Tu chiamale se vuoi Batemozioni

Sarò sincero: Batman non è uno dei miei supereroi preferiti.
Ok, lo so, Batman è figo, Batman è bello, Batman è perfetto e tutto quello che volete. Tralasciando i fumetti, i film e qualsiasi altra produzione in cui il Cavaliere Nero è presente, c’è da dire che nelle ultime uscite videoludiche l’uomo pipistrello si è mostrato in grande spolvero. Con
 questo ovviamente mi riferisco più che altro alla serie action, mentre oggi, con il titolo Telltale parliamo di un genere completamente diverso.

Per chi non lo sapesse i titoli Telltale sono delle avventure “grafiche”, in cui attraverso le nostre scelte, dettate più che altro da quick time event, cambiamo le sorti dei protagonisti così come quelle dei personaggi principali.
In poche parole in The Enemy Within non siamo demandati a tirare mazzate, quanto piuttosto compiere scelte emotive. E, infatti, sono proprio le emozioni a farla da padrone anche in questo titolo.

The Enemy Within si apre con un Bruce Wayne intento a rimuginare sul suo passato, in particolar modo su suo padre, qui conosciuto non come l’amabile proprietario delle Wayne Enterprises, ma piuttosto come un losco figuro, non solo magnate dell’industria ma anche un criminale incallito, praticamente un mafioso a tutti gli effetti. Tralasciando il passato di Batman, che più o meno conosciamo tutti, ci troviamo in questo primo episodio ad investigare sull’Enigmista, apparentemente tornato in attività dopo anni di assenza. Ritornano con lui tanti altri personaggi noti, come il buon Alfred, Lucius, il commissario Gordon e così via.

I personaggi secondari, ed il modo con cui ci rapportiamo a loro, è di primaria importanza in The Enemy Within. Di fatto, come detto poc’anzi, il titolo ci mette nella doverosa condizione di ponderare sempre le nostre decisioni, ed ogni dialogo ci pone di fronte ad una scelta etica non facile da prendere. Il nostro alter ego è, di per sé, un alter ego egli stesso; quindi ci troviamo a chiederci: cosa farebbe Batman? Cosa farebbe Bruce Wayne? Cosa farebbe Bruce Wayne cercando di non far trapelare la propria identità? Insomma Telltale è riuscita a sfruttare a pieno la duplicità del nostro eroe, mettendoci sempre davanti a scelte mai facili e scontate; quelle che possono essere parole di conforto possono tramutarsi in gaffe non da poco che vanno a minare il rapporto con uno dei personaggi secondari.
Questa è una delle novità del titolo (avaro in tal senso): ogni risposta, come ampiamente detto, influenzerà l’idea che hanno di noi i vari comprimari. Ecco quindi comparire di tanto in tanto un avviso che quel determinato personaggio ha cambiato idea su di noi. Detta così sembra un introduzione di poco conto, ma con il pad in mano vi assicuro che l’impatto emozionale è notevole. Più di una volta vi ritroverete a rimpiangere le vostre azioni, vuoi perché siete stati fraintesi, vuoi perché sarà difficile accettare le conseguenze delle proprie scelte.

Emozioni a parte, cosa si fa realmente in questo The Enemy Within? Vestendo i panni sia di Bruce che di Batman, ci ritroveremo ad investigare sull’Enigmista, cercando appunto di ottenere aiuto dai diversi personaggi che ci si pareranno davanti.
Il gioco è suddiviso essenzialmente in due grandi blocchi: quick time event di combattimento, in cui il prode cavaliere nero mostrerà tutte le sue abilità e i suoi strepitosi gadget, e altre fasi che possiamo definire investigative. Qui sarà richiesta l’osservazione dell’area di gioco alla ricerca di indizi utili che andranno poi collegati tra loro al fine di scoprire la soluzione dell’enigma. In tal senso il titolo non offre nessun tipo di sfida: 
i quick time event sono lenti e facili da gestire (più volte mi è capitato di sbagliare senza subirne le conseguenze), mentre gli indizi da scovare sulla mappa di gioco risultano sempre telefonati e palesi. Non che ci si aspettasse qualcosa di realmente complesso da un prodotto Telltale, ma almeno con l’Enigmista nei paraggi si poteva osare un po’ di più.

La trama di conseguenza è il punto cardine di quest’esperienza: la sensazione di vestire realmente i panni di Batman è incredibile, grazie soprattutto all’ottima gestione del dualismo tra il supereroe e il cittadino modello Bruce. In più l’ingresso di personaggi a noi conosciuti, come John Doe (chiaramente il futuro Joker), ci mette nella difficile posizione di non dover lasciarsi influenzare da quelli che già sappiamo essere gli sviluppi. Mi spiego meglio: John si presenta a noi come un chiaro squilibrato, ma al tempo stesso sembra essere veramente in buoni rapporti con Bruce. Cosa fareste allora? Gettereste al vento un possibile alleato solo perché sapete già che in futuro diventerà il nemico per antonomasia di Batman? In queste condizioni immedesimarsi nel personaggio è la cosa migliore da fare, lasciarsi guidare dall’istinto e dalle “trame” messe in gioco da Telltale non vi deluderà sicuramente.

batman the enemy within

Verdetto:

Ancora troppo presto per porre un giudizio completo su questa nuova uscita Telltale. Questo primo episodio ci è sicuramente piaciuto: le scelte emotive hanno un reale impatto nell’economia di gioco e creano quella sensazione di dubbio perenne davvero incredibile. Peccato per alcune sezioni forse un po’ raffazzonate e superficiali. Nel complesso, se vi piace il genere, e non volete aspettare che tutti gli episodi siano usciti e quindi leggere un parere definitivo a riguardo, potete comunque già comprare questo primo episodio perché non vi deluderà.

Ha bazzicato per diversi anni presso alcuni siti italiani di videogaming, ora è approdato stabilmente come Editor in Chief presso Stay Nerd. Vive il suo ruolo alternando momenti zen di assoluta tranquillità, a irritanti momenti di Hitleriana memoria. Ha una profonda conoscenza di telefilm e videogiochi, ma la sua memoria truffaldina gli fa vivere tutto come se fosse la prima volta.

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