Arthur Curry è stato per anni deriso da tutti. Siete davvero sicuri di potervela prendere con qualcuno che non è della vostra taglia? Siamo qui per dimostrarvi chi è il Re di Atlantide.

Aquaman, alter ego di Arthur Curry, per metà umano e per metà atlantideo, Re di Atlantide e membro fondatore della Justice League, conosciuto come “quello che parla con i pesci”, uno dei personaggi più sottovalutati e scherniti tra tutti i supereroi. ll Re di Atlantide però è tutt’altro che uno sfigato, non soltanto perché stiamo parlando di uno degli eroi più forti e coraggiosi al pari degli altri suoi colleghi, ma soprattutto per non correre il rischio di ritrovarselo come nemico.

Se voi che state leggendo siete tra coloro che se la prendono con il povero Aquaman (e anche se non lo siete), continuate a leggere, e vi renderete conto molto presto che parlare con i pesci può rilversari un potere più spaventoso di quanto immaginiate.

aquaman

Dove tutto ebbe inizio…

Come abbiamo detto, Aquaman è il supereroe “sfigato” per eccellenza, tanto da diventare una gag di varie serie TV, come le costanti battute dei ragazzi di The Big Bang Theory, le comparse ne I Griffin, e persino Spongebob ha la sua versione caricaturale del personaggio. Diciamo subito una cosa: chi legge i fumetti del Re di Atlantide sa che Aquaman è molto più che un mero oggetto di scherno.

Da dove derivano quindi tutte queste ingiustizie? Per risalire alla fonte, dobbiamo andare nei lontani anni ’70, quando sulle TV di tutta l’America andò in onda il cartone animato I Superamici (Super Friends), prodotto dalla Hanna-Barbera. Il cartone era una trasposizione animata della Justice League of America, con protagonisti Superman, Batman, Wonder Woman, Robin e il nostro caro Aquaman. Come ogni trasposizione che si rispetti, anche in questa vennero fatti dei cambiamenti, a partire dal nome della serie, fino ad Aquaman, che nonostante non avesse un ruolo da spalla comica all’interno dello show, venne comunque reso ridicolo tramite le sue azioni.

Immergetevi per un attimo nell’aria degli anni Settanta. Chi leggeva fumetti, era uno sfigato, la TV invece era vista da praticamente tutta la popolazione. Improvvisamente, il grande pubblico si ritrova a guardare un tizio, affiancato da Batman e Superman, vestito di arancione e verde che non fa altro che parlare con i pesci. Senza un background. Senza sapere chi sia realmente colui che si sta guardando. Ovviamente non si tratta solo di ignoranza da parte del pubblico, perché anche la produzione non faceva che esasperare questo aspetto del personaggio. Alcune delle scene più iconiche, rimaste tutt’oggi nell’immaginario, sono quelle in cui egli gira per il mare utilizzando creature marine come mezzi di trasporto, dai cavallucci marini ai pesci volanti usati come sci.

Aquaman divenne quindi lo zimbello della Justice League, e per tutti era ormai “Quello che parla con i pesci”.

La serie de I Superamici è stata una macchia sulla carriera da eroe di Arthur Curry, che è rimasta lì, indelebile, fino ad oggi.

All Hail The King!

Chi è dunque realmente Aquaman? Non parleremo delle sue origini (peraltro lo abbiamo già fatto), daremo invece uno sguardo più ampio alla natura del Re di Atlantide e di alcuni dei suoi poteri.

Partiamo col dire che, tecnicamente, Aquaman non parla con i pesci, bensì ha la capacità di comandare loro e qualsiasi altra creatura marina tramite un’imposizione mentale della propria volontà. Può fargli fare letteralmente di tutto, con l’unico limite riguardante l’istinto di sopravvivenza delle creature, che sarà sempre più forte rispetto al controllo mentale. Da qui parte una certa riflessione: abbiamo visto più volte Aquaman comandare intere legioni di creature marine, e considerando la quantità e la differenza tra le varie specie, non è difficile immaginare quanto possa essere potente la sua forza mentale e la sua volontà. Probabilmente nei panni di una Lanterna Verde supererebbe persino Hal Jordan.

Arthur può inoltre riuscire a formare una vera e propria coscienza collettiva con le creature marine, riuscendo a percepire cosa accade in qualsiasi parte del mondo, un po’ come il superudito di Superman, tranne per il fatto che Aquaman può anche vedere cosa sta succedendo.

Come ho ripetuto più volte, Aquaman è il Re di Atlantide, nonché Re dei Mari. In qualità di ciò, controlla all’incirca il 71% del pianeta Terra. Atlantide è, a tutti gli effetti, la nazione più grande del mondo. Chi è che avrebbe il coraggio di opporsi ad essa e al suo re?
Atlantide vanta anche un grosso esercito, nonché una squadra di maghi in grado di controllare l’acqua, e intendo proprio tutta l’acqua, anche quella contenuta nel nostro corpo e di cui abbiamo bisogno per sopravvivere. L’arma più spaventosa in dotazione di Atlantide però il Tridente destinato ai Re.
Il tridente di Nettuno è un artefatto magico dai poteri straordinari: oltre al controllo dell’acqua da parte di chi non ha poteri magici, permette anche di scagliare fulmini e creare scudi di energia, ma il vero plus consiste nel poter controllare il meteo. Avere la capacità di decidere quando piove, quando c’è siccità, quando e quanto grandina, è sicuramente un ottimo deterrente contro qualsiasi minaccia.

A causa di tutti questi poteri e di molti altri che trovate nell’articolo sopra citato, Aquaman è stato più volte depotenziato nel corso delle sue storie, per cercare di equilibrare un personaggio che altrimenti sarebbe il più forte dell’intero pianeta Terra.

L’eroe dei due mondi

Aquaman è un personaggio tutti dovrebbero rivalutare e approfondire, essendo uno degli eroi più affascinanti dell’universo DC Comics anche e soprattutto dal punto di vista narrativo.

Essendo per metà umano e per metà atlantideo, Arthur Curry si è sempre ritrovato a dover difendere sia la superficie che le profondità in egual misura, e più volte a cercare di fermare le tensioni politiche tra i due mondi. Immaginate la difficoltà di far parte di un gruppo di eroi che protegge la superficie, ed essere il sovrano di una civiltà distrutta e odiata da quest’ultima.

La lunga vita di Arthur Curry/Aquaman è stata costellata di tragedie familiari e crisi politiche, ma da buon eroe, lui non si è mai arreso ed è sempre andato avanti a testa alta, ignorando chi lo considera soltanto un tipo che parla con i pesci, e facendosi rispettare come uno dei massimi esponenti della Justice League. Tra l’altro, molto recentemente con il rilancio delle testate DC Rebirth, nella prima run intitolata The Drowning, Arthur Curry ha affrontato in maniera diretta questo suo aspetto da “sfigato” con un monologo metatestuale in cui spiega a Superman cosa significa sentirsi “l’ultimo tra i primi”.

Purtroppo, la poca considerazione che il pubblico ha avuto nei riguardi del personaggio in questi anni ha compromesso anche la pubblicazione delle raccolte in Italia, ma grazie all’arrivo imminente dei film con Jason Momoa il 1 gennario, la RW Edizioni ci regala quella che probabilmente è la storia più bella e toccante del Re: Aquaman, La Morte di un Principe. Un ottima lettura per avvicinarsi ad Arthur Curry, Mera e alcuni dei suoi più temibili nemici.

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