Alla volta di Havnor

Era tanto tempo fa, ma in pochi lo ricordano. Era la fine degli anni ’60, anni di rivendicazioni sociali, di battaglie e di mezze vittorie. In quegli stessi anni, una scrittrice già famosa per il suo impegno sociale, per il suo stile lirico e assolutamente unico, vincitrice di cinque premi Hugo e sei premi Nebula (gli oscar della fantascienza), decise di realizzare qualcosa di nuovo. Stiamo parlando della Saga di Earthsea, nata nel 1968 e conclusasi nel 2001.

La scrittrice in questione è Ursula K. Le Guin, californiana, classe 1929, famosa nel campo della letteratura utopica, fantascientifica e fantasy, ma – ahimè – quasi sconosciuta in Italia. E pensare che le sue opere sono entrate a far parte dei grandi classici contemporanei.
Non disperiamoci però, perché noi siamo qui, oggi, per parlarvene.

Se siete alla ricerca di un fantasy che richiami in parte l’epicità de Il Signore degli Anelli ma che al tempo stesso tratti temi sociali, volti a una miglior comprensione della società, allora vi converrà tornare indietro nel tempo e andare a ricercare questa Saga che ha tanto, tantissimo da offrire.

Se l’avete sentita nominare prima d’ora, probabilmente è perché siete fan dello Studio Ghibli e avete visto il film diretto da Goro Miyazaki, figlio del grande maestro. Ebbene, se ritenete che quel film abbia più difetti che pregi, sappiate che non siete i soli a pensarlo. I racconti di Terramare ha ben poco a che vedere, infatti, con la saga di Earthsea (tradotta come La Saga di Terramare da Mondadori). Non solo il film fa riferimento esclusivamente al terzo e al quarto libro, senza quindi fornire una panoramica completa della formazione caratteriale e psicologica dei personaggi, ma non segue neanche la trama generale dei libri e ne stravolge completamente i temi trattati. Se inizierete a leggere la saga di Earthsea, vi renderete conto dell’abisso che separa la serie di romanzi dalla versione cinematografica.

Di cosa parliamo?

Earthsea è un mondo composto interamente da isole, un enorme arcipelago insomma, e ogni isola possiede la propria autonomia e la propria cultura. La storia vede narrate le vicende di Ged, protagonista assoluto del primo libro e guida negli altri tre (il quinto libro della saga non è altri che una raccolta di racconti).
Ged è un giovane mago di talento che dalla sua isola natale decide di recarsi a Roke, dove si trova la scuola di magia (ebbene sì, parliamo di trent’anni prima di Hogwarts) e lì avrà la possibilità di imparare nuove nozioni e soprattutto l’antico idioma. Anche Le Guin, come Tolkien, è una glottoteta e per scrivere la saga di Earthsea ha creato una nuova lingua: l’antico idioma per l’appunto, ovvero la lingua dei draghi. Il linguaggio detiene un’importanza fondamentale all’interno della saga, in quanto l’unico modo per poter controllare gli elementi, gli animali e le persone, consiste nel conoscere il loro vero nome.

Le avventure di Ged e degli altri protagonisti, Tenar, Arren e Terru, si basano tutte su una ricerca interiore dell’equilibrio dettata dalla forte dicotomia tra bene e male che è caratteristica fondante del genere fantasy ereditata da papà Tolkien.

Nonostante Le Guin si sia ispirata a Tolkien per quanto riguarda le basi, la struttura e lo stile dei suoi romanzi si distanziano invece da Il Signore degli Anelli, e sono caratterizzati da una linea narrativa più diretta e non altrettanto descrittiva. Questo fa sì che nei romanzi di Le Guin non si possa ritrovare l’epicità tipica di Tolkien, bensì una struttura più umanizzata, concreta e in linea con il periodo storico in cui è stata scritta.

Direttamente connesso all’equilibrio, un altro tema portante e onnipresente nei libri di Le Guin è l’eterna battaglia interiore dei protagonisti, tra la luce e l’ombra. Nel primo romanzo, Ged, assetato di potere e di gloria, decide di sfidare i poteri naturali evocando dal mondo dei morti una creatura oscura: l’ombra. Ispirata ad una fiaba di Andersen, l’ombra viene concretizzata da Le Guin e rappresenta l’alter ego del protagonista il quale, sfigurato dalla stessa, cercherà di sfuggirle per gran parte della propria vita. Fino a che non si renderà conto che l’unico modo per sconfiggere l’ombra è di conoscerla, accettarla dentro se stesso e diventare tutt’uno con lei. Perché, anche secondo la fiaba di Andersen, senza la propria ombra, e quindi quella parte istintiva e bestiale che risiede dentro gli individui, l’uomo non è, e non può, essere completo.
Avete presente yin e yang? Ecco, di questo stiamo parlando. Dopotutto Le Guin è anche taoista, oltre che femminista, pacifista e ambientalista.

Un fantasy differente

In sostanza, se state cercando un fantasy che possa appagare la vostra sete di avventura, non dovrete guardare molto lontano: vi basterà cercare nella libreria sotto casa. La Saga di Terramare è stata ripubblicata nel 2013 da Mondadori: c’è da dire (ahimè) che, inserendosi in un genere di nicchia, (e non parliamo di fantasy in generale, ma di una forma di fantasy differente che ci piace chiamare fantasy sociale), Le Guin risulta sconosciuta anche per gli addetti ai lavori. L’appassionato di fantasy ricerca le epiche battaglie, i valorosi guerrieri, impavidi e senza macchia, ma fermatevi un momento a riflettere: i protagonisti di Le Guin sono quasi sempre eroi ed anti-eroi di se stessi, come lo è, in effetti, ognuno di noi. Ed è proprio questo dettaglio che rende i personaggi e quei mondi di cui fanno parte estremamente credibili, permettendo a chi li legge di immergervisi completamente.

I riferimenti all’interno della saga di Earthsea sono veramente tanti. A contornare le avventure di Ged potremo trovare i tipici sentimenti di rivalità e di amicizia, o argomenti più complessi come la società femminista distopica dove vive Tenar all’inizio del secondo romanzo, o ancora la società utopica del Popolo dell’oceano Aperto nel terzo libro. Non si parla solo di bene e male, non si parla solo di magia e draghi; Earthsea è un complesso di emozioni, con un impianto stilistico che richiama un sentore di epicità che tuttavia si lascia leggere senza sforzo e travolge il proprio lettore, lo prende per mano e lo guida attraverso le centinaia di isole di quell’enorme arcipelago che racchiude tanta magia quanta umanità.

Romana, laureata in Editoria e Scrittura. Redattrice e Social Media Specialist per Stay Nerd ed esploratrice di galassie lontane nel tempo libero. Libri e videogiochi sono la sua passione. Quelli belli. Quelli di Fantascienza, quelli che affrontano tematiche LGBT, quelli che portano a una maggiore consapevolezza di se stessi. Diventano ossessione, tanto che scriverci sopra è ormai indispensabile. Founder di AndroideClandestina.com: l'ossessione diventa blog.