Amiibo? Beh, non molti. Per mantenere i costi a livelli accettabili tali da incentivare il collezionismo di massa, il chip nell’Amiibo può contenere un massimo i 8 kb di dati. Sono una miseria, ma sufficienti per quello che deve fare. Installare chip più potenti sarebbe stato uno spreco e non avrebbe aggiunto nulla di più di quello che fanno adesso, visto che la maggior parte del lavoro è affidato al gioco che sta comunicando con gli Amiibo. Fissati questi piccoli concetti di base, vediamo cosa succede quando un Amiibo comincia a pomiciare con il vostro gamepad. Il campo a radiofrequenze attiva il chip e subito si ha uno scambio di dati di identificazione. A questo punto, il software può limitarsi a ‘leggere’ l’Amiibo e accontenarsi di una relazione basata sulla parola, oppure può ‘scrivere’ nell’Amiibo, lasciando un segno indelebile della interazione tra statuina e console. E così che si esercita la magia (?) dell’Amiibo.

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Le belle statuine

amiiboUna volta passati oltre le meraviglie tecniche sotto gli Amiibo passiamo a qualcosa di più faceto e frivolo e cerchiamo di rispondere: quanto sono fichissime queste riproduzioni? Riescono a creare quel desiderio compulsivo che vi fa pensare ‘ne voglio avere una!! Anzi NO! Ne voglio due, tre, LE VOGLIO TUTTE!!!!’ Costruttivamente parlando sono delle action figure di buona fattura, in plastica dura, e mediamente resistenti. Alcune, soprattutto quelle che hanno delle parti extra, come armi o gadget, montate in aggiunta alla figura principale, possono essere soggette a rottura o deterioramento. Basti pensare alla palletta infuocata di Mario o alla spada di Link per capire il senso di questo piccolo appunto. Averne una per le mani fa capire quanto siano ben bilanciate e comunque pesanti. La loro fragilità sta tutta nella tecnologia elettronica che si portano dietro, non nel materiale utilizzato per costruirle. La verniciatura è apprezzabile e discretamente ben fatta. Certo non ha la bellezza dei modelli da centinaia di euro che riproducono anche i peli del… viso del soggetto, ma sicuramente è ricca di particolari e con poche sbavature. L’attenzione verso i dettagli si nota soprattutto in alcuni tocchi di classe, come il riflesso rossastro sull’addome di Mario dato dalla palla infuocata, o i decori sul vestito di Peach e l’aspetto metallizzato di Samus. Se proprio dovessimo basare il nostro hype sulla realizzazione dei personaggi Nintendo, beh, non possiamo che essere soddisfatti e sì, ne vogliamo decisamente ancora e ancora… E quanto costano questi giochetti? Il prezzo è di quindici euro, prendere o lasciare. E’ troppo? Beh, è in linea con altri prodotti con il vantaggio dell’appeal dei personaggi Nintendo e il loro utilizzo in più giochi (ne parleremo nel prossimo capitolo…)

Che me ne faccio?

Screen-Shot-2014-06-11-at-10.05.00-AM-600x328Se avete letto la nostra recensione di Super Smash Bros. per Wii U, allora saprete che questo gioco è stato il trampolino di lancio per gli Amiibo in tutto il mondo. Ed è anche tutt’ora l’unico gioco a supportare il sistema di lettura/scrittura del chip NFC. Come già saprete, in SSB l’interazione con gli Amiibo comporta la creazione di un personaggio non giocabile all’interno del gioco che corrisponde alle fattezze della statuina. E’ possibile dargli un nome e un aspetto personalizzato e modificarne gli aspetti come velocità, forza, difesa e il set di mosse. Esattamente come se stessimo adottando un animaletto da compagnia da tenere vicino a noi durante il gioco. Infatti durante le partite, il nostro Amiibo sarà governato da un’ intelligenza artificiale e per ogni match che disputeremo, aumenterà l’esperienza e migliorerà le sue prestazioni aumentando di livello fino a un massimo di 50. Ogni vittoria e ogni oggetto che conquisterà faranno parte del nostro bottino. Inoltre, come potrete immaginare, possiamo portare l’Amiibo in giro per farlo giocare su altre console, sfidando amici e Amiibo di amici. Il sistema assomiglia a quello di addestramento di un animale e il fatto che noi diamo un nome al nostro Amiibo e lo curiamo in ogni suo aspetto accresce questa sensazione di avere tra le mani un cucciolo: gaming pet therapy... Il bello (e succede solo per Super Smash Bros.) è che tutte le informazioni e le modifiche fatte al nostro Amiibo saranno salvate sul chip nella procedura di scrittura e rimarranno sempre nostre… Esistono però altri giochi che sfruttano l’interazione con gli Amiibo.

