Voglio un’auto che guidi da sola possibilmente senza morirci

Non sono mai stato un appassionato di automobili. Certo, ho fatto incetta di vetture di grande prestigio nei migliori videogiochi: Gran Turismo, Forza Motorsport e perfino titoli gloriosi ma dimenticati come gli immensi Test Drive Unlimited. A proposito, ma chi se lo ricorda cosa era il primo Test Drive? Altro che i giochi patinati di oggi, dovevi veramente sostenere delle terrificanti prove per la patente. Altri tempi, altri giochi. Altro “a proposito”: ma voi giocatori veterani non vi siete rotti le scatole di tutti questi videogiochi che iniziano con una pallosa fase di tutorial? Sposta lo stick a sinistra per guardare a sinistra. Spostalo a destra per guardare a destra. E grazie al piffero. Premi X per saltare e Y per abbassarti. Che poi a voler guardare bene, non è che il joypad abbia così tanti tasti! Capisco un tutorial che ti spieghi combo misteriose e arcane, ma almeno le due levette e i quattro tasti principali facceli intuire. Con il senno di poi avrei apprezzato un mezzo tutorial in F16 Falcon, un simulatore con manuale di 300 e passa pagine di cui dovevi leggerne parecchie anche solo per decollare!

Ebbene, che c’entra questo pippotto con il titolo? Niente, è che se nel mondo dei videogiochi disprezzo la semplificazione, in quello delle auto sto iniziando ad amare la mutazione da mezzi di trasporto in videogiochi su quattro ruote.

Un esempio? La mia Volvo XC60 accelera, frena e fa le code da sola. Devi solo decidere a quale velocità vuoi viaggiare e ricordarti di sterzare di tanto in tanto. Tutto il resto lo fa da sola o al massimo ti richiede di premere un bottone se sei in sosta da più di tre secondi. I modelli più lussuosi come la nuova Volvo S90 sono addirittura in grado di sterzare autonomamente seguendo la carreggiata, a patto che le linee di mezzeria siano visibili con chiarezza. E pensa che Volvo non mi ha nemmeno pagato per questo articolo! Anche perché avrebbe annullato il bonifico leggendo che la Tesla è ancora più avanzata: attendiamo un aggiornamento del software di ultima generazione, con il quale l’auto elettrica futurista per eccellenza sarà in grado di adeguarsi alla velocità dei veicoli che la precedono, cambiare corsia, uscire all’uscita corretta dell’autostrada, parcheggiare da sola, entrare e uscire dal box.

Per me è un sogno. So bene che dentro una Tesla un tizio c’è morto, ma ha avuto tanta di quella sfiga che gli sarebbe andata male anche dentro a un carrarmato. Io comunque preferisco rischiare la vita dentro un’auto a guida autonoma, che ha una percentuale minima di fare un errore, che morire per certo di crepacuore e sangue amaro nel traffico infinito delle metropoli. Mi fa sorridere chi fa la classica battuta da macho: “io amo guidare e non potrei fare a meno del cambio manuale”. Quando rispondo: “Hai mai provato un’auto non sia a guida autonoma, ma giusto a marce automatiche?” – “NO, MAI!”. E allora che ne sai? E poi contraddicimi se sbaglio: tutte le sport car più potenti e più recenti hanno super cambi elettronici con cambio automatico e palette al volante per la guida sportiva. E quindi tu che ami guidare ti dovrai consolare con la tua Punto scassata oppure collezionare auto d’epoca. Dannati anacronisti! E perché già che ci sei non lavi i panni con l’olio di gomito alle vasche pubbliche? Oppure perché non mandi messaggi di fumo o urli da un balcone all’altro, invece di andare in giro fiero con il tuo iPhone 7 da 1.200 euro?

Il progresso va abbracciato e goduto – non ne devi esserne schiavo ma nemmeno lo devi temere come un pirla solo per un pudore o una resistenza insensata. E del resto si sa, che te la meni a fare? “Ogni resistenza è inutile”. Volente o nolente, le auto un giorno guideranno da sole e lo faranno meglio di te. Tanto vale godersela da subito!

A cura di Roberto Buonanno

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