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Sid Shuman

La notizia: ieri, in data 24 agosto 2014, il PlayStation Network è stato vittima di un attacco hacker che ha provocato il collasso momentaneo di tutti i server. La sensazione di déjà vu per gli utenti, ma soprattutto per Sony stessa, sarebbe ben giustificata. Tre anni fa infatti come molti ricorderanno, la compagnia subì un pesante attacco che ha portato disagi infiniti per circa 3 settimane sia per i possessori di account PSN sia per il colosso giapponese, la cui immagine ne uscì decisamente indebolita. Sembra proprio che per certe cose, Sony non possa davvero dormire tranquilla, e quando si pensava che visti i precedenti, mai più sarebbe successa una cosa del genere grazie ad un’intensificazione dei sistemi di difesa, ecco che invece la pirateria informatica mostra tutta la sua spregevole versatilità. Ora il PSN è tornato a funzionare regolarmente, ma è forse il caso di stare tutti a chiappe strette un’altra volta per il rischio di aver subito un furto dei propri dati (soprattutto per quel che riguarda quelli della propria carta di credito)? In realtà sembrerebbe di no, l’attacco non si sarebbe concretizzato in un’infiltrazione nel sistema vera e propria, ma piuttosto una saturazione, un sovraccarico di dati che disabilita il network, comunemente chiamata DDOS (Distributed Denial of Service) che indica una “banale” negazione del servizio da parte di più sistemi. La conferma dello scampato pericolo arriva anche da Sid Shuman, Senior Manager della divisione Social Media di Sony, che informa tutti sul fatto che non sono in pericolo i dati degli utenti. C’è da dire che purtroppo, in questi casi non tutte le conseguenze sono subito evidenti e i più esperti di informatica che ne discutono in giro per la rete, ipotizzano che questo attacco possa avere occultato altre operazione ai danni dei server Sony non ancora riconosciute. Che dire, speriamo non sia questo il caso!

OrCW_etu_400x400Lo stesso Shuman è stato protagonista di un altro drammatico evento legato agli autori dell’attacco del PSN, ma partiamo dal principio. Lizard Squad è il nome del gruppo che ha rivendicato su Twitter l’attacco ai server non solo di Sony, ma anche di Battle.net, il servizio che mette a disposizione il gioco online per i prodotti di Blizzard, e che ha avuto il medesimo malfunzionamento mandando fuori servizio i server di Diablo III, League of Legends e World of Warcraft. Secondo quanto scrive il gruppo su Twitter : “Sony, è l’ennesima grande azienda, che non sta spendendo i fiumi di denaro che ottiene dal PSN, per dare il meglio ai suoi clienti. Che quest’avidità finisca.” Legittimando con questo il loro operato, non si sono limitati agli attacchi citati, ma si sono spinti ben oltre, facendo di Sid Shuman la povera vittima di uno scherzo davvero di cattivo gusto. Mentre infatti si recava a San Diego per affari, gli hackers hanno intercettato il volo sul quale viaggiava informando la compagnia che l’aereo trasportava una bomba. Naturalmente il volo è stato a quel punto deviato per la sicurezza generale, provocando oltre ad un ritardo anche un discreto spavento a Shuman e passeggeri. Ma quando si parla cattivo gusto a quanto pare, in Lizzard Squad ne sanno a bizzeffe, basta visitare il loro profilo Twitter per farsene un’idea. E mentre, da una parte Sony conferma con decisione che l’FBI è già al lavoro per rintracciare i componenti del gruppo, dall’altra i furboni, sempre tramite altisonanti proclami, dichiarano fermamente di non aver alcun timore per la cosa, sicuri che non verranno arrestati mai. Notizie delle ultime ore vogliono che anche Microsoft sia stata presa di mira, ma a quanto pare i danni a Xbox Live hanno avuto una portata molto più contenuta. Il colosso americano è infatti intervenuto in tempo e i disagi sono stati minimi. Insomma questi Lizard Squad sembano al momento più scatenati che mai. Speriamo che le attività di questi fanatici fastidiosi vengano arrestate quanto prima in un modo o nell’altro e che eventuali altri attacchi siano scongiurati con tempestive precauzioni. Detto questo, auguriamoci di avere in merito meno aggiornamenti possibili visto che come si dice: “nessuna nuova, buona nuova.”

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