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Finora sono solo Mario Kart e Hyrule Warriors. In questi due casi, il rapporto con il chip NFC è Read Only, nel senso che i software leggeranno le informazioni del nostro pupetto e reagiranno di conseguenza, di solito sbloccando costumi e gadget all’interno del gioco in maniera permanente. Per Mario Kart ci sono dei vestiti aggiuntivi per i Mii. Si sbloccano permanentemente e non c’è bisogno di scansionare la statua ogni volta. Il bello è che è possibile sbloccare i costumi anche a casa di amici, in maniera permanente. Quindi se il vostro scopo  quello di avere tutti i contenuti Amiibo e potete disporre di amici collezionisti, con questa tecnica avrete tutto! Un gioco piuttosto vecchio e che è passato quasi inosservato ha una feature legata agli Amiibo anche se non è neanche pubblicizzata sulla confezione. Si tratta di Pokemon Rumble U e ogni Amiibo farà comparire a schermo un pokémon a caso che si unirà alla battaglia. Captain toad tresure tracker: il gioco è già nei negozi e ancora non si sa come questa tecnologia verrà impementata nè quando. Sappiamo solo che è stata annunciata. Mario Party 10, Yoshi’s Wolly World, Kirby and Rainbow Curse e Ace Combat, tutti di prossima uscita, supporteranno molto probabilmente la tecnologia NFC e gli Amiibo ma non sappiamo ancora come. Rimantete in attesa di annunci e conferme da parte di Nintendo insieme a noi.

Bello, sì, ma fino a un certo punto

Dopo questo excursus di notizie e nozioni su questa trovata Nintendo per spillarci soldi e farci divertire, è venuto forse il momento di fare qualche considerazione e magari qualche critica. Innanzitutto: finora gli Amiibo sono assolutamente inutili. Anche se consideriamo SSB, il senso di avere un Amiibo è puramente compulsivo, senza che alteri minimamente l‘esperienza  di gioco o il gameplay. E’ bello effettivamente avere a disposizione un tamagotchi da accudire (videoludicamente parlando) e da mostrare agli amici, ancora più bello è vederlo combattere e vincere, tanto da renderci addirittura orgogliosi di averlo creato. Come anche è bella l’idea malsana di creare dei tornei di Amiibo (possibilmente clandestini) in cui scommettere denaro sonante e finire per accoltellarsi come nella migliore tradizione delle favelas brasiliane. Ma queste sono elucubrazioni di un folle, che non trovano riscontro nella popolazione normale.
luigi-2-amiiboI videogiocatori cercano un senso, un significato in questa storia e non lo trovano. A questo aggiungiamo che le insite limitazioni tecniche come la scarsa capacità di memoria dell’Amiibo impongono che vengano immagazzinate le informazioni di un solo gioco alla volta. Il problema è stato sollevato anche alla Nintendo, che ha detto  molto laconicamente  che per adesso non si pone, visto che solo SSB ha questa capacità… Ma cosa succederà quando anche i giochi terze parti inizieranno a produrre software per questi oggetti? E che succederà quando le interazioni tra console e Amiibo diventeranno più complicate? Lo scopriremo solo vivendo, indubbiamente, ma nel frattempo le domande ci sono e sono tutte orfane di risposta. Manca inoltre una utility di gestione Amiibo, svincolata dal videogame che permette di modificarne i dati o semplicemente di verificarli. E ancora: si sa che gli Amiibo diventeranno anche compatibili con il 3DS e il new 3DS. E qui c’è un piccolo problema. Il New 3DS è predisposto per la NFC, ma il 3DS (old) no. E perciò per chi volesse godere del proprio Amiibo sulla sua vecchia console portatile molto probabilmente dovrà equipaggiarsi di qualche periferica esterna che comunichi con la macchina. Badate che queste sono delle supposizioni ancora, la Nintendo si sta tenendo abbottonata a riguardo ma non vediamo altra soluzione in merito. Nel momento in cui qualcosa sarà resa nota, state certi che ve lo faremo sapere.

Il più bello di tutti

E ora per finire la domanda più difficile: qual è l’Amiibo più fico che c’è?
71opuzMsIfL._SL1500_E’ ovvio che è una cosa soggettiva, c’è chi preferisce un personaggio anzichè l’altro, chi ama Yoshi o il Villager di Animal Crossing (esiste anche certa gente, sì…). Sono eccezionali Link e la Principessa Peach (anche se la versione prototipo presentata in giro per le fiere era decisamente più dettagliata). Il premio Cutest of the Year lo vince a mani basse il sempreverde (anzi giallo) Pikachu. Ma quello che più mi ha impressionato è stata Samus Aaran: meravigliosa come sempre, in versione cacciatrice di taglie, scintillante, letale, splendente. E questo mi fa solo salire la voglia matta di avere tra le mani la sua versione con la Zero Suite, i capelli biondi e lo stacco di coscia. Per non parlare dell’imminente Captain Falcon e di… No, non ci credo di aver scritto una cosa del genere… Questa è la maledizione degli Amiibo. Si chiama sindrome dell’allenatore di Pokèmon… Una volta che hai iniziato a prenderne uno, poi DEVI averli TUTTI! Quindi fate un favore al vostro portafoglio: non comprateli, non avvicinatevi a queste action figure, non le prendete in mano, non accarezzate l’idea di averne una, perchè una NON basta, prima o poi vi troverete la casa invasa da questi pupetti e sarete schiavi della Nintendo per i vostri giorni a venire (proprio come me)…

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