Trovarsi a chiedere “perché?”

Uscito dal cinema ieri sera, inviato all’anteprima del film, la prima cosa che mi sono chiesto è: “perché?”. Perché sono state fatte certe scelte? Perché i personaggi si sono comportati in un certo modo? Ma soprattutto, perché non si è optato per qualcosa di più coeso e funzionale? Batman v Superman è un film che ha una pretesa: quella di rimettere in piedi un universo cinematografico che è sempre stato soggetto a delle forti mareggiate ed in cui è mancata una coesione (quella che in gergo definiamo “continuity”) che potesse far correre un filo tra le varie produzioni. L’indipendentismo che la DC ha avuto con i singoli film a tema supereroi poteva andar bene negli anni ’80 e a seguire, quando il mondo restava incantato dai voli farlocchi del Superman di Cristopher Reeve e dai “giocattolosi” film di Batman che lungamente si sono susseguiti. Ma oggi c’è evidentemente bisogno di fare di più, come ben ha dimostrato la Marvel a cui, è evidente, sono rivolte certe scelte strutturali, come la volontà palese di costruire un impero al cinema che sia quanto meno alla pari con la casa delle idee.

E intendiamoci, non sta andando bene, e pur avendo avuto l’occhio lungo di riprendere in toto il filo lasciato sospeso dopo gli eventi di Man of Steel, Batman v Superman finisce per essere più un’accozzaglia che una summa, pur concludendosi in tutto e per tutto come un trampolino di lancio per un futuro che, si spera, sarà più roseo e luminoso. Ma andiamo per ordine: QUESTA RECENSIONE NON CONTERRA’ SPOILER. Vorrei dire, come spesso faccio, che la voce “spoiler free” è parte di una MIA scelta editoriale, di una correttezza nei vostri confronti, ma la verità è che non c’è NULLA da spoilerare in questa pellicola, poiché praticamente tutte le scene importanti, e persino le frasi clou, sono state utilizzate per i trailer che, a questo punto, lasciano ben poco allo spettatore ed alla sua fantasia. Giusto un paio di frecce sono rimaste nella faretra, e tutto il resto ci è stato già dato in pasto. Il bello è che all’inizio del film è stato messo su schermo un piccolo messaggio di ringraziamento di Snyder, il quale invitava, tra l’altro, a non spoilerare. Con il senno di poi il buon Zack poteva salutarci e basta… avete presente quel trailer montato da un fan che cercava di ricostruire gli eventi del film assemblando i vari trailer usciti nel tempo? Ecco, direi che il tizio ci è andato veramente vicino il che, come intuirete, è un po’ imbarazzante in un film che dura la bellezza di due ore e mezza.

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Il bello è che il film comincia veramente bene, e la prima mezzora è decisamente la parte più riuscita del tutto, quella dove meglio si comprende la dicotomia che divide l’uomo (Batman) dal dio (Superman). Come si uccide un supereroe? Lo si può colpire, lo si può trafiggere, lo si può scomporre in atomi, ma David S Goyer (sceneggiatore) e Zack Snyder (alla regia) hanno optato per qualcosa di diverso. Un eroe si uccide destrutturandolo, obbligandolo in modo volontario (o meno) ad essere l’antitesi di sé stesso. Perché un dio può esistere solo se ci sono persone che sono disposte a invocarne il nome, e senza l’uomo che lo supporti, un dio non è nulla. Questo è il pensiero che guida la sceneggiatura per la prima parte del film. Una parte guidata da tempi lenti, dedicati squisitamente alla narrazione invece che alle scazzottate, e che legano il film al suo predecessore, mostrando innanzitutto la reazione di Bruce Wayne agli eventi che colpirono Metropolis quando questa fu teatro della battaglia contro Zod. La differenza tra i due personaggi è ottimamente tratteggiata, e mentre ci risulterà evidente l’inadeguatezza che Superman vive nell’essere amato ed al contempo odiato, scopriremo le motivazioni di un Batman quanto mai maturo e determinato, tra le altre cose splendidamente caratterizzato da Affleck (e se mi conoscete saperete quanto sia difficile per me ammettere una cosa del genere). Il Batman di Affleck è, innanzitutto, un ottimo Bruce Wayne, come forse mai ci era stato regalato al cinema. È un uomo diviso tra i suoi impegni da miliardario e la sua necessità di essere un eroe, ma è anche un Batman provato e stanco, da 20 anni in lotta contro il crimine e che, proprio per questo, si è ormai arreso alla violenza, probabilmente anche a causa di un evento traumatico che nel film viene solo sottinteso. È il Batman di Frank Miller, perfettamente ricalcato da Affleck e ottimamente supportato da Alfred, qui Jeremy Irons, ed assolutamente calzante sia come ancora che come figura paterna. C’è un mostro nel cuore di Batman, che lo porta a uccidere senza problemi i suoi nemici, e che lo costringerà poi a scontrarsi con Superman e la cosa, francamente, è l’unica motivazione che gira è che ha un senso. Le restanti, purtroppo, sono messe su schermo quasi “perché si doveva” mostrandosi, a conti fatti molto deboli e rievocando le blande e tipiche motivazioni delle royal rumble a fumetti in cui gli eroi si picchiano senza una gran storia alle spalle per poi ritornare subito amici del cuore. Ecco, nel film succede esattamente questo.

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Lex Luthor, per dirne una, per quanto sia ottimamente recitato da Jesse Eisenberg, è un personaggio farlocco, troppo spesso nascosto dietro ad una follia ben poco lucida che ricorda più una versione macchiettistica del Joker a cartoni aniamti che il fine criminale cui siamo abituati. Anche i motivi che lo porteranno ad entrare in gioco come villain si concluderanno in un nulla di fatto e quando poi le sue motivazioni dell’odio verso Superman si faranno chiare (vi prego ricordatevi di noi) vi ritroverete un po’ intontiti dalle motivazioni assolutamente stupide, lasciandoci semplicemente credere che Lex non ci fa… ci è.

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Andando ad analizzare tutto con estrema calma, ci rendiamo conto che le premesse per un buon film c’erano tutte. Strizzando anche volutamente l’occhio ad alcune delle storie più belle per entrambi i personaggi, due su tutte “Il Ritorno del Cavaliere Oscuro” di Miller, e “La morte di Superman” di Jurgens. Ci sono anche persino alcuni rimandi al Superman dispotico simil Kingdom Come, e sebbene essi siano più visioni che realtà, rappresentano bene quella che può essere l’inadeguatezza (o il terrore) dell’uomo nel doversi confrontare con qualcuno che gli è infinitamente superiore. Tutto viene però distrutto dalla seconda e dalla terza parte del film. Gli schiaffi tra supereroi vengono banalizzati in modo estremo, così come la risoluzione dei loro problemi che suona in modo atroce come un “no scusa mi sono sbagliato”, facendo perdere al tutto quella poca credibilità che c’era. Anche l’ingresso di Doomsday, e conseguente arrivo sul campo di Wonder Woman (sul serio gente, non sono spoiler, guardatevi i trailer) è un qualcosa che ha un sapore più amaro che dolce, e che culmina in una battaglia che cerca di nascondersi continuamente tra il buio totale delle inquadrature e le esplosioni lanciate a cazzo in pieno stile Michael Bay. Ed anche qui è un peccato. Gal Godot, contro ogni più rosea previsione si dimostra una Wonder Woman piacevole ed all’altezza, un personaggio che come Batman non vive più di compromessi ma che sceglie di farsi da parte fino al momento opportuno anche se in effetti la sua presenza è quasi del tutto indifferente alla trama risultando, purtroppo, un mero companatico. Il problema è che fino ad oggi non c’è mai stata alcuna infarinatura, alcuna informazione, e benché sia anche piacevole vederla menare come un fabbro, la sua presenza alla fine del film sembra più buttata lì per “prepararsi” al film sulla Justice League che altro. Che poi, a ben vedere, l’intero film non lascia altra conclusione se non questa poiché, nonostante i circa sei (!) finali che si susseguono negli ultimi dieci minuti (ma nessuna scena post credits) l’empatia che si può essere creata con voi sarà molto vicina allo zero ed anzi, vi ritroverete anche ad essere un po’ disgustati da certi personaggi, come Lois, il cui ruolo nel film è stato sempre di una doverosa inutilità (pensate alla scena in Africa, poi ci direte). Tutto il resto è veramente poca roba, la qual cosa è forse amplificata dall’attesa spasmodica creata da Warner nel tentativo (giusto) di contrastare l’attenzione mediatica verso la Civil War Marvel, peccato solo che il risultato ci abbia lasciati veramente delusi.

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P.S. E gli altri supereroi? Ragazzi la scena di presentazione di Aquaman e compagnia è veramente ridicola. Un dato personaggio si troverà a farsi i cazzi di CHI tiene sotto controllo l’attività meta-umana. Al di là del fatto che non si capisca il perché i file siano siglati con gli stemmi dei personaggi (WTF?!) la scena dedicata loro non solo non genera attesa, ma lascia anche amareggiati. Era meglio non inserirli e basta, c’è poco da fare.

Batman v Superman - Recensione
Batman v Superman è un'occasione sprecata. Goyer e Snyder confezionano un film di intrattenimento che è ben lungi dall'essere granitico. Il problema non sono i buchi di sceneggiatura o il ritmo, ma tutta una serie di scelte sia nel racconto che nella regia, tali da trasformare il tutto in un polpettone sui supereroi e poco più. Francamente, confronti con il passato sono inutili, è evidente che la cura messa nella resa tecnica e attoriale del film pone BvS al di sopra di ogni altro prodotto DC, tuttavia le motivazioni scialbe di gran parte dei personaggi e gli scivoloni sul finale, in cui ogni forma di ritmo narrativo lascia spazio a situazioni prevedibili ed al limite del banale, rendono il film una cocente delusione. A questo punto gli occhi sono puntati verso Suicide Squad il cui stile già apertamente sopra le righe potrebbe essere la ventata fresca di cui la DC cinematografica ha tremendamente bisogno. Tutto il resto è ormai ai limiti dell'imbarazzo.
5.5Voto
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9.5
